Bersani: il partito arriva porta a porta
Mobilitazione tra settembre e ottobre. Polemico con i temi del vertice Pdl: «Certifica il fallimento di due anni di governo. Berlusconi ragiona da caudillo»
MILANO - Grande mobilitazione del Partito democratico tra settembre e ottobre. Obiettivo è raggiungere il più alto numero di italiani. E per farlo il Pd torna alla tradizione del pellegrinaggio dei militanti casa per casa. «Tra settembre e ottobre il Partito democratico organizzerà la più grande mobilitazione porta a porta che un partito abbia mai promosso». Lo annuncia un comunicato del partito spiegando che sarà il segretario Bersani a lanciare la manifestazione alla Festa nazionale del Pd (dal 28 agosto a Torino). Obiettivi: lanciare la proposta di governo del Partito Democratico e raggiungere il più alto numero di italiani per informarli dei danni che il governo Berlusconi ha prodotto in questi anni. «Nella mobilitazione saranno coinvolti gli oltre tre milioni di elettori delle primarie, tutti gli iscritti e le migliaia di amministratori locali del Pd».
IL VERICE PDL - Polemico con le parole del premier al termine del vertice del Pdl a Palazzo Grazioli, il leader Pd Pierluigi Bersani ha detto: «Che cosa c'è di nuovo sotto il sole? Berlusconi racconta favole, ragiona da caudillo sui temi della democrazia, della Costituzione, della legge elettorale e, al dunque, vuole il suo processo breve». E ha poi sottolineato: «Il documento Pdl certifica, in realtà, il fallimento di questi due anni di governo e non offre base alcuna per affrontare i problemi reali del paese, dei quali non si mostra la minima consapevolezza. Adesso la parola è al Parlamento. Noi apriremo il confronto tra tutte le forze di opposizione e apriremo la nostra mobilitazione nel paese. Certamente, con un governo così non si può andare avanti». Quelle di Berlusconi non sono altro che «promesse già fatte in campagna elettorale e mai realizzate», aggiunge Filippo Penati, capo della segreteria politica di Bersani. «Ancora oggi una stanca elencazione di obiettivi mai raggiunti e il tentativo di aggirare la costituzione con forzature di carattere eversivo, certificando così il fallimento politico della maggioranza e della sua azione di governo», ha detto ricordando che si sono persi due anni e mezzo «per non fare riforme ma solo leggi ad personam e niente per gli italiani» E sulle elezioni anticipate ha commentato: « È bene ricordarsi che il presidente del consiglio non ha il potere di indire elezioni e che nessuna legge in vigore lo prevede».
ANTONIO DI PIETRO - E sul "confronto" risponde già Antonio Di Pietro: «A noi sta bene la verifica che chiede Berlusconi, perché così si capirà chi lancia il sasso e nasconde la mano e chi, invece, ha il coraggio di andare fino in fondo nelle proprie azioni». Il presidente del consiglio, con le 10 piagine di sintesi del vertice di palazzo Grazioli «finalmente getta la maschera», sostiene il leader Idv «e dice che cosa vuole: una giustizia a suo uso e consumo, un fisco che assicura impunità agli evasori e un politica economica solo a favore della cricca piduista di cui fa parte». E invita «coloro che hanno ammesso di aver sbagliato finora per aver assecondato Berlusconi» a non ripetere l’errore. E «mandare a casa il satrapo nostrano».