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  1. L'avatar di fulminato fulminatofulminato è offline #46
    10-08-10 14:36

    Citazione HawkinHawk Visualizza Messaggio
    Non vedo il nesso tra indeterminazione di heisemberg e non ci è dato sapere.
    che tu non lo veda il nesso non significa che non ci sia.
    dopo una misura (arbitrariamente precisa) non ci è dato sapere il momento della particella, o la posizione precedente alla misura.

    (interpretazione di copenaghen)

    Comunque lo ribadisco ciò ceh accadde nel momento esatto del big bang e precedentemente non ci è dato saperlo perchè semplicemente non è qualcosa di conforme alle nostre leggi fisiche e non avrebbe nessun impatto su ciò che successe dopo.
    lo vuoi subito il nobel o aspetti l'ufficializzazione a stoccolma?
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  2. L'avatar di HawkinHawk HawkinHawkHawkinHawk è offline #47
    10-08-10 15:50

    Citazione fulminato Visualizza Messaggio
    che tu non lo veda il nesso non significa che non ci sia.
    dopo una misura (arbitrariamente precisa) non ci è dato sapere il momento della particella, o la posizione precedente alla misura.

    (interpretazione di copenaghen)



    lo vuoi subito il nobel o aspetti l'ufficializzazione a stoccolma?

    Il sarcasmo è perchè ho detto una cosa scontata spero...

    e comunque non mi sembra ceh non ci sia dato saperlo. Semplicemente l' osservazione modifica lo stato quantico della particella
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  3. L'avatar di Doc Manhattan Doc ManhattanDoc Manhattan è offline #48
    10-08-10 16:36

    Facciamo un pò di ordine. Ero partito da questo post
    Citazione Matichek Visualizza Messaggio
    La scienza è fondata su un "non ci è dato di saperlo".
    l'espressione in sè non mi pare corretta. Tuttalpiù la scienza è fondata sulla domanda 'cosa possiamo sapere?', della quale la risposta, ai fini di una definizione, è appunto irrilevante.

    Citazione fulminato Visualizza Messaggio
    a me pare che possiamo dare una descrizione completa ed accurata di cosa faccia l'elettrone, ovvero di cosa sia (nella scienza una entità è quello che fa)
    e comunque no, l'elettrone puntiforme non è un modello, è un dato sperimentale (la sezione d'urto di un elettrone è infinitesimo, detto in parole molto semplici l'elettrone è la particella con la più piccola dimensione spaziale conoscuta, al pari delle altre particelle elementari, e questa non è misurabile, ovvero un a sua misura da sempre zero)
    Non ho detto che l'elettrone puntiforme è un modello, ho detto che il punto è un modello.
    Che poi, volendo divagare, tutte le teorie scientifiche sono un modello. O no?
    Rispondi con Citazione 

  4. L'avatar di kalel84 kalel84kalel84 è offline #49
    10-08-10 17:58

    Uno degli ultimi testi d'aggiornamento di fisica teorica e cosmologia che ho letto riportava come appendici storiche molte di queste teorie oggi parecchio più accreditate, ed erano datate anni '70-'80. Che gli atlanti o l'insegnamento scolastico non cambi rotta è presto detto, per ora entrambi (per citare i principali) fluttuano tra incompiutezze varie e non spiegate, quindi nel dubbio, se pur di minoritaria probabilità, si preferisce lasciare sui testi la consolidata visione creazionista che è pure più facile da digerire per l'intelletto umano.
    Rispondi con Citazione 

  5. DalomDalom è offline #50
    11-08-10 00:06

    Citazione fulminato Visualizza Messaggio
    hem... speravo tu conoscessi per lo meno i rudimenti della meccanica...
    Ehm... li conosco! Ehm... per questo ti ho detto che era divertente la tua domanda, non l'hai capito evidentemente. Ehm... dire che la soluzione è un'equazione approssimata (approssimazione che possiamo, almeno sulla carta, matematicamente, rendere grande a piacere) non significa affatto "non ci è dato sapere", significa che aveva ragione Friedrich Engels, quando affermava che l'ignoto c'è sempre nella scienza ed essa procede per l'appunto dal noto all'ignoto. O, in altri termini, la scienza tende asintoticamente alla verità. Ma affermare che c'è qualcosa (come la singolarità del big bang) che non possiamo sapere, non possiamo indagare, perché vengono meno le leggi della fisica, è inaccettabile; è la negazione stessa della scienza. "Non ci è dato sapere" è una frase che non dovrebbe mai uscire dalla bocca di uno scienziato. Così parlano solo i preti.
    Per la cronaca: la definizione di punto si trova su tutti i testi di geometria delle scuole dell'obbligo (visto che si parlava di rudimenti...). Eccone una: «Il punto è un'ente geometrico di lunghezza, larghezza e profondità nulle.»

    Citazione fulminato Visualizza Messaggio
    comunque non esiste l'eq. esatta del moto del pendolo poichè non esiste nessuna scrittua matematica che abbia d^2 A/d^t = - g/l sen (A) (dove A è l'angolo di oscillazione, daltro canto una tale equazione deve esistere, sia per motivi formali, dato che una eq. differenziale HA soluzione, per di più unica, sia per considerazioni più banalmente fisico/scientifiche, ovvero il pendolo traccia una traettoria.
    quale essa sia però non è dato saperla, si possono avere scritture più o meno raffinate, precise od eleganti.
    E bravo! Adesso che hai tenuto la tua bella lezione di Fisica 1, vuoi che te lo consegnamo qui il Nobel o aspetti l'ufficializzazione a Stoccolma?

    Comunque Doc Manhattan e Mister Y hanno centrato in pieno la questione. Il problema con la maggior parte dei fisici di oggi è che, invece di fare esperimenti in laboratorio, stanno lì a tentar di stendere la formula matematica più elegante, raffinata e precisa, tanto per usare le parole di fulminato. Che la più raffinata ed elegante equazione non è altro che un modello, cioè una rappresentazione approssimata della realtà, finisce per sfuggirgli di mente! Ma che importa, tanto loro si guadagnano da vivere come fisici teorici!

    Alfvén sviluppò una critica ampia e radicale al metodo della cosmologia moderna. Egli vide nell'ossessione dei cosmologi odierni per la perfezione matematica, la radice del problema: un approccio mitologico. Spiegava che:
    «Quando gli uomini pensano all'universo, c'è sempre un conflitto tra l'approccio mitico e quello scientifico. Nel mito, si tenta di dedurre come gli dèi abbiano creato il mondo, quale principio perfetto abbiano usato. È il modo di procedere degli astrofisici di oggi: partire da una teoria matematica, per poi dedurre da essa come l'universo deve essere cominciato e poi procedere in avanti nel tempo fino ad oggi. Io ho sempre creduto che l'astrofisica debba essere l'estrapolazione della fisica di laboratorio, che dobbiamo partire dall'universo attuale, per procedere indietro nel tempo fino ad epoche sempre più remote.» Questo metodo si serve della matematica. Qui la matematica è serva, non padrona. «La differenza tra mito e scienza è la differenza fra la divina ispirazione e la teoria sviluppata e confermata o smentita dall'osservazione. È la differenza tra fede nei profeti e pensiero critico. Tentare di scrivere un grande dramma cosmico, porta necessariamente al mito. Invece tentare di sostituire l'ignoranza con la conoscenza in regioni sempre più ampie dello spazio e del tempo è scienza».
    Secondo Alfvén, l'evoluzione dell'universo in passato deve essere spiegabile in termini di processi osservabili nell'universo di oggi. Visto che non vediamo da nessuna parte né singolarità, né l'emergere di qualcosa dal nulla, non abbiamo motivo di credere che ciò sia avvenuto in un remoto passato. Invece, la sua cosmologia del plasma, suppone che, poiché vediamo ora un universo in evoluzione e cambiamento, esso è sempre esistito, si è sempre evoluto e lo farà per sempre. Altre ipotesi servono solo a lasciar spazio al creazionismo. Un altro favore al Vaticano, che ne riceve già pochi...
    Rispondi con Citazione 

  6. L'avatar di Matichek MatichekMatichek è offline #51
    11-08-10 00:29

    Se non fosse che diverse volte la predizione tramite una formulazione puramente matematica ha anticipato di diversi decenni l'osservazione dal punto di vista sperimentale di un fenomeno ti potrei anche dare ragione, Dalom.
    Rispondi con Citazione 

  7. DalomDalom è offline #52
    11-08-10 01:10

    Citazione Matichek Visualizza Messaggio
    Se non fosse che diverse volte la predizione tramite una formulazione puramente matematica ha anticipato di diversi decenni l'osservazione dal punto di vista sperimentale di un fenomeno ti potrei anche dare ragione, Dalom.
    Se non fosse che diverse volte le predizioni dei modelli matematici sono risultate erronee...
    Ma non è così che è nata la meccanica quantistica? Dal fatto che le equazioni fin ad allora conosciute prevedevano risultati diversi da quelli ottenuti cogli esperimenti?
    Il punto fondamentale è che l'osservazione del fenomeno è ciò che decide se una teoria è giusta o no, non l'eleganza matematica.
    Per chiarezza lo ripeto: la matematica va usata, ma non bisogna confondere i modelli matematici con la realtà. O vuoi una definizione del Metodo Sperimentale da qualche libro, così magari ti fidi di più?
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  8. L'avatar di Mister Y Mister YMister Y è offline #53
    11-08-10 01:52

    Citazione kalel84 Visualizza Messaggio
    si preferisce lasciare sui testi la consolidata visione creazionista che è pure più facile da digerire per l'intelletto umano.
    Tu dici più "digeribili"? Mah, sinceramente, mi sembra molto più facile immaginare che dal nulla, nulla viene e che tutto è sempre esistito, piuttosto che scervellarmi su teorie astruse che spiegano questa ipotetica origine della materia.
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  9. L'avatar di HawkinHawk HawkinHawkHawkinHawk è offline #54
    11-08-10 12:10

    Citazione Dalom Visualizza Messaggio
    Ehm... li conosco! Ehm... per questo ti ho detto che era divertente la tua domanda, non l'hai capito evidentemente. Ehm... dire che la soluzione è un'equazione approssimata (approssimazione che possiamo, almeno sulla carta, matematicamente, rendere grande a piacere) non significa affatto "non ci è dato sapere", significa che aveva ragione Friedrich Engels, quando affermava che l'ignoto c'è sempre nella scienza ed essa procede per l'appunto dal noto all'ignoto. O, in altri termini, la scienza tende asintoticamente alla verità. Ma affermare che c'è qualcosa (come la singolarità del big bang) che non possiamo sapere, non possiamo indagare, perché vengono meno le leggi della fisica, è inaccettabile; è la negazione stessa della scienza. "Non ci è dato sapere" è una frase che non dovrebbe mai uscire dalla bocca di uno scienziato. Così parlano solo i preti.
    Per la cronaca: la definizione di punto si trova su tutti i testi di geometria delle scuole dell'obbligo (visto che si parlava di rudimenti...). Eccone una: «Il punto è un'ente geometrico di lunghezza, larghezza e profondità nulle.»

    E bravo! Adesso che hai tenuto la tua bella lezione di Fisica 1, vuoi che te lo consegnamo qui il Nobel o aspetti l'ufficializzazione a Stoccolma?

    Comunque Doc Manhattan e Mister Y hanno centrato in pieno la questione. Il problema con la maggior parte dei fisici di oggi è che, invece di fare esperimenti in laboratorio, stanno lì a tentar di stendere la formula matematica più elegante, raffinata e precisa, tanto per usare le parole di fulminato. Che la più raffinata ed elegante equazione non è altro che un modello, cioè una rappresentazione approssimata della realtà, finisce per sfuggirgli di mente! Ma che importa, tanto loro si guadagnano da vivere come fisici teorici!

    Alfvén sviluppò una critica ampia e radicale al metodo della cosmologia moderna. Egli vide nell'ossessione dei cosmologi odierni per la perfezione matematica, la radice del problema: un approccio mitologico. Spiegava che:
    «Quando gli uomini pensano all'universo, c'è sempre un conflitto tra l'approccio mitico e quello scientifico. Nel mito, si tenta di dedurre come gli dèi abbiano creato il mondo, quale principio perfetto abbiano usato. È il modo di procedere degli astrofisici di oggi: partire da una teoria matematica, per poi dedurre da essa come l'universo deve essere cominciato e poi procedere in avanti nel tempo fino ad oggi. Io ho sempre creduto che l'astrofisica debba essere l'estrapolazione della fisica di laboratorio, che dobbiamo partire dall'universo attuale, per procedere indietro nel tempo fino ad epoche sempre più remote.» Questo metodo si serve della matematica. Qui la matematica è serva, non padrona. «La differenza tra mito e scienza è la differenza fra la divina ispirazione e la teoria sviluppata e confermata o smentita dall'osservazione. È la differenza tra fede nei profeti e pensiero critico. Tentare di scrivere un grande dramma cosmico, porta necessariamente al mito. Invece tentare di sostituire l'ignoranza con la conoscenza in regioni sempre più ampie dello spazio e del tempo è scienza».
    Secondo Alfvén, l'evoluzione dell'universo in passato deve essere spiegabile in termini di processi osservabili nell'universo di oggi. Visto che non vediamo da nessuna parte né singolarità, né l'emergere di qualcosa dal nulla, non abbiamo motivo di credere che ciò sia avvenuto in un remoto passato. Invece, la sua cosmologia del plasma, suppone che, poiché vediamo ora un universo in evoluzione e cambiamento, esso è sempre esistito, si è sempre evoluto e lo farà per sempre. Altre ipotesi servono solo a lasciar spazio al creazionismo. Un altro favore al Vaticano, che ne riceve già pochi...

    No ma infatti, le singolarità non esistono. La radiazione di fondo dei raggi gamma ? Sai dare una spiegazione più razionale?

    http://it.wikipedia.org/wiki/Buco_nero_primordiale
    Rispondi con Citazione 

  10. L'avatar di fulminato fulminatofulminato è offline #55
    11-08-10 14:31

    Citazione HawkinHawk Visualizza Messaggio
    Il sarcasmo è perchè ho detto una cosa scontata spero...
    no affatto, stabilire che i primi istanti post big bang siano fuori da ogni possibile descrizione fisica è un risultato da nobel (per lo meno)
    significa che è impossibile una teoria unificata delle forze, per lo meno alle altissime energie.

    e comunque non mi sembra ceh non ci sia dato saperlo. Semplicemente l' osservazione modifica lo stato quantico della particella
    e non ci è dato sapere quale era lo stato quantico precedente, e anzi non ci è dato sapere se prima era in uno stato quantico, miscela o sovrapposizione di essi.
    Citazione Doc Manhattan Visualizza Messaggio
    l'espressione in sè non mi pare corretta. Tuttalpiù la scienza è fondata sulla domanda 'cosa possiamo sapere?', della quale la risposta, ai fini di una definizione, è appunto irrilevante.

    Non ho detto che l'elettrone puntiforme è un modello, ho detto che il punto è un modello.
    Che poi, volendo divagare, tutte le teorie scientifiche sono un modello. O no?
    il punto non è un modello, è un concetto primitivo, se fosse un modello si chiamerebbe modello, e la matematica NON usa modelli, per altro.
    al massimo l'elettrone puntiforme sarebbe un modello, ma questo esempio è un poco fuorviante, prova a pensare alla luce in linea retta.

    Citazione Dalom Visualizza Messaggio
    Ehm... li conosco! Ehm... per questo ti ho detto che era divertente la tua domanda, non l'hai capito evidentemente. Ehm... dire che la soluzione è un'equazione approssimata (approssimazione che possiamo, almeno sulla carta, matematicamente, rendere grande a piacere) non significa affatto "non ci è dato sapere", significa che aveva ragione Friedrich Engels, quando affermava che l'ignoto c'è sempre nella scienza ed essa procede per l'appunto dal noto all'ignoto. O, in altri termini, la scienza tende asintoticamente alla verità.
    quello è il primo esempio (e il più semplice) di qualcosa che esiste (le equazioni differenziali come quella hanno soluzione) ma non ci è dato sapere quale sia.
    si certo, lo so che che sviluppando con taylor il seno si può risolvere con precisione a piacere, ma ci sono ben altri esempi, tipo la funzione di stato di un plasma, tanto per dirne un'altra. oppure le correzioni alle righe spettrali date dalle varie interazioni (spin-spin, spin orbita, interazioni elettrone-elettrone, interazioni elettrone-nucleo) e via dicendo.
    il pendolo è il caso più elementare di una soluzione che esiste ma non si può scrivere.
    Ma affermare che c'è qualcosa (come la singolarità del big bang) che non possiamo sapere, non possiamo indagare, perché vengono meno le leggi della fisica, è inaccettabile; è la negazione stessa della scienza. "Non ci è dato sapere" è una frase che non dovrebbe mai uscire dalla bocca di uno scienziato. Così parlano solo i preti.
    e su questo siamo daccordo, infatti non l'ho detto io, ne tanto meno avvallato.
    Per la cronaca: la definizione di punto si trova su tutti i testi di geometria delle scuole dell'obbligo (visto che si parlava di rudimenti...). Eccone una: «Il punto è un'ente geometrico di lunghezza, larghezza e profondità nulle.»
    una definizione che lascia spazio a varie amiguità (anche se adesso purtroppo non ricordo quali)
    http://it.wikipedia.org/wiki/Punto_(geometria)

    si lo so wiki non è la somma sapienza, però se lo dice hilbert io ci credo, tu no?

    E bravo! Adesso che hai tenuto la tua bella lezione di Fisica 1, vuoi che te lo consegnamo qui il Nobel o aspetti l'ufficializzazione a Stoccolma?
    oscillatori armonici e approssimazioni ad essi vengono ripetuti alla nausea in ogni corso di fisica.

    Comunque Doc Manhattan e Mister Y hanno centrato in pieno la questione. Il problema con la maggior parte dei fisici di oggi è che, invece di fare esperimenti in laboratorio, stanno lì a tentar di stendere la formula matematica più elegante, raffinata e precisa, tanto per usare le parole di fulminato. Che la più raffinata ed elegante equazione non è altro che un modello, cioè una rappresentazione approssimata della realtà, finisce per sfuggirgli di mente! Ma che importa, tanto loro si guadagnano da vivere come fisici teorici!
    e senza modelli da analizzare, verificare e/o confutare cosa farebbero tutti i fisici sperimental?i? si menerebbero il cannello con tutte le apparecchiature?
    sperimentare senza fare una analisi matematico/analitica significa fare lo stesso errore dei greci.
    arrivando a dire che la forza è proporzionale alla velocità e tante altre vaccate affini.

    per il resto la scienza parla SOLO per modelli, non può fare nient'altro, può solo rendere più generale un modello o costruire più modelli in modo da rappresentare più situazioni, dire quello che hai detto tu è una delle cose più a-scientifiche che abbia mai letto o sentito (e ne ho sentite tante, purtroppo)
    Alfvén sviluppò una critica ampia e radicale al metodo della cosmologia moderna. Egli vide nell'ossessione dei cosmologi odierni per la perfezione matematica, la radice del problema: un approccio mitologico. Spiegava che:
    «Quando gli uomini pensano all'universo, c'è sempre un conflitto tra l'approccio mitico e quello scientifico. Nel mito, si tenta di dedurre come gli dèi abbiano creato il mondo, quale principio perfetto abbiano usato. È il modo di procedere degli astrofisici di oggi: partire da una teoria matematica, per poi dedurre da essa come l'universo deve essere cominciato e poi procedere in avanti nel tempo fino ad oggi. Io ho sempre creduto che l'astrofisica debba essere l'estrapolazione della fisica di laboratorio, che dobbiamo partire dall'universo attuale, per procedere indietro nel tempo fino ad epoche sempre più remote.» Questo metodo si serve della matematica. Qui la matematica è serva, non padrona. «La differenza tra mito e scienza è la differenza fra la divina ispirazione e la teoria sviluppata e confermata o smentita dall'osservazione. È la differenza tra fede nei profeti e pensiero critico. Tentare di scrivere un grande dramma cosmico, porta necessariamente al mito. Invece tentare di sostituire l'ignoranza con la conoscenza in regioni sempre più ampie dello spazio e del tempo è scienza».
    e secondo te come sono state create le teorie fisiche? (che hanno una formulazione matematica ma sono fisiche) le ha fornite in sogno il buon dio? (che non gioca a dadi) o forse sono state sviluppate sulla realtà osservabile e quindi applicate al modello del big bang?
    per il resto alfvèn è diventato famoso (oltre ad aver preso il nobel e avere una velocità di onde nel plasma con il suo nome) per aver trovato una soluzione matematicamente esatta alla equazione di moto attraverso un plasma (in un modello di plasma freddo magnetizzato uniformente)

    Secondo Alfvén, l'evoluzione dell'universo in passato deve essere spiegabile in termini di processi osservabili nell'universo di oggi. Visto che non vediamo da nessuna parte né singolarità, né l'emergere di qualcosa dal nulla, non abbiamo motivo di credere che ciò sia avvenuto in un remoto passato. Invece, la sua cosmologia del plasma, suppone che, poiché vediamo ora un universo in evoluzione e cambiamento, esso è sempre esistito, si è sempre evoluto e lo farà per sempre. Altre ipotesi servono solo a lasciar spazio al creazionismo. Un altro favore al Vaticano, che ne riceve già pochi...
    il fatto che non ne vediamo non significa che non esistono, e si, indizi sull'esistenza di singolarità esistono. glii AGC (nuclei galattici attivi) alcuni sono compatibili con la presenza di un buco nero, che è una singolarità.
    sinceramente non vedo perchè la mia idea religiosa (fosse pure anche atea) debba accecarmi rispetto alla realtà dei dati sperimentali.
    tutti gli ogetti a distanza maggiore della nostra galassia (pardon quasi tutti) sono in red shift, che è in progressione lineare con la distanza.
    questi si possono spiegare con un universo in espansione, e se invertiamo l'asse temporale avremo il collassare dell'universo in un punto.

    PS: guarda che la MQ può essere ricavata dalla equazione principale di hamilton, o alternativamente come approssimazione non relativistica dell'equazione di d'alamebert a un oggetto di massa non nulla. tutte e due le cose sono classicissime.

    @Matichek: tempo sprecato, se non riesce a capire cosa sia un modello in una teoria fisica e che rapporto abbia questo con la realtà credo che non ci sia molto da spiegare.
    Rispondi con Citazione 

  11. L'avatar di wonka wonkawonka è offline #56
    11-08-10 15:58

    Citazione Mao-t Visualizza Messaggio
    Io quando vedo un articolo di Bignani, per riflesso, considero cazzata anche l'argomento stesso.

    Boh, il tizio sta rovesciando una teoria ormai quasi riconosciuta da tutti..Potrebbe avere ragione, ma deve portare sostegno alla sua ipotesi.

    teoria riconosciuta da tutti? XD

    sapevate che la teoria del big bang và contro i principi della termodinamica?
    solo per fare un esempio, se avete in mente la teoria dell'entropia, dice che ogni fenomeno spontaneo nell'universo aumenta l'entropia, quindi il disordine, quindi l'impossibilità di evoluzione XD

    in pratica, dopo l'esplosione del big bang, lì'universo doveve diventare sempre più disorganizzato invece di formare pianeti, stelle e soprattutto vita


    questo è solo un esempio, nessuno studioso serio considera il big bang come realistico
    Rispondi con Citazione 

  12. L'avatar di dany1984 dany1984dany1984 è offline #57
    11-08-10 18:12

    Citazione wonka Visualizza Messaggio
    teoria riconosciuta da tutti? XD

    sapevate che la teoria del big bang và contro i principi della termodinamica?
    solo per fare un esempio, se avete in mente la teoria dell'entropia, dice che ogni fenomeno spontaneo nell'universo aumenta l'entropia, quindi il disordine, quindi l'impossibilità di evoluzione XD

    in pratica, dopo l'esplosione del big bang, lì'universo doveve diventare sempre più disorganizzato invece di formare pianeti, stelle e soprattutto vita


    questo è solo un esempio, nessuno studioso serio considera il big bang come realistico
    L'entropia di un sistema ISOLATO aumenta sempre, e infatti l'entropia dell'intero universo (che e' l'unico sistema veramente isolato, a nostra conoscenza) e' in aumento, ma cio' non rende impossibile la presenza di regioni dell'universo (NON ISOLATE) dove l'entropia e' negativa. Ecco perche' il Big Bang non e' in contrasto con l'evoluzione. Smettetela di leggere Sermonti, please...
    Rispondi con Citazione 

  13. L'avatar di Doc Manhattan Doc ManhattanDoc Manhattan è offline #58
    11-08-10 18:28

    Citazione wonka Visualizza Messaggio
    teoria riconosciuta da tutti? XD

    sapevate che la teoria del big bang và contro i principi della termodinamica?
    solo per fare un esempio, se avete in mente la teoria dell'entropia, dice che ogni fenomeno spontaneo nell'universo aumenta l'entropia, quindi il disordine, quindi l'impossibilità di evoluzione XD

    in pratica, dopo l'esplosione del big bang, lì'universo doveve diventare sempre più disorganizzato invece di formare pianeti, stelle e soprattutto vita


    questo è solo un esempio, nessuno studioso serio considera il big bang come realistico
    A pelle mi sembra un'interpretazione un tantino superficiale

    Citazione fulminato Visualizza Messaggio
    il punto non è un modello, è un concetto primitivo, se fosse un modello si chiamerebbe modello, e la matematica NON usa modelli, per altro.
    al massimo l'elettrone puntiforme sarebbe un modello, ma questo esempio è un poco fuorviante, prova a pensare alla luce in linea retta.
    Ok.
    Rispondi con Citazione 

  14. L'avatar di Matichek MatichekMatichek è offline #59
    11-08-10 19:42

    Citazione fulminato Visualizza Messaggio
    @Matichek: tempo sprecato, se non riesce a capire cosa sia un modello in una teoria fisica e che rapporto abbia questo con la realtà credo che non ci sia molto da spiegare.
    Infatti poi mi stufo subito in questi topic.
    Rispondi con Citazione 

  15. L'avatar di HawkinHawk HawkinHawkHawkinHawk è offline #60
    11-08-10 22:04

    Citazione wonka Visualizza Messaggio
    teoria riconosciuta da tutti? XD

    sapevate che la teoria del big bang và contro i principi della termodinamica?
    solo per fare un esempio, se avete in mente la teoria dell'entropia, dice che ogni fenomeno spontaneo nell'universo aumenta l'entropia, quindi il disordine, quindi l'impossibilità di evoluzione XD

    in pratica, dopo l'esplosione del big bang, lì'universo doveve diventare sempre più disorganizzato invece di formare pianeti, stelle e soprattutto vita


    questo è solo un esempio, nessuno studioso serio considera il big bang come realistico
    il nobel lo vuoi ora o ......

    Leggi Inflazione
    Rispondi con Citazione 

 
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