-steve-
Andrebbe benissimo accorciare la scuola e allungare l'università, o ideare un anno di "transizione" in cui chi ha intenzione di intraprendere studi universitari scientifici può formarsi. Posto che comunque non eliminerei del tutto la scienza, l'importante è che il ragazzo abbia coscienza di sè e di ciò che lo circonda, perché, almeno nella mia personalissima esperienza, i ragazzi che escono oggi dal liceo non hanno la minima idea di cosa sia la politica, e la maggior parte di essi mantiene questa posizione a lungo.
si ma converrai con me che già nelle università più "difficili", tipo medicina o ingegneria, un lavoratore esce "fatto" in 10 anni per medicina, 6-7 per ingegneria (contando la magistrale e contando 1-2 anni fuori corso, di media, tenendosi larghi). Se partiamo da questi presupposti un lavoratore entra nel mondo del lavoro troppo tardi, aggravando i problemi che affligono l'italia e rendendosi poco competitivi a livello europeo. L'idea di un anno, o anche due, di transizione dove studiare effettivamente quello che piace (in una classe a tipologia univeristaria, dove gli alunni sono interessati a seguire le lezioni, non come a scuola dove i casinari interrompono la lezione ecc) non sarebbe male a livello teorico, ma nel contesto scolastico di questa nazione dove si parla di problemi dell'istruzione e di bamboccioni, creerebbe ancora più casino....secondo me un metodo efficente potrebbe essere quello stile inglese, dove la scuola si protrae anche il pomeriggio, e i corsi sono a scelta e sono sopratutto seri, con laboratori attrezzati...cosi si avrebbero molte più ore, i ragazzi sarebbero predisposti a conoscere nuova gente freuqentando sempre corsi diversi e a farlo in una mbiente pulito che ha come background l'istruzione, una scuola che avendo più ore a disposizione potrebbe dare sia le basi teoriche, ma anche e sopratutto quelle pratiche, con corsi a scelta adatti sia per chi vorrebbe continuare gli studi, sia per chi una volta finita la scuola vorebbe andare all'università.
E' solo un mio pensiero, magari questo metodo applicato qui sarebbe ancora più distruttivo, bhò ma d'altronde tutti non possiamo che fare delle ipotesi, difficilmente ci saranno riforme radicali di qualsiasi tipo nell'insegnamento italiano, sta di fatto che per me quello inglese, o comunque quello americano, abitua ad un certo distacco dalla dipendenza familiare, e lo sviluppo in un contesto di lavoro sodo e di impegno, senza imposizioni con la scelta di materie che piacciono e adatte alle esigenze future.