La vecchia Ford di Alan avanzava lungo le larghe strade di Manhattan, verso una destinazione nota solo allo scozzese.
L'ex poliziotto si era ritrovato immischiato nella vicenda, senza volerlo.
Jesper era silenzioso, si fidava ciecamente dell'amico.
Beyond
Capitolo 14
-What lies Beyond-
Alan imboccò la Fifth Avenue, la strada era ancora molto popolata e molti giovani passeggiavano tranquillamente lungo i marciapiedi della famosa strada.
Lo scozzese parcheggiò l'auto vicino ad un marciapiede, spense l'auto e aprì lo sportello.
Alan: <Siamo arrivati.>
Jesper volse lo sguardo a destra, guardò fuori dal finestrino: la cattedrale di San Patrizio si stagliava in tutta la sua maestosità. Dal rosone si intravedeva la luce interna.
Jesper: <Qui?!>
Alan: <Qui.>
Jesper: <Perché proprio qui?>
Alan: <Non lo so, non ha voluto dirmelo.>
Jesper: <Sai bene cosa è successo qui, e, se Connor non voleva che tu mi dicessi il luogo dell'incontro, probabilmente lo sa anche lui.>
Alan: <Non capisco cosa c'entri la chiesa del tuo matrimonio in questa vicenda.>
Jesper: <Andiamo a scoprirlo.>
Il detective uscì con risolutezza dall'auto, attraversò la strada e si avvicinò alla cattedrale accompagnato dall'amico.
Salirono i pochi gradini ed attraversarono il portale spalancato e si trovarono all'interno della chiesa.
Jesper si guardò intorno, una dozzina di fedeli pregavano tra i banchi della cattedrale. Alan attirò l'attenzione dell'amico indicando un uomo alto inginocchiato nell'ultimo banco a sinistra, vestito con giacca, camicia e pantalone.
Alan: <È lui.>
Jesper si avvicinò all'uomo, il quale si accorse della presenza del detective e si alzò lentamente, una smorfia di dolore apparve sul suo volto.
Axel: <Signor Cultons, finalmente la incontro.>
Jesper: <Evitiamo i convenevoli. Cosa vuole?>
Axel: <Ho saputo che sta indagando sul mio conto.>
Jesper: <Sono informazioni riservate. Come le ha avute?>
Axel: <Ho le mie fonti, così come lei ha le sue. Tuttavia, voglio dimostrare la mia completa estraneità ai fatti su cui lei sta indagando. L'omicidio di McFlares e l'omicidio di sua moglie.>
Jesper: <E come intende provare la sua innocenza?>
Axel: <Fornendole prove, ovviamente. Prima di tutto, per dimostrarle la mia buona fede, le darò ciò di cui è stato derubato.>
Axel mise la mano destra nella tasca interna della giacca ma venne fermato dal detective che prontamente mise la mano sulla sua pistola.
Jesper: <Fermo!>
Axel: <Capisco la sua totale sfiducia nella mia persona ma si fidi per un attimo di me. E poi siamo nella dimora del Signore, non porterei mai armi con me in questo luogo.>
Jesper annuì ma non tolse la mano dal calcio della sua pistola. Lentamente, Axel cacciò un disco dati dalla giacca e lo porse al detective.
Axel: <Ecco, come vede è il disco dati che le è stato rubato.>
Jesper si tranquillizzò e prese il disco.
Jesper: <Come fa ad averlo lei?>
Axel: <Diciamo che l'ho trovato casualmente, per adesso le basta sapere questo. Ah, e dato che lo scoprirà leggendo i dati sul disco, glielo dico ora. Il chip da lei trovato era impiantato nel cervello di Rachel.>
Jesper rimase sbigottito dopo l'affermazione di Connor.
Axel: <So che può essere difficile accettarlo, ma pensi bene. Sua moglie era una biologa e stava lavorando ad un progetto molto importante da questo punto di vista.>
Jesper: <Un computer biologico...>
Axel: <Vedo che ne è a conoscenza, bene. Stava sperimentando la tecnologia di archiviazione dati su se stessa.>
Jesper: <È per questo che è stata uccisa?>
Axel: <Sì.>
Jesper: <Non mi è stato molto di aiuto, comunque. Ho bisogno di nomi.>
Axel: <Ein Monoya, Brandon Khane e Simone Gaffieri. Li trovi, prima che sia troppo ta->
Un proiettile colpì silenziosamente la fronte di Axel Connor, facendolo cadere a terra. Esanime.
Alan si avvicinò rapidamente ai due e non poté far altro che constatare la morte dell'uomo, si voltò verso l'amico il quale stava guardando fuori dall'edificio.
Jesper era sbiancato, per sette interminabili secondi il suo cuore aveva cessato di battere per poi riprendere a pompare sangue più in fretta di prima.
Il detective cadde a terra, privo di sensi.