Oggi ci si sente liberi di fare dei commentoni e delle stroncature pesanti. Bene.
Exiled di Johnnie To
"Dove andiamo?"
è la domanda martellante che si chiedono i mitici 4 dopo la perdità di un caro amico. Exiled è un noir, è un film sulla mala, ma è principalmente un film sull'amicizia, in età adulta e in un certo ambiente.
Due coppie di killer vengono incaricate dal boss Faye di uccidere Wo, un loro caro vecchio amico. Sul subito accettano il lavoro ma poi i sentimenti prendono il sopravvento. La sola colpa di Wo era quella di essere uscito dal giro, voler fare una famiglia e vivere tranquillo.
Si potrebbe paragonare questo film di To al Sonatine di Kitano. L'amicizia tra uomini d'onore, ma soprattutto il ritorno all'infanzia, al gioco, allo stare assieme, essere una famiglia. Si può tornare a qeusta condizione, anche da adulti? Questo si chiede To.
Il regista rende omaggio, nella forma e nei contenuti, a due grandi generi; il noir francese, di cui è un nuovo maestro (anche se afferma di non sapere cos'è un noir, non avendo studiato cinema, e che ama i film di Delon ma non sa neanche un titolo (intercista a Stracult)) e lo spaghetti western, sia nelle musiche, con quella armonica che accompagna i nostri e sia in quelle sparatorie da saloon, dove non solo schizza più sangue possibile ma i duellanti palleggiano lattine, le fanno saltare semrpe più in là, fannò saltare le pistole altrui e si, si "passano" una porta. tutto grazie ai proiettili. Scene che estremizzano la bellissima sequenza tra Van Cleef e Eastwood in Per qualche dollaro in più.
Quest'anno To si è ripetuto, omaggiando, Exiled, e completandolo, come facendo un capitolo secondo, con il film Vendicami. Protagonisti e attori simili, scene riprese quasi pedissequamente (in E. si spengono le luci di un intero locale, in V. si combatte al plenilunio) e una bici viene portata avanti a colpo di pistola. Per questo ritengo, ancora di più, Vendicami un film buono, ma che è solo la copia, ancora più noir, di questo film.
Infine ancora un plagio alle sparatorie e alle scene action di To. La calma prima della tempesta, per semplificare le sensazioni che si provano, in una sola frase.
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Il film è ambientato nel 1998 a Macao, proprio nel periodo in cui questa colonia portoghese stava passando sotto il controllo cinese.
Nel making of To dice che non c'era un copione, che lasciava molto spazio agli attori, all'improvvisazione. To mi sembra o un furbetto o un novello Rossellini. Fà le cose così, tanto per fare. Non è tecnico, è semplice. Non capisco se apprezzo questa sua maniera di fare o no. I film li apprezzo.
Evviva evviva domani riuscirò a vedere Copia conforme di Kiarostami. Non vedo l'ora.