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  1. Alteridan #91
    31-07-10 21:28

    Citazione pcgame Visualizza Messaggio
    A proposito di racconto, è ora del capitolo
    Ma non dovevi mangiare tu?
    Vai a mangiare, che non hai letto neanche un capitolo.


    Libertà non è cambiar padrone!™

  2. L'avatar di pcgame pcgamepcgame è offline #92
    31-07-10 21:29

    Citazione Alteridan Visualizza Messaggio
    Ma non dovevi mangiare tu?
    Vai a mangiare, che non hai letto neanche un capitolo.


    Libertà non è cambiar padrone!™
    Ho mangiato
    Spoiler:
    e ho anche cambiato firma

  3. Alteridan #93
    31-07-10 21:30

    E chissenef... Bellissima.


    Libertà non è cambiar padrone!™

  4. L'avatar di pcgame pcgamepcgame è offline #94
    31-07-10 21:31

    Citazione Alteridan Visualizza Messaggio
    E chissenef... Bellissima.


    Libertà non è cambiar padrone!™
    Lo sapevo che ti sarebbe piaciuta

  5. L'avatar di ATVC ATVCATVC è offline #95
    01-08-10 00:57

    Nome Personaggio: Axel Connor
    Età: 39
    Nazionalità: Americana
    Professione: Netturbino.
    Spoiler:
    scherzo... vado su medico con specializzazione in neurochirurgia...

    Carattere: Crede nella sua religione con fervore, è un tipo intransigente e ama poco parlare della sua vita, ma è un tipo fedele agli amici. E' molto intuitivo
    Caratteristiche fisiche peculiari: Alto e magro,tanto che sembra di poterci guardare attraverso. Ha un problema al ginocchio che a volte gli procura delle fitte.

  6. Alteridan #96
    01-08-10 13:50

    Non va bene, puoi lasciarla così ma e difficile che apparirai nel racconto.


    Libertà non è cambiar padrone!™

  7. L'avatar di RobbieRotten RobbieRottenRobbieRotten è offline #97
    01-08-10 22:47

    Iscrizioni a Trial & Error

  8. Alteridan #98
    01-08-10 23:04

    A racconto inoltrato è d'obbligo.


    Libertà non è cambiar padrone!™

  9. Alteridan #99
    03-08-10 17:25


    Jesper era ricoverato in ospedale, lieve trauma cranico e alcune ferite superficiali sulla gamba destra dovute alla caduta.

    Due degli inseguitori erano morti, uno ucciso dalla ragazza francese e l'altro morto in seguito all'incidente. Il terzo era riuscito a scappare.

    Jesper stava per essere dimesso, dopo pochi giorni di degenza.

    Beyond

    Capitolo 8
    -La società delle maschere-

    Un uomo anziano camminava tra i corridoi del New York Central, nonostante l'età, l'uomo sembrava in forma perfetta anche se ormai il corpo tonico di una volta era solo un vago ricordo.

    Seduto sul letto in una stanza singola, Jesper leggeva i documenti da firmare per essere dimesso dall'ospedale. Aveva ricevuto la sola visita del suo vecchio amico Alan Galloway, nessun altro era andato a trovarlo; del resto Jesper non si aspettava alcuna visita.

    Una fasciatura ricopriva il polpaccio della gamba destra, un pezzo dell'intelaiatura della sua moto vi si era conficcato; è servita una breve operazione chirurgica per rimuoverlo.

    Qualcuno bussò alla porta della stanza.

    Jesper: <Avanti.>

    La porta si aprì, l'uomo anziano entrò nella stanza.

    Pino: <Jesper! Come stai, vecchio mio?>
    Jesper: <Zio! Non pensavo di vederti qui!>

    Jesper si alzò dal letto, ancora dolorante per le ferite riportate, e andò incontro all'uomo. I due si abbracciarono.

    Pino: <Sono appena tornato dall'Europa, sono venuto il prima possibile.>
    Jesper: <Sembra passata un'eternità dal nostro ultimo incontro.>

    Lo zio diede una forte pacca sulle spalle di Jesper per testarne la tonicità dei muscoli.

    Pino: <È vero. Vedo che ti sei tenuto in forma in mia assenza, e vedo che gli allenamenti che hai fatto insieme a me hanno dato i loro frutti.>
    Jesper: <Se un trauma cranico e diverse ferite significano tenersi in forma...>
    Pino: <Probabilmente senza i miei consigli a quest'ora saresti morto.>
    Jesper: <È probabile... Ma dimmi, sei solo di passaggio? Partirai di nuovo?>

    L'uomo si avvicinò alla finestra e diede uno sguardo confuso alla città.

    Pino: <Non lo so, per ora non ho nulla in programma. È probabile che resti in città per un po' di tempo.>

    I due presenti sentirono qualcuno bussare alla porta ancora aperta, si voltarono e videro una donna. Era Kate Gauthier, vestita con un pantalone scuro e una maglietta, i capelli erano raccolti e formavano una coda di cavallo.

    Kate: <È permesso?>
    Jesper: <Certamente.>
    Pino: <Oh, io toglierei il disturbo...>
    Jesper: <No, zio. Resta pure.>
    Pino: <Oh, no. Non preoccuparti, e poi ho alcune cosa da fare.>

    Lo zio di Jesper si diresse verso la porta.

    Pino: <Vienimi a trovare, ogni tanto. A presto Jesper.>
    Jesper: <Ciao zio, e grazie per essere venuto.>
    Pino: <Signorina...>

    Pino sorrise alla ragazza la quale ricambiò il saluto.

    Kate: <Arrivederci.>

    Uscendo, lo zio di Jesper chiuse la porta della stanza.

    Kate: <Come sta?>
    Jesper: <Ho visto giorni migliori ma tutto sommato non mi lamento...>
    Kate: <Mi fa piacere, vedo che si sta rimettendo in fretta.>
    Jesper: <Lo devo alla persona che mi ha salvato la vita, la stessa persona che chiedeva la mia protezione. Ma pare che quella persona sappia difendersi abbastanza bene anche da sola.>
    Kate: <Mio padre era un ufficiale dell'esercito francese ai tempi della guerra, il generale Edmond Gauthier. Tutto quello che so lo devo a lui.>
    Jesper: <Edmond Gauthier? Lo stesso Edmond Gauthier che conquistò Teheran?>
    Kate: <Proprio lui... Ma preferirei non parlare di mio padre adesso.>
    Jesper: <Giusto, quindi potrà certamente rispondere ad una mia domanda.>
    Kate: <Sono qui per questo.>
    Jesper: <Perché mi ha ingannato? Lei non ha bisogno di protezione, né mia né di chiunque altro.>
    Kate: <Si sbaglia. So cavarmela, è vero, ma la mia è una posizione molto pericolosa. Ho bisogno di qualcuno che mi aiuti, che aiuti la nostra causa.>
    Jesper: <Nostra?!>
    Kate: <Immagino sia venuto il momento di scoprire le carte e giocare ad armi pari.>
    Jesper: <Continui...>

    La ragazza francese iniziò a camminare in lungo e in largo per la stanza.

    Kate: <Le ho già detto che dietro l'omicidio di sua moglie c'è sicuramente la mano del conte William De' Press. Quello che non le ho detto è perché sua moglie è stata uccisa...>
    Jesper: <La ascolto...>
    Kate: <Sua moglie stava lavorando ad un progetto molto importante, un computer biologico. Un progetto top secret finanziato dal governo.>
    Jesper: <Un computer biologico? A cosa doveva servire?>
    Kate: <Purtroppo non lo so, so che la ricerca era ancora in uno stato embrionale.>
    Jesper: <Ma ancora non mi ha detto il perché... Perché è stata uccisa?>
    Kate: <Perché aveva scoperto che il conte non aveva alcuna intenzione di cedere il progetto al governo, stava utilizzando i finanziamenti governativi ma aveva intenzione di sviluppare il prototipo e poi tenerselo.>
    Jesper: <Questo potrebbe avere senso... Ricordo che nelle settimane precedenti alla sua morte, Rachel era molto tesa. Non riusciva a dormire e sembrava che qualcosa la turbasse.>
    Kate: <E' per questo che ci serve il suo aiuto.>
    Jesper: <Per quale motivo?>
    Kate: <Questo non posso spiegarglielo ora, glielo spiegherà il figlio del conte De' Press.>
    Jesper: <Il figlio del conte?! Perché mai dovrebbe mettersi contro suo padre?>
    Kate: <Potrà chiederglielo di persona, sta venendo a New York. Domani lo incontrerà, fino ad allora farà bene a rimettersi in sesto.>

    Kate si avvicinò alla porta.

    Kate: <Buona giornata, detective Cultons.>

    La donna uscì dalla stanza e dopo poco abbandonò l'edificio, all'uscita dell'ospedale notò un venditore ambulante avvicinarsi a lei.

    Ater: <Salve, signorina. Vuole acquistare una maschera?>
    Kate: <No, guardi, ho da fare.>
    Ater: <Siete sempre di corsa voi persone d'affari. Vivete immersi nel lavoro, in una società in cui ognuno di voi indossa delle false maschere, sperando di essere qualcun altro. Cerchi dentro di se e vedrà che vorrà di certo acquistare una mia maschera.>

    Il venditore cercò nella cassa che portava con sé, estrasse una maschera veneziana di pregevole fattura e la porse sorridendo alla ragazza.

    Ater: <La prenda, lo consideri un regalo.>

    Kate accettò il regalo dell'uomo, sperando che una volta presa la maschera l'avrebbe lasciata in pace.

    Kate: <Grazie, ma ora devo andare.>
    Ater: <Certamente, vada pure. Quale maschera indosserà domani?>

    L'uomo sorrise e lasciò in pace la ragazza, la quale si allontanò rapidamente. Ater Sun premette un pulsante sul suo orologio poi lo portò vicino alla bocca.

    Ater: <L'obiettivo ha la maschera. Consegna riuscita.>

  10. Sermor #100
    03-08-10 18:00

    Bello

    Mi domando se comparirà anche il mio personaggio, del resto è compatibile con lo scenario, se non altro quello che si sta prospettando.

  11. Alteridan #101
    03-08-10 18:02

    Un ingegnere robotico in mezzo a computer biologici... Biologia e robotica...
    Qualcosa non mi torna...


    Libertà non è cambiar padrone!™

  12. L'avatar di Jeff JeffJeff è offline #102
    03-08-10 18:05

    Molto interessante, anche perchè si prospetta un incontro chiarificatore. M'aspetto che Ater sia al servizio del decrepito, tra l'altro.

  13. Alteridan #103
    03-08-10 18:06

    Non so se avete visto l'op, comunque.


    Libertà non è cambiar padrone!™

  14. Sermor #104
    03-08-10 18:19

    Citazione Alteridan Visualizza Messaggio
    Un ingegnere robotico in mezzo a computer biologici... Biologia e robotica...
    Qualcosa non mi torna...


    Libertà non è cambiar padrone!™
    Beh, come ho scritto nel profilo lavora anche sui cyborg, che sono se vogliamo l'incarnazione del detto "deus ex machina".

    Ovvero l'integrazione di meccanismi cibernetici nell'essere umano: in ambito civile solitamente si pensa a arti cibernetici applicati ai disabili a cui manca un arto e con il progredire di questa scienza difficilmente distinguibili "ad occhio nudo" da arti biologici, o della produzione di esoscheletri a vario uso.

    In ambito militare si va anche oltre: l'integrazione di organi cibernetici a quelli biologici per fare di un soldato un super soldato, quindi ritornando al tuo dubbio si ci può stare.

    Il mio personaggio potrebbe lavorare anche allo sviluppo di un simil-terminetor, ovvero un soldato - robot di forma umanoide in grado di decidere autonomamente (e interpretare tutti i segnali in modo giusto) se uccidere un'altro essere umano o no (se è un soldato avversario o un civile e così via).

    Insomma, la robotica non vale solo per l'automazione industriale, ne oggi ne e soprattutto in futuro

    In un futuro non troppo lontano quel che ho scritto potrebbe non essere fantascienza

    Almeno per la gran parte di quelle cose che ho scritto (a parte forse i "terminator", a meno che l'IA non progredisca quel tanto che si riesca a far fare ad un robot quelle cose, ed è possibile pure che accada, ma poi si andrebbe anche su problemi etici ecc.).

  15. Alteridan #105
    03-08-10 18:23

    Deus Ex Machina significa altro ma va bene lo stesso.
    Comunque per ora ho altre idee per il tuo personaggio, purtroppo per te apparirà più in la. Per adesso la narrazione mi impone altro.


    Libertà non è cambiar padrone!™

 
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