Frey: vince il ballottaggio con Boruc, difendendo la porta della Fiorentina nella prima vera partita della stagione. Non che fosse possibile il contrario, visti i due milioni di euro che il francese percepisce annualmente per non uscire maimaimaimaipercaritàissignorecenescampi dall'area piccola. Prende un gol su cui non ha particolari colpe; Gamberini usa sempre il Barcellona a Fifa ed è un casino con i tiri a girare di Ibrahimovic.
De Silvestri: corre tanto, tanto tanto e non si stanca mai. Purtroppo non mostra grandissimo acume tattico. Fosse nato una ventina d'anni prima, avrebbe avuto una fulgida carriera come Forrest Gump o come senatore della prima Repubblica.
Natali: non pare adattissimo al compito assegnatoli ma se la cava con l'esperienza, un po' come Alvaro Vitali quando gli si intasa il cesso di casa.
Kroldrup: è mobile come una lastra di granito e ha i piedi educati come una tronista della De Filippi, ma a forza di frugare nei calzoni ha scoperto di avere le palle. Mica male: Felipe ancora non ha capito come levare l'adesivo dal pannolone.
Pasqual: partita poco più che mediocre, illuminata soltanto dalla buona condizione fisica e da qualche diagonale che non gli riusciva dal 1924. C'è chi dice che ce la prendiamo troppo con lui. Che se si chiamasse Pasqualinho lo considereremmo di più. Falso. Si chiamasse Pasqualinho sarebbe a giocare nel San Paolo o a dare il culo sotto il nome di Samantha in qualche viale. Non che le due cose siano differenti, tutto sommato.
Zanetti: se quest'anno evita di rompersi ossa anche grattugiando del grana sulla pastasciutta, abbiamo IL titolare del nostro centrocampo. Forte, intelligente, sempre pronto a giocare d'anticipo e a dettare i ritmi della partita. Se non avessi visto sirene e tetraplegici colpire meglio di collo la palla, direi che potrebbe essere lui il vero acquisto di quest'anno.
Montolivo: Parte piano, come sempre. E come sempre, quando gli altri sono sfiniti, il Capitano sfodera azioni e aperture da stropicciarsi gli occhi. Nel secondo tempo perde poche palle, e quelle poche palle erano anche fin troppo sospette. Ho il timore che lo scarto di mezza serie A, Dentoni e il Nano Bagonghi vedessero la palla solo quando Riccardo cercava di far prendere un bel voto al suo Lavezzi a fantacalcio.
Vargas: il motore a rimpallo ed entropia universale deve essersi rotto e Juan Manuel sembra per gran parte dei suoi minuti giocati un pedatore di normale caratura. Si vede però che l'asinina cocciuttagine che lo porta a puntare sempre il fondo non è scomparsa, ed è un bene. Peccato per l'espulsione: farsi fregare dall'Hugo dei Miserabili deve essere dura.
D'Agostino: esistono i gol da fuori area? Lui dice di sì. E gioca, fuori condizione e fuori ruolo, già la miglior partita di Santana. Tutto dire.
Marchionni: grande partita, unisce quantità a qualità e costringe gli avversari a rincorrerlo per tutta la trequarti. Se un giorno vi svegliate di cattivo umore, pensate a quanto lo abbiamo pagato e a quanto hanno pagato gli juventini Pepe; il mondo vi parrà insospettabilmente più roseo.
Cerci: tutti a prenderlo per il culo, ma si vede che voi non giocate a Football Manager e Corvino sì. Se non fa la collezione di crociati rotti sul comodino, potrebbe risultare un aggiunta di notevolissimo spessore. E poi sembra più rumeno di Mutu, cosa che porta la percentuale di bruttezza della Viola sui livelli discreti delle altre partecipanti alla serie A.
Gilardino: non dico niente, che se lo prendo per il culo si mette a piangere e torna a fare gol contro la Nazionale cantanti nel 2025.
Babacar: gioca poco, ma è nero come il carbone e, 'un so perché, a noi gli omoni scuri che non ci chiedono un euro per il caffè ci garbano un sacco.