Ahahaha cavolo come aspettavo un topic del genere! Non avevo mai letto nulla di Follett, che dire, sono stato fortunato, purtroppo però in casa ho tutti i suoi libri (mia madre ne è fissata, credo che dovrei preoccuparmi a questo punto leggendo ciò che state condividendo...) e mi è capitato sott'occhio, in un periodo di grande passione per la Russia, L'uomo di Pietroburgo e l'ho letto. Condivido con voi una scena dal libro:
Fu sempre così fra loro: non appena si vedevano si lanciavano l'uno verso l'altra come animali pronti alla lotta.
Si incontrarono altre due volte nel negozio e una volta, di sera, nel giardino di casa Shatov. Quella sera Lydia era in camicia da notte. Feliks le infiò una mano sotto le vesti di lana e la accarezzò per tutto il corpo, con l'audacia che avrebbe usato con una ragazza di strada, spinto da un impeto travolgente. E lei si lasciò esplorare, sospirando e gemendo per il desiderio.
Lydia gli diede del denaro perché si prendesse una camera in affitto per conto proprio, e poi venne a trovarlo quasi tutti i giorni per sei stupefacenti settimane.
L'ultima volta fu nel tardo pomeriggio. Feliks, avvolto in una coperta per difendersi dal freddo, era seduto al tavolo a leggere "Che cos'è la proprietà?" di Proudhon a lume di candela. Quando udì i passi sulle scale, si sfilò i pantaloni.
Lei irruppe nella stanza, con indosso un mantello marrone ed un cappuccio. Lo baciò, gli succhiò le labbra, gli morse il mento e gli pizzicò i fianchi.
Si voltò e si tolse in fretta il mantello. Sotto di esso, aveva un vestito da sera bianco che doveva essere costato migliaia di rubli. «Slacciami, presto» disse.
Feliks cominciò a sfilarle i ganci dietro la schiena.
«Sto andando a un ricevimento all'ambasciata britannica. Non ho che un'ora di tempo» spiego Lydia ansante. «Sbrigati, ti prego»
Nella fretta, lui strappò via un gancio dal tessuto. «Accidenti, l'ho strappato.»
«Non ha importanza.»
Lydia fece un passo avanti liberandosi del vestito, poi si tolse sottogonne, camiciola e mutandoni, rimanendo con bustino, calze e scarpe. Si gettò fra le braccia di Feliks. Mentre lo baciava, lo spogliò del tutto.
Sussurrò:«Oh, Dio, come mi piace il suo odore».
Lo faceva impazzire, quando parlava così.
Lei si sollevò i seni fuori dal bustino e implorò:
«Mordimeli. Mordimeli forte. Voglio sentirmeli per tutta sera».
Dopo un istante si scostò da lui. Si distese sul letto. In fondo al bustino, la peluria bionda e rada le luccicava umida tra le cosce.
Allargò le gambe e le sollevò in aria, aprendosi a lui. Lui la contemplò un attimo, poi si lasciò cadere su di lei.
Lydia gli afferrò il pene e lo spinse dentro di sè, ardente di desiderio.
Lui sentiva i tacchi delle scarpe penetrargli nella schine, ma non vi badava.
«Guardami» disse lei. «Guardami!»
Feliks le rivolse uno sguardo adorante.
Sul viso di Ldia si dipinse un'espresssione di panico.
«Guardami» disse. «Sto venendo!»
Poi, sempre fissandolo negli occhi, aprì la bocca e urlò.
Sottolineatura mia
Tra l'altro trascrivendo sta scena ha preso a sanguinarmi il naso, chissà che significa.