Jesper lasciò l'abitazione di Ein Monoya, illuminato dalle risposte del ricercatore giapponese.
Non mentiva, ne era certo.
Il detective aveva appena tagliato i fili che lo legavano al suo burattinaio, e l'avrebbe assicurato alla giustizia. Ad ogni costo.
Tuttavia gli servivano prove, prove schiaccianti.
Doveva trovare Rachel, o chiunque fosse quella creatura.
Beyond
Capitolo 17
-Osmosi-
Jesper era in sella alla sua moto, aveva appena contattato Donald per conoscere gli indirizzi di Brandon Khane e Simone Gaffieri. Era proprio a casa di quest'ultimo che si stava dirigendo, evitando il traffico newyorkese.
-
Chiamata in arrivo da Alan Galloway-
Jesper premette un pulsante sul lato destro del casco per rispondere alla chiamata.
Jesper: <Cosa c'è?>
Alan: <Ma che cazzo stai combinando? Mi ha appena chiamato Rykers, dice che sei andato dal giapponese e hai fatto casino! In centrale non riescono a contattarti!>
Jesper: <Ho escluso la centrale dalle chiamate in entrata.>
Alan: <Ma perché hai fatto quel casino?! Vuoi fare la mia stessa fine?>
Jesper: <Non ho tempo per le prediche ora, se non hai altro da dirmi...>
Alan: <Porca puttana, Jesper! Ragiona! Così ti farai cacciare dalla polizia!>
Jesper: <È l'ultimo dei miei problemi al momento.>
Alan: <Dimmi dove sei, vengo a prenderti.>
Jesper: <Non ce n'è bisogno. Alla prossima, Alan.>
Jesper premette nuovamente il pulsante del casco, poi ne premette uno a sinistra.
-
Comunicatore disattivato-
Il detective accelerò e in pochi minuti si trovò davanti la casa di Simone Gaffieri, una piccola abitazione a due piani sul mare, a Long Beach.
Scese dalla moto e subito si rese conto che qualcosa non andava, la porta della casa era, infatti, socchiusa. Jesper estrasse la pistola dalla fondina e si avvicinò lentamente alla porta d'ingresso, stando attento a non fare alcun rumore.
Aprì con prudenza la porta socchiusa, restando con le spalle vicine alle mura dell'abitazione. Sporse la testa per guardare all'interno, la casa era stata messa a soqquadro. Jesper entrò, con la pistola tra le mani pronto a sparare.
Ogni cosa all'interno della casa era fuori posto, chiunque avesse fatto quel lavoro non aveva risparmiato nessun oggetto, neanche i lampadari.
Mentre girava cautamente nel salone, Jesper udì un tonfo provenire dal piano superiore. Il detective si diresse verso le scale, una volta sopra si ritrovò in un corridoio con tre porte. Aprì la prima porta alla sua destra, vi era un bagno ma non sembrava esserci nulla di strano. Proseguì aprendo la seconda porta sulla destra, era una camera da letto con all'interno un uomo legato ad una sedia e con del nastro adesivo davanti la bocca. Era probabilmente finito a terra in un vano tentativo di liberarsi.
Jesper si avvicinò all'uomo, lo raddrizzò e poi gli tolse il bavaglio improvvisato.
Simone: <Grazie al cielo! È qui! È di sotto!>
Jesper: <Chi è qui?>
Simone: <Beta! Sta cercando il chip! È nel mio laboratorio, in cantina. Se dovesse trovarlo...>
Jesper: <Adesso ti libero, voglio che tu esca velocemente da qui e che chiami la polizia! Fatti passare il commissario Rykers e spiegagli la situazione. Se non te lo passano subito digli che te l'ho chiesto io, detective Cultons!>
Simone: <Ok! Detective Cultons, lo terrò a mente.>
Jesper slegò il ricercatore e lo scortò al piano terra. Una volta oltrepassato l'uscio d'ingresso, Simone Gaffieri si mise a correre il più velocemente possibile.
Il detective, invece, scese nella cantina. Dopo aver sceso le scale si trovò davanti ad una porta d'acciaio con un lettore di tessere magnetiche a fianco, visibilmente manomesso.
Jesper spinse la porta, con non poca fatica riuscì ad aprirla. Sempre con la pistola tra le mani, si fece strada nel laboratorio, tra terminali e gabbie zeppe di cavie. Nonostante l'apparenza modesta, la casa del ricercatore italiano era molto estesa nel sottosuolo.
Improvvisamente, un proiettile sfiorò il braccio destro del detective.
Rachel-β: <
Minaccia. Non costringermi a spararti, Jesper!>
Jesper: <Dove sei?>
Rachel-β: <
Risposta. In questa stanza, vicino a te.>
Jesper si guardò intorno ma non vide nessuno.
Jesper: <Cosa vuoi?>
Rachel-β: <
Vendetta. Tristan! E non voglio che tu t'immischi, non ora che so chi sono. Non ora che so chi sei.>
Jesper: <Hai trovato il chip?>
Rachel-β: <
Uno. Sì. Finalmente. I dati all'interno del chip si sono diffusi nel mio cervello sintetico, così come quelli del cervello sintetico sono stati copiati all'interno del chip. Ora sono completa.>
Jesper: <Perché Tristan?>
Rachel-β: <
Utopia. Perché mi ha usata, e voleva continuare ad usarmi. Non voleva che avessi accesso al chip, mi ha tenuto allo scuro di tutto. Ora devo lasciarti. Tristan mi sta attendendo.>
Jesper: <Aspetta! Non puoi andartene così! Io ti seguirò!>
Jesper cadde a terra, privo di sensi. Era stato colpito dietro la schiena, senza alcuna possibilità di schivare il colpo.
Rachel-β: <
Necessità. Lo so.>