HawkinHawk
Il sarcasmo è perchè ho detto una cosa scontata spero...
no affatto, stabilire che i primi istanti post big bang siano fuori da ogni possibile descrizione fisica è un risultato da nobel (per lo meno)
significa che è impossibile una teoria unificata delle forze, per lo meno alle altissime energie.
e comunque non mi sembra ceh non ci sia dato saperlo. Semplicemente l' osservazione modifica lo stato quantico della particella
e non ci è dato sapere quale era lo stato quantico precedente, e anzi non ci è dato sapere se prima era in uno stato quantico, miscela o sovrapposizione di essi.
Doc Manhattan
l'espressione in sè non mi pare corretta. Tuttalpiù la scienza è fondata sulla domanda 'cosa possiamo sapere?', della quale la risposta, ai fini di una definizione, è appunto irrilevante.
Non ho detto che l'elettrone puntiforme è un modello, ho detto che il punto è un modello.
Che poi, volendo divagare, tutte le teorie scientifiche sono un modello. O no?
il punto non è un modello, è un concetto primitivo, se fosse un modello si chiamerebbe modello, e la matematica NON usa modelli, per altro.
al massimo l'elettrone puntiforme sarebbe un modello, ma questo esempio è un poco fuorviante, prova a pensare alla luce in linea retta.
Dalom
Ehm... li conosco! Ehm... per questo ti ho detto che era divertente la tua domanda, non l'hai capito evidentemente. Ehm... dire che la soluzione è un'equazione approssimata (approssimazione che possiamo, almeno sulla carta, matematicamente, rendere grande a piacere) non significa affatto "non ci è dato sapere", significa che aveva ragione Friedrich Engels, quando affermava che l'ignoto c'è sempre nella scienza ed essa procede per l'appunto dal noto all'ignoto. O, in altri termini, la scienza tende asintoticamente alla verità.
quello è il primo esempio (e il più semplice) di qualcosa che esiste (le equazioni differenziali come quella hanno soluzione) ma non ci è dato sapere quale sia.
si certo, lo so che che sviluppando con taylor il seno si può risolvere con precisione a piacere, ma ci sono ben altri esempi, tipo la funzione di stato di un plasma, tanto per dirne un'altra. oppure le correzioni alle righe spettrali date dalle varie interazioni (spin-spin, spin orbita, interazioni elettrone-elettrone, interazioni elettrone-nucleo) e via dicendo.
il pendolo è il caso più elementare di una soluzione che esiste ma non si può scrivere.
Ma affermare che c'è qualcosa (come la singolarità del big bang) che non possiamo sapere, non possiamo indagare, perché vengono meno le leggi della fisica, è inaccettabile; è la negazione stessa della scienza. "Non ci è dato sapere" è una frase che non dovrebbe mai uscire dalla bocca di uno scienziato. Così parlano solo i preti.
e su questo siamo daccordo, infatti non l'ho detto io, ne tanto meno avvallato.
Per la cronaca: la definizione di punto si trova su tutti i testi di geometria delle scuole dell'obbligo (visto che si parlava di rudimenti...). Eccone una: «Il punto è un'ente geometrico di lunghezza, larghezza e profondità nulle.»
una definizione che lascia spazio a varie amiguità (anche se adesso purtroppo non ricordo quali)
http://it.wikipedia.org/wiki/Punto_(geometria)
si lo so wiki non è la somma sapienza, però se lo dice hilbert io ci credo, tu no?
E bravo! Adesso che hai tenuto la tua bella lezione di Fisica 1, vuoi che te lo consegnamo qui il Nobel o aspetti l'ufficializzazione a Stoccolma?
oscillatori armonici e approssimazioni ad essi vengono ripetuti alla nausea in ogni corso di fisica.
Comunque Doc Manhattan e Mister Y hanno centrato in pieno la questione. Il problema con la maggior parte dei fisici di oggi è che, invece di fare esperimenti in laboratorio, stanno lì a tentar di stendere la formula matematica più elegante, raffinata e precisa, tanto per usare le parole di fulminato. Che la più raffinata ed elegante equazione non è altro che un
modello, cioè una
rappresentazione approssimata della realtà, finisce per sfuggirgli di mente! Ma che importa, tanto loro si guadagnano da vivere come fisici
teorici!
e senza modelli da analizzare, verificare e/o confutare cosa farebbero tutti i fisici sperimental?i? si menerebbero il cannello con tutte le apparecchiature?
sperimentare senza fare una analisi matematico/analitica significa fare lo stesso errore dei greci.
arrivando a dire che la forza è proporzionale alla velocità e tante altre vaccate affini.
per il resto la scienza parla
SOLO per modelli, non può fare nient'altro, può solo rendere più generale un modello o costruire più modelli in modo da rappresentare più situazioni, dire quello che hai detto tu è una delle cose più a-scientifiche che abbia mai letto o sentito (e ne ho sentite tante, purtroppo)
Alfvén sviluppò una critica ampia e radicale al metodo della cosmologia moderna. Egli vide nell'ossessione dei cosmologi odierni per la perfezione matematica, la radice del problema: un approccio mitologico. Spiegava che:
«Quando gli uomini pensano all'universo, c'è sempre un conflitto tra l'approccio mitico e quello scientifico. Nel mito, si tenta di dedurre come gli dèi abbiano creato il mondo, quale principio perfetto abbiano usato. È il modo di procedere degli astrofisici di oggi: partire da una teoria matematica, per poi dedurre da essa come l'universo deve essere cominciato e poi procedere in avanti nel tempo fino ad oggi. Io ho sempre creduto che l'astrofisica debba essere l'estrapolazione della fisica di laboratorio, che dobbiamo partire dall'universo attuale, per procedere indietro nel tempo fino ad epoche sempre più remote.» Questo metodo si serve della matematica. Qui la matematica è serva, non padrona. «La differenza tra mito e scienza è la differenza fra la divina ispirazione e la teoria sviluppata e confermata o smentita dall'osservazione. È la differenza tra fede nei profeti e pensiero critico. Tentare di scrivere un grande dramma cosmico, porta necessariamente al mito. Invece tentare di sostituire l'ignoranza con la conoscenza in regioni sempre più ampie dello spazio e del tempo è scienza».
e secondo te come sono state create le teorie
fisiche? (che hanno una formulazione
matematica ma sono
fisiche) le ha fornite in sogno il buon dio? (che non gioca a dadi) o forse sono state sviluppate sulla realtà osservabile e quindi applicate al modello del big bang?
per il resto alfvèn è diventato famoso (oltre ad aver preso il nobel e avere una velocità di onde nel plasma con il suo nome) per aver trovato una soluzione
matematicamente esatta alla equazione di moto attraverso un plasma (in un
modello di plasma freddo magnetizzato uniformente)
Secondo Alfvén, l'evoluzione dell'universo in passato deve essere spiegabile in termini di processi osservabili nell'universo di oggi. Visto che non vediamo da nessuna parte né singolarità, né l'emergere di qualcosa dal nulla, non abbiamo motivo di credere che ciò sia avvenuto in un remoto passato. Invece, la sua cosmologia del plasma, suppone che, poiché vediamo ora un universo in evoluzione e cambiamento, esso è sempre esistito, si è sempre evoluto e lo farà per sempre. Altre ipotesi servono solo a lasciar spazio al creazionismo. Un altro favore al Vaticano, che ne riceve già pochi...
il fatto che non ne vediamo non significa che non esistono, e si, indizi sull'esistenza di singolarità esistono. glii AGC (nuclei galattici attivi) alcuni sono compatibili con la presenza di un buco nero, che è una singolarità.
sinceramente non vedo perchè la mia idea religiosa (fosse pure anche atea) debba accecarmi rispetto alla realtà dei dati sperimentali.
tutti gli ogetti a distanza maggiore della nostra galassia (pardon quasi tutti) sono in red shift, che è in progressione lineare con la distanza.
questi si possono spiegare con un universo in espansione, e se invertiamo l'asse temporale avremo il collassare dell'universo in un punto.
PS: guarda che la MQ può essere ricavata dalla equazione principale di hamilton, o alternativamente come approssimazione non relativistica dell'equazione di d'alamebert a un oggetto di massa non nulla. tutte e due le cose sono classicissime.
@Matichek: tempo sprecato, se non riesce a capire cosa sia un modello in una teoria fisica e che rapporto abbia questo con la realtà credo che non ci sia molto da spiegare.