#31
25-09-10 22:25
Vaccagare, ero convinto che avesse postato il Cap.![]()
The Bonecraker #33
25-09-10 23:27
The Bonecraker #35
24-10-10 19:43
The Bonecraker #38
02-11-10 23:48
Siamo ancora pochi
Edit: ma solo io ogni tanto mi ricordo di uppare il thread ?
lampinorum #41
14-11-10 18:17
La speranza è sempre l'ultima a morire
CAPITOLO 19
Terkon protrasse le mani verso i suoi due avversari. All’improvviso l'aria circostante divenne pesante, pressante, quasi materica. Vipre e Zero cominciarono a sentirsi schiacciati, come se stessero trasportando sulle loro spalle un carico pesantissimo. Terkon invece non sembrava risentire di quest’effetto.
“Cosa... cosa cazzo sta succedendo?” - disse Zero non riuscendo a muoversi - “Non riesco più a muovermi, mi sembra di pesare una tonnellata!”
Vipre cedette alla pressione e cadde a terra incapace di rialzarsi: la forza che lo schiacciava era troppo forte. Zero invece, nonostante tutto, riuscì a mantenersi in piedi e a compiere qualche movimento, seppur con estrema fatica.
Terkon cominciò ad avvicinarsi lentamente al vecchio rivale.
“Tra i nuovi poteri che ho acquisito, come puoi notare c'è ne anche uno che mi permette di poter aumentare e diminuire a mio piacimento la forza di gravità del posto in cui mi trovo. Utile, non trovi?”
Zero, stringendo i denti, riuscì ad alzare il capo verso Terkon.
“Si, devo ammettere che è veramente portentoso... ma come fai però a non subirne le conseguenze anche te?”
“Beh, vedi, a differenza tua durante questi anni mi sono allenato duramente, e ho imparato a sopportare forze di gravità anche molto più alte di quella normale. Motivo per cui posso muovermi come mi pare e piace.”
Detto questo, Terkon sferrò un potente pugno a Zero in pieno volto, rompendogli il setto nasale e facendolo crollare a terra. Molto lentamente e faticosamente, Zero riuscì però a rialzarsi. Rinforzò la presa sulle katane e provò a correre verso Terkon cercando di colpirlo: tutto ciò che Zero riuscì a compiere fu però una lenta camminata. Terkon ebbe tutto il tempo di sparire e ricomparire dietro all'avversario colpendolo con una potente gomitata sul collo che lo fece svenire.
“Mi hai veramente deluso Zero. Non sei per niente migliorato rispetto a vent'anni fa. Sei sempre lo stesso. È proprio questo il tuo problema. Tu, sicuro che dopo avermi sconfitto non ci sarebbero stati più problemi per l'Impero, non hai mosso un dito per tutti questi anni. Io invece, previdente, mi sono allenato e sono diventato potentissimo. Devo dire che non me l'aspettavo da te, ero sicuro che avresti sfruttato il periodo di pace per aumentare il tuo livello di forza. Evidentemente ti ho sopravvalutato. Comunque è stato un piacere rincontrarti, ma ora è giunto il momento di dirci addio. E questa volta definitivamente.”
Terkon alzò il braccio destro, che si trasformò istantaneamente in una lama d'acciaio, con la quale aveva intenzione di sferrare il colpo di grazia a Zero. Poco prima di riuscirci venne però inaspettatamente trafitto da una freccia. Terkon volse lo sguardo infuriato: Vipre era riuscito a rialzarsi, a trasformare la doppia spada nell'arco e a scoccare una freccia al nemico. Per fare questo aveva dovuto però liberarsi della nuova armatura che si era fatto costruire dopo la distruzione di quella precedente nello scontro con DeadlyEyes, con la quale sarebbe stato impossibile rialzarsi. Terkon,visibilmente infuriato, afferrò la freccia e la estrasse dal proprio corpo, mostrando il buco attraverso cui la freccia era penetrata nella carne. In pochi secondi però la ferita si richiuse spontaneamente.
“Ma... ma... non è possibile! Ma si può sapere quanti caspita di poteri hai?”
“Ti vedo leggermente sorpreso, mio caro lupacchiotto. Comunque mi devo congratulare, non mi aspettavo quella freccia, mi hai colto di sorpresa. Peccato che io odio essere colto di sorpresa!!”
Terkon scomparve e riapparve a pochi millimetri da Vipre, colpendolo all'occhio sinistro con il braccio trasformato in lama d'acciaio . Vipre, ululando di dolore, si portò le mani all'occhio ferito. Senza perdere tempo, Terkon lo colpì altre quattro volte all'addome, facendolo infine crollare a terra in una pozza di sangue con un colpo più potente.
“Questo scontro è durato fin troppo, come potete notare anche voi, non c'è storia, il vostro destino è segnato. E non ho intenzione di perdere altro tempo.”
Terkon era sul punto di conferire il colpo di grazia a Vipre, ma venne fermato all'ultimo secondo dalla voce di Zero, che nel frattempo si era ripreso e rialzato.
“Aspetta, non ero io il tuo avversario? Devi vedertela prima con me! Non abbiamo un conto in sospeso noi due? A Vipre ci penserai dopo, ora devi vedertela con me!”
“Ma hai ancora la faccia tosta di parlare? Non hai ancora capito che non hai nessuna speranza? Al mio confronto tu sei solo una misera formica! Ma se proprio ci tieni ad andartene per primo, non sarò io a negartelo.”
“Vedi Terkon, devo ammettere che hai ragione su tutto. Hai ragione a dire che sei diventato potentissimo in questi ultimi anni. Ed hai anche ragione a dire che sono solo una formica al tuo confronto. Ma su una cosa hai torto, e te lo dimostrerò: io e Vipre non moriremo qui. Anch'io mi sono allenato, e anch'io ho sviluppato una nuova tecnica segreta, da usare proprio in casi di emergenza come questo. Una tecnica che fino ad ora non ho mai usato e di cui nessuno è a conoscenza, nemmeno l'imperatore in persona. E non è nemmeno detto che tu riesca a cavartela se io la usassi. Preparati a contemplare la mia ultima tecnica, la danza dei due dragoni!”
“La danza... dei due dragoni?”
Zero si girò mostrando la schiena a Terkon. Su di essa erano tatuati due grossi dragoni, uno rosso e uno azzurro. I due tatuaggi cominciarono improvvisamente ad illuminarsi di una luce sempre più viva ed accesa. I due dragoni, illuminandosi sempre più, cominciarono a muoversi, e, alla fine, si staccarono dalla schiena di Zero prendendo vita. I due dragoni, intrecciandosi uno sull'altro, librarono velocemente verso l'alto, causando il crollo del soffitto della stanza. Terkon rimase inizialmente sorpreso dalla tecnica di Zero, ma si ricompose subito.
“Beh, ritiro ciò che ho detto prima. Anche tu hai sviluppato nuovi poteri dal nostro ultimo scontro, sono soddisfatto...”
“E vedrai come sarai soddisfatto alla fine di questo scontro... avanti Volvagia e Lunus, fatevi valere!”
Subito Volvagia, il dragone rosso, sputò una lunga fiammata verso Terkon, il quale però la evitò scomparendo. Il docnik riapparì in aria a pochi centimetri dal muso di Volvagia, ma venne colpito da una sfera di energia azzurra creata dal secondo dragone. Terkon venne scaraventato violentemente a terra dall'attacco. Il docnik cercò di rialzarsi, ma senza riuscirci: Terkon si rese infatti subito conto che nel punto in cui era stato colpito, ossia alle gambe, si era formato uno spesso strato di ghiaccio.
“Tsk, ma con chi credi di avere a che fare, Zero? Ci vuole ben altro che un po' di ghiaccio per mettermi fuori gioco!”
Terkon sferrò un potente pugno al ghiaccio che bloccava la sua gamba destra, rompendolo in mille pezzi. In pochi attimi Terkon liberò anche l’altra gamba. Ma ci mise troppo. Infatti prima di poter fare qualcosa per evitarla, venne colpito da una sfera di energia rossa. Immediatamente Terkon venne avvolto dalle fiamme. Il docnik cominciò a girare velocemente su se stesso, fino a diventare una sorta di tornado, facendo spegnere le fiamme. Terkon non era però riuscito ad evitare le scottature, presenti in gran numero sul viso e sul corpo.
“Basta, ora è il mio turno!” gridò un Terkon visibilmente arrabbiato. Il docnik creò nelle mani un gran numero di sfere di energia, con le quali colpì Volvagia. Il dragone rosso precipitò a terra sotto i ripetuti colpi nemici: Terkon, esausto, cessò il fuoco. Volvagia, apparentemente senza vita, giaceva a terra.
“Molto bene” - disse Terkon ansimando - “uno è fuorigioco. E ora pensiamo all'altro.”
Zero, intanto, si rese conto che Terkon, combattendo contro i due dragoni, aveva perso il controllo della forza di gravità. Recuperando da terra le due katane, Zero si precipitò di corsa contro il nemico e lo colpì con un fendente, infertendogli una profonda ferita al torace. Terkon venne colto di sorpresa e cadde a terra. Subito la ferita cominciò a rimpicciolirsi, ma molto lentamente, particolare che non sfuggì a Zero.
“Evidentemente la stanchezza implica anche un abbassamento dell'efficacia dei suoi poteri. Probabilmente se i dragoni riuscissero a tenergli testa ancora per un po', potrei essere persino in grado di sconfiggerlo” pensò tra sé e sé.
Zero fece appena in tempo a formulare questi pensieri: venne infatti trafitto alla spalla dal braccio di Terkon, ancora trasformato in una lama d'acciaio. Terkon era stato così veloce che Zero non se n'era nemmeno accorto.
“Ho capito il tuo piano Zero. Vuoi farmi stancare coi dragoni per poi uccidermi in tutta tranquillità. Ma puoi anche metterti il cuore in pace, sarò sempre troppo forte per te!”
Terkon estrasse la lama dal corpo di Zero, che cadde a terra, e si voltò. Un'espressione di disappunto e di rabbia gli comparse in volto: Volvagia, il dragone rosso, si era infatti nel frattempo rimesso in volo.
“Dannazione, e io che pensavo che mi fossi liberato almeno di uno!”
I due dragoni si avvicinarono e sputarono dalle loro bocche due lunghe scie di energia, una rossa ed una azzurra, che si combinarono insieme avvolgendosi una intorno all'altra. Terkon venne travolto e colpito in pieno dal potente attacco, ma, sebbene ferito e con la veste tutta sporca di sangue, riuscì a rimettersi in piedi.
“Bene, dobbiamo approfittarne per scappare, ci penseranno i due dragoni a eliminare Terkon una volta per tutte! Speriamo solo che Vipre sia ancora vivo” disse Zero che nel frattempo si era rialzato, tenendosi una mano sulla spalla da cui usciva ancora sangue.
Zero raggiunse Vipre e cercò di rianimarlo scuotendolo e chiamandolo per nome.
“Vipre, Vipre, rispondi! Svegliati!”
Vipre lentamente aprì gli occhi e mosse qualche muscolo.
“Meno male, sei vivo. Dobbiamo scappare! Hai riportato delle brutte ferite molto profonde, ce la fai a muoverti?”
“Si, non preoccuparti Zero, sono un Wolfen dopo tutto, ci vuole ben più che qualche taglietto per mettermi fuori gioco.”
“Bene, allora andiamo!”
Zero aiutò l'amico a rialzarsi e, prima di andarsene, urlò:
“Volvagia! Lunus! Usate il vostro attacco più potente ed eliminate Terkon una volta per tutte!”
“Cosa credete di fare, non vi lascerò scappare!”
Terkon cercò di raggiungere Zero e Vipre, ma Lunus si mise in mezzo impedendo al docnik di raggiungerli. Quando Zero e Vipre abbandonarono la stanza, i due dragoni si volarono verso l'alto, fino a raggiungere altezze vertiginose. A un certo punto Lunus e Volvagia si scagliarono contro Terkon ad una velocità talmente elevata che questo non ebbe nemmeno il tempo di pensare ad una contromossa. Nel preciso istante in cui si verificò l'impatto, si creò una gigantesca cupola di energia rossa e azzurra che si propagò fino a coinvolgere l'edificio intero. Nel giro di pochi istanti la gigantesca sfera di energia sparì, e con essa i due dragoni. Dell'edificio non era rimasto più niente. L'unica cosa rimasta in piedi era Terkon, incapace però di compiere qualunque movimento. Il suo volto era ridotto ad una maschera di sangue. Terkon, incapace di reggersi ulteriormente in piedi, crollò a terra levando in aria una gran quantità di polvere e di sabbia. Era rimasto solo lui in mezzo al deserto, in mezzo al nulla.
Il Maestro stava osservando attentamente i due avversari. Erano entrambi molto potenti, non sarebbe stata certamente una battaglia facile, ma erano in netta superiorità numerica, e avevano buone chance di vittoria. Subito il Maestro cercò di capire quale dei due fosse il più pericoloso.
“Bene, ragazzi, ci divideremo in due gruppi. Io, Garet e Zangios affronteremo la ragazza, tutti gli altri invece si concentrino su Nefarious.”
Remilia guardava divertita il gruppetto.
“Bene, bene” - disse rivolgendosi all'anziano guerriero - “ho sentito parlare molto di te e dei tuoi immensi poteri, sarà un piacere aggiungerti alla mia lista di vittime!”
“Se solo sapessi con chi stai parlando, ti sciacqueresti la bocca e fuggiresti via a gambe levate!” urlò Garet.
“Basta parole, fatemi vedere di cosa siete capaci!”
Remilia spiccò il volo. Prima di attaccare si rivolse a Nefarious:
“Facciamo come han detto loro, dividiamoci gli avversari. Così eviteremo di pestarci i piedi a vicenda. Andate solo a combattere lontano da qua, non voglio impedimenti, chiaro?”
“Ai suoi ordini Remilia!” - rispose Nefarious, e, rivolgendosi ai suoi avversari – “avete sentito? Andiamo qualche chilometro lontano da qui!”
“Fate come dite lui” – disse il Maestro – “ho piena fiducia in voi, sono sicuro che riuscirete a sconfiggerlo anche senza il mio aiuto…”
Nowe e gli altri, inizialmente riluttanti all’idea, obbedirono al Maestro e seguirono Nefarious.
Remilia vibrò in aria la sua catena e la scagliò verso Garet, il quale abilmente la evitò.
“Tutto qui? Assaggia i poteri della mia lira!”
Garet pizzicò le corde della lira. Una dolce ed armoniosa melodia si propagò nelle circostanze. Gli occhi di Remilia cominciarono lentamente ad abbassarsi, ma questa scrollò la testa e tornò ad attaccare Garet con la catena.
“Pensi che basti qualche nota per farmi addormentare? Con chi pensi di avere a che fare, con un docnik qualunque?”
Garet evitò anche il secondo attacco.
“Per poco non riuscivo ad addormentarla, devo impegnarmi di più” pensò Garet tra sé e sé.
Ad un chilometro e mezzo di distanza, Nefarious si ritrovava circondato da un folto gruppo di avversari.
“Pensate forse di avere qualche possibilità contro di me? Paragonati agli altri umani sarete tutti certamente ottimi guerrieri, ma dinanzi a me non siete altro che miseri insetti!”
Last non perse tempo nel rispondere alle provocazioni dell'androide ed attaccò Nefarious colpendo ripetutamente la sua corazza. Nefarious indietreggiò e con un calcio ben assestato riuscì a liberarsi di Last.
“Mi ricordo di te, sei quello che era riuscito a sfondare la mia corazza. Purtroppo per te però non riuscirai più a farlo, ho fatto rinforzare la mia corazza con uno speciale metallo indistruttibile presente solo sul nostro pianeta natale, Bryo. Finalmente potrò vendicarmi di quello che mi hai fatto l'ultima volta!”
Nefarious cercò di colpire Last, ancora a terra, ma venne colpito da una serie di fulmini che lo fecero barcollare. L'androide volse lo sguardo verso Bob.
“Ah, e mi ricordo anche di te! Tu sei quello che insieme a quel tizio con la lira aveva attaccato Docnik City. Stavolta non mi sfuggirai!”
Dagli occhi di Nefarious si sprigionarono due raggi laser che colpirono Bob a un braccio.
“Come potete vedere non avete nessuna chance contro di me, anche se mi attaccate tutti insieme. Il massimo che riuscite a farmi è il solletic..”
Nefarious non riuscì a completare la frase che una violenta esplosione lo colpì.
“Ottima mossa Raziel!” - disse Nowe - “ora lo finisco!”
Nowe si gettò nel polverone causato dall'esplosione e colpì Nefarious con la katana, non riuscendo però a scalfirlo. L'androide, per nulla confuso dal polverone, colpì al collo Nowe con una potente gomitata, facendolo cadere a terra.
“E' tutto inutile, tutto!”
Con uno scatto Nefarious si avvicinò a Dylan, lo afferrò per il collo e lo alzò in aria. Incapace di liberarsi dalla presa nemica, Dylan non era in grado di disegnare i suoi cerchi alchemici sul terreno.
“Ho deciso che tu sarai il primo che ucciderò!” - disse Nefarious rafforzando la presa su Dylan, il quale non riusciva quasi più a respirare - “dovresti sentirti onorato di avere questo privilegio!”
Dylan era ormai allo stremo, e le forze lo stavano lentamente abbandonando. Se qualcuno non avesse fatto qualcosa, presto sarebbe morto soffocato.
Intanto, Remilia Scarlet vibrò la sua catena contro Zangios, il quale riuscì ad evitarla. La catena però cambiò subito direzione, senza dare a Zangios un secondo di tregua. Il Maestro cercò di prendere il controllo dell'arma, ma, con sua grande meraviglia, non ci riuscì: la catena si muoveva infatti ancora sotto la diretta volontà di Remilia.
“Sappi che la mia catena non è un'arma come tutte le altre,ma è molto, molto di più, vecchio!” - disse la ragazza, accortasi della mossa del vecchio guerriero - “e non si può controllare come se fosse un semplice giocattolino! Io e la mia catena siamo una cosa sola, è come se lei fosse viva, il nostro è un rapporto di simbiosi: sono l'unica in grado di usarla, nessun altro può farlo! E lei non fa eccezione!”
“Questa non ci voleva, questa ragazza si sta rivelando più pericolosa del previsto. Ma devo subito trovare un modo per aiutare Zangios, non è sicuramente all'altezza dell'avversario…” pensò il Maestro. In quell'istante Remilia venne investita da un'esplosione. Il Maestro, Zangios e Garet volsero lo sguardo alla loro destra: il colpo era partito da Rambo, il quale aveva appoggiato sulla spalla il bazooka, dal quale usciva ancora del fumo. L'uomo si avvicinò ai tre guerrieri:
“Non mi andava di rimanermene lì in disparte a vedervi fare tutto da soli. So benissimo di non essere alla vostra altezza e di non possedere poteri sovrumani come i vostri, ma voglio comunque dare una mano. Credo che il mio contributo potrebbe risultarvi comunque utile.”
“Accettiamo volentieri” - rispose il Maestro - “ma sei conscio del pericolo che corri? Questi non sono avversari da sottovalutare, potresti rimetterci la vita.”
“Beh, direi che questo non è proprio un problema, ormai ci sono abituato.”
Intanto la nuvola causata dal colpo di bazooka si stava lentamente diradando. Gli occhi della fanciulla, di un intenso rosso, erano già ben visibili.
“E' così hai deciso di morire?” - disse rivolgendosi a Rambo - “avresti potuto sfruttare la situazione per scappare, ma come sempre l'audacia e la stupidità vanno a braccetto”
Remilia scagliò la sua catena contro Rambo, ma un'improvvisa folata di vento si erse contro la catena riuscendo a fermarla. Garet, che stava suonando una dolce melodia con la lira, smise di pizzicarne le corde e il vento cessò.
“La prego Maestro” - disse Garet - “mi lasci combattere contro di lei da solo. Mi sono allenato molto nell'ultimo periodo, e credo che questa sia l'occasione giusta per testare i miei nuovi poteri.
“ Il Maestro acconsentì alla richiesta di Garet, annuendo con il capo.
“Bene, allora noi ci faremo in disparte, se è questo ciò che vuoi…”
Garet si volse verso l'avversario.
“Come hai potuto vedere, ragazzina, con la mia lira non sono solo in grado di influenzare lo stato d'animo delle persone, ma ho imparato anche a controllare gli agenti atmosferici. Non sarà così facile sbarazzarsi di me!”
Detto questo, Garet riprese a pizzicare le corde del suo strumento. In pochi istanti il cielo venne invaso da grosse nubi nere che catapultarono l'area di combattimento nel buio. Dalle nuvole cominciarono a cadere delle gocce, che in breve aumentarono di numero sino a provocare un tremendo acquazzone. Un forte vento si levò da ogni parte, portando con sé e facendo letteralmente volare qualunque cosa trovasse sul suo cammino. Il buio veniva interrotto con una certa frequenza dal bagliore dei fulmini e dei lampi.
“Tsk, non sarà di certo un temporale a fermarmi, ne puoi stare certo!”
Remilia cercò di creare nella mente di Garet delle illusioni, ma la sua mossa non ebbe alcun effetto.
“Ti ricordi cosa mi hai detto quando non sono riuscito ad addormentarti con la lira? Che non sei un docnik normale? Ebbene, neanch'io sono un umano normale, non è qualche giochetto da prestigiatore che può sconfiggermi!”
Remilia, irritata, cercò nuovamente di colpire Garet con la catena, ma un fulmine, comparso all'improvviso, la colpì prima che essa potesse raggiungere il suo obiettivo. La scarica elettrica si propagò lungo la catena fino a giungere a Remilia, la quale, urlando di dolore per la violentissima scarica elettrica che l'aveva colpita, cadde al suolo con un tonfo.
“Im-impressionante” - riuscì appena a dire Zangios con un filo di voce - “non credevo che fossi diventato così forte...”
“Non è ancora ora di cantar vittoria” - lo interruppe il Maestro - “guarda, si sta già rialzando.”
In effetti Remilia, anche se ferita, era già in piedi davanti a Garet.
“Devo ammettere che questa non me l'aspettavo, mi stai dando più filo da torcere del previsto, ragazzino... ma è ora di chiudere qui il combattimento!”
Remilia scagliò nuovamente la catena contro Garet.
“Dopotutto non hai molti assi nella tua manica” - disse quest'ultimo evitando la catena - “hai solo le illusioni e la catena... ma se uno sa contrastarle entrambe, sei priva di armi!”
La catena cambiò subito direzione volgendosi nuovamente verso Garet.
“Questo è quello che credi tu! La mia catena non ti lascerà mai pace e continuerà a seguirti all'infinito! Una volta che le viene assegnato un bersaglio, continua ad inseguirlo finché non lo elimina!”
Garet evitò più volte la catena, ma questa ogni volta cambiava la sua direzione e lo seguiva.
“Non posso andare avanti così, finirò per stancarmi” - pensò tra sè e sé - “devo trovare un modo per contrastarla...”
Garet pizzicò le corde della lira e con un nuovo fulmine cercò di colpire Remilia, che però si accorse di tutto e questa volta evitò il colpo.
“Non cado due volte nella stessa trappola! E non puoi nemmeno colpire la catena come prima, ti è troppo vicina, il fulmine rischierebbe di colpire anche te!”
“Ha ragione lei, purtroppo, è troppo pericoloso, ma allora che faccio?”
Garet compose una nuova musica. Questa volta cominciò a grandinare. Pezzi di ghiaccio grandi come noci cominciarono a colpire ripetutamente Remilia, la quale però sembrava quasi non risentirne.
“Basta, non possiamo rimanere qui a far nulla, mentre lui rischia la vita!” - urlò Rambo - “dobbiamo aiutarlo!”
“Hai ragione” gli rispose Zangios.
Rambo mirò Remilia col bazooka, mentre Zangios fece un fischio per chiamare a sé tutti gli animali presenti nelle circostanze. Entrambi però non riuscirono nel loro intento: il Maestro, utilizzando i suoi poteri, bloccò i loro muscoli rendendoli incapaci di muoversi.
“Cosa... cosa cazzo mi sta succedendo...” riuscì appena appena a dire Rambo mentre cercava invano con tutte le forze di premere il grilletto.
“Questa è sicuramente opera sua Maestro...” - disse Zangios - “perchè ci vuole impedire di aiutare Garet?!”
“Questo è il suo duello. Ha chiesto espressamente di combattere da solo, e noi dobbiamo rispettare la sua volontà. Chi siamo per negargli questo diritto?”
“Ma rischia di morire!”
“È quello che ha scelto, ne è conscio.”
“Ho capito, ma non dobbiamo comunque permetterlo!”
“Ho detto di no”
Zangios ribolliva di rabbia per la situazione di impotenza nella quale si trovava. Avrebbe aiutato Garet a qualunque costo, anche contro la volontà di Garet stesso e del Maestro.
“Non me ne frega nulla di quello che ha detto Garet e di quello che dice lei! Non mi può impedire di aiutarlo! Se Garet morirà sarà esclusivamente colpa sua!!”
“E tu credi veramente che lo lascerò morire?” - rispose l'anziano guerriero mantenendo la calma - “ho solo detto che non dobbiamo interferire nel combattimento, se Garet sarà sconfitto e sarà per essere ucciso allora interverremo. Ma finché ciò non accadrà, dobbiamo restarcene in disparte.”
Bob scagliò una serie di fulmini contro Nefarious, ma l'androide resistette all'attacco e rafforzò ulteriormente la presa sul collo di Dylan.
“È troppo potente per me, di questo passo non riuscirò nemmeno a buttarlo a terra!” - disse Bob a denti stretti - “prova a fare qualcosa anche te, Raziel!”
“Lo farei subito, ma ho paura che se usassi le mie esplosioni potrei ferire seriamente Dylan... provo con il mio scudo.”
Raziel prese la rincorsa ergendo il suo scudo ricoperto di spuntoni davanti sé e colpì Nefarious, non riuscendo però a procurargli danni. Nefarious lo colpì con un calcio spedendolo a terra e rompendogli qualche costola.
“Ve l'ho detto, la mia corazza è indistruttibile: potete provare con tutto quello che volete, aculei, katane, spadoni, fulmini o esplosioni, nulla è in grado di distruggermi!!!”
La faccia di Dylan aveva ormai cambiato colore. Il ragazzo, ormai allo stremo, non aveva nemmeno più le forze di provare a liberarsi.
“Bene, e ora cominciamo a liberarci di te. Addio, ragazzino!”
Nefarious stava per sferrare il colpo di grazia a Dylan, quando venne fermato da un dolore lancinante. L'androide si guardò la spalla destra: Last, concentrando tutta la sua forza nella mandibola e nei denti, aveva morso l'androide alla spalla. I denti erano riusciti a penetrare nel metallo, e Last, con un grandissimo sforzo, era riuscito a strappare letteralmente via con un morso parte della corazza, lasciando allo scoperto i circuiti interni della spalla e del braccio destri dell'androide. Nefarious lasciò immediatamente la presa su Dylan e si volse verso Last, più infuriato che mai.
“Ne ho veramente abbastanza di te! È già la seconda volta che riesci a penetrare la mia corazza, giuro che te ne pentirai amaramente!”
Nefarious, infuriatissimo, raggiunse Last e lo colpì con una violentissima ginocchiata allo stomaco. Last, col fiato mozzato dal colpo subito, riuscì comunque a reggersi in piedi, ma venne nuovamente colpito da un calcio alla testa, che questa volta riuscì a metterlo a terra. Nefarious, non soddisfatto, continuò a prendere ripetutamente Last a calci. Se avesse continuato così, in breve lo avrebbe ridotto in fin di vita.
Bob impugnò con la mano destra la sua spada e con la sinistra creò una sfera di elettricità, che lanciò sulla spada. La sfera venne quindi assorbita dalla spada, la quale venne percorsa da numerose scariche elettriche.
“Questo è il mio ultimo asso nella manica” - pensò l'uomo - “non posso fallire…”
Bob corse verso Nefarious e lo colpì con la spada alla spalla destra. Immediatamente la scarica elettrica si trasferì dalla spada ai circuiti interni dell'androide, il quale risentì duramente del colpo e cadde a terra emanando fumo. I suoi occhi si spensero.
“L'ho... l'ho ucciso?” si domandò Bob, cadendo a terra esausto.
“Sembra di sì, ottima mossa comunque questa, Bob” gli rispose Nowe avvicinandosi.
“Ora però bisogna prendersi cura di Dylan e Last, anche se non sono in pericolo di vita le loro condizioni non sono ottimali...” disse Raziel, che nel frattempo si era rialzato, tenendosi con la mano nel punto in cui si era rotto le costole.
Nowe e Bob si diressero rispettivamente verso Last e Dylan per verificarne le condizioni. Raziel, invece, si incamminò per tornare dal Maestro e dagli altri. Se il loro scontro non era ancora finito, forse avrebbero potuto avere bisogno di una mano. A metà strada però, Raziel venne fermato da una voce. L’uomo la riconobbe e si voltò di scatto:
“Come... come cazzo fai ad essere ancora vivo? Hai più vite di una gatto!”
“Sorpreso? Beh, devo ammettere che stavolta me la sono vista brutta, l'ultimo colpo è stato quasi micidiale, ma come puoi vedere sono ancora in piedi...” disse l'androide.
Subito i pensieri di Raziel andarono ai suoi compagni.
“E cosa ne hai fatto di Nowe, Bob e gli altri… non mi dire che…”
“No, non li ho uccisi. Voglio prima liberarmi di te. Me ne sono andato via mentre erano occupati a guardare i loro compagni. Ma non ti preoccupare, dopo essermi liberato di te, tornerò indietro e sistemerò anche loro.”
Raziel cercò di provocare un'esplosione nei circuiti scoperti dell'androide, ma prima che ci riuscisse, venne messo fuori combattimento da un violentissimo colpo in pieno sterno. Raziel svenne all'istante, e Nefarious, dopo averlo afferrato per un braccio, lo lanciò violentemente a terra.
“Meno tre” - disse Nefarious dando un ultimo calcio a Raziel - “e ora occupiamoci degli altri due”
Garet continuava ad evitare la catena, senza sapere come attaccare Remilia. Aveva provato di tutto, ma niente sembrava in grado di ostacolare la catena, che non gli dava un attimo di tregua. L'uomo era ormai stanco di scappare e di correre, se avesse continuato così la catena lo avrebbe certamente infilzato.
“Devo tentare il tutto e per tutto...” - pensò Garet - “l'unico modo per riuscire a fare del male a quella ragazza è colpire la catena con un fulmine come ho fatto prima... ma la catena mi è sempre vicinissima e pronta ad attaccare, sarebbe impossibile per me evitarlo... ma se è l'unico modo per sconfiggerla, sono pronto a correre questo rischio...”
Garet, continuando ad evitare la catena, pizzicò le corde della lira, cercando di evocare il fulmine più potente che era in grado e di dirigerlo verso se stesso.
“Non oserà mica usare i fulmini come prima?” - si chiese Remilia riconoscendo la musica - “lo sa benissimo che rischia anche lui... no, non lo farebbe mai.”
La musica di Garet cominciò lentamente a diffondersi nelle circostanze. Il cielo divenne ancora più scuro, e. all'improvviso, un gigantesco fulmine si sprigionò dal cielo illuminando tutta l'area di un accecante bagliore. Il fulmine colpì in pieno Garet, il quale urlò atrocemente di dolore. Il fulmine colpì anche la catena e si propagò fino a Remilia, la quale venne investita anche lei dalla stessa carica elettrica che aveva colpito Garet, e le sue urla si unirono a quelle del suo avversario. Il fulmine era talmente potente che per poco non rischiò di coinvolgere anche il Maestro, Rambo e Zangios, il quale osservava impietrito la scena quasi apocalittica. Il fulmine durò per almeno trenta secondi, al termine dei quali la zona ripiombò nuovamente nel buio. I corpi di Garet e di Remilia, semi-carbonizzati, caddero al suolo senza più dare segni di vita.
Il Maestro, persino lui sorpreso dalla mossa di Garet, lasciò liberi di muoversi Zangios e Rambo, i quali si precipitarono verso Garet per verificarne le condizioni.
“È... è morto?” chiese Rambo.
Zangios esaminò il corpo e, con un sospiro di sollievo, notò che respirava ancora, anche se molto debolmente.
“No, credo che sia ancora vivo! Anche se è messo molto male, ha ustioni molto gravi su tutto il corpo e non è in stato cosciente... se non si fa subito qualcosa, rischiamo di perderlo!”
“Questo non è un problema” - intervenne il Maestro - “abbiamo ancora avanzato un po' di quell'acqua magica che avevi preso sul monte Salish. Basta solo che non muoia prima di tornare a casa, quell'acqua ha il potere di curare completamente ogni male, ma non quello di resuscitare.”
“Non... così... in fretta...”
Il Maestro, Rambo e Zangios si girarono increduli verso Remilia Scarlet, la quale, seppur gravemente ferita e ancora a terra incapace di rialzarsi, era anche lei sopravvissuta al fulmine. Con estrema fatica, la ragazza alzò il capo verso i tre ed afferrò la catena, la quale si diresse con gran velocità verso Garet.
“Ricordate? La mia catena non si fermerà finché non avrà eliminato il bersaglio che le ho affidato... questo vuol dire che per il vostro amico non c'è speranza di sopravvivenza.”
La catena stava ormai per trafiggere mortalmente Garet, quando con gran stupore di tutti la catena si infranse, come se avesse cozzato contro una parete invisibile, incapace di raggiungere la sua vittima.
“Cosa... cosa cazzo sta succedendo!” - urlò Remilia - “per quale motivo la catena non riesce ad andare oltre!?”
“Questa è sicuramente opera sua, Maestro!!” urlò pieno di gioia Zangios.
“Esattamente. Ho creato una parete invisibile impenetrabile attorno a noi. La catena non riuscirà mai a raggiungerci. E ora facciamola finita.”
Il Maestro scomparve e riapparve fuori della barriera. La catena cambiò subito bersaglio e si volse verso il Maestro, ma questo la evitò scomparendo e riapparendo proprio davanti a Remilia. Il Maestro creò nelle sue mani due sferette di energia e le unì insieme per formarne una più grande e potente.
“Lo scontro finisce qui. Hai perso.”
“Cosa!?”
Il Maestro scagliò la sfera di energia contro Remilia a pochi centimetri da lei. La ragazza, incapace di muoversi, venne colpita in pieno. La catena cadde a terra priva di vita.
“L'hai uccisa?” - chiese Rambo - “è morta, finalmente?”
“No, ho deciso di lasciarla in vita. Ma non credo che ci darà più problemi. Ci vorrà molto, molto tempo prima che si riprenda, sempre che ciò avvenga.”
Bob e Nowe, vedendo che Last e Dylan non erano in pericolo di vita, tirarono un sospiro di sollievo. Quella situazione di distensione durò però solo pochi istanti: Nefarious, dopo essersi liberato di Raziel, li aveva già raggiunti.
“Cazzo, è ancora vivo! Ero sicuro che con il mio colpo l'avessi distrutto una volta per tutte, come ha fatto a riprendersi!?” urlò Bob.
La mente di Nowe venne attraversata da un pensiero, veloce come un lampo, e il suo volto cambiò espressione, diventando scuro. Il ragazzo era visibilmente preoccupato.
“Aspetta un attimo...” - disse Nowe - “avevamo lasciato Raziel da solo con lui!”
“Hai ragione. Sarà stato sconfitto…”
“Devo andare a sincerarmi delle sue condizioni” - disse infine Nowe - “potrebbe anche essere in pericolo di vita…”
Nowe corse cercando di evitare Nefarious, ma l'androide, più veloce di lui, non glielo permise e lo colpì con un calcio, facendolo cadere a terra. Bob, con la stessa tecnica già utilizzata prima, caricò di energia elettrica la sua spada e corse verso Nefarious, cercando di colpirlo nei circuiti scoperti.
“Ci penso io a lui Nowe, tu va a vedere se Raziel sta bene!”
“Pensi di poter resistere da solo?”
“Non lo so, ma ci devo provare!”
Nowe si rialzò velocemente e continuò la sua corsa. Nefarious lo lasciò andare.
“Che vada pure quel misero insetto, ci penserò dopo a lui. Prima voglio occuparmi di te, ti darò una lezione, è stata dura riprendersi da quel colpo di prima!”
“Ti chiedo scusa, ma era proprio quello il mio obiettivo...”
“Ti farò passare la voglia di fare lo spiritoso con me!”
“Provaci!”
Bob passò all'attacco cercando di colpire Nefarious con la spada, ma l'androide era molto veloce e riusciva a schivare i fendenti con facilità.
“Tutto qui? Mi stai deludendo, prima sei riuscito a colpirmi solo perché ero distratto, non si ripeterà più!”
Bob non rispose e scagliò un fulmine con la mano destra alla spalla di Nefarious: quest'ultimo si accorse però della mossa e parò il fulmine con la mano destra, contro cui il fulmine si neutralizzò.
“Come ti ho già detto è tutto inutile!”
“Non cantar vittoria troppo presto!”
Bob scagliò dei fulmini con entrambe le mani. L'uomo si mise a girare velocemente su se stesso, diventando una sorta di trottola umana-spara fulmini. Nefarious non era in grado di evitare tutti i fulmini: alcuni lo colpirono alla spalla, facendolo inginocchiare a terra.
“Mi devo allontanare, se non voglio fare una brutta fine.” - pensò l'androide - “se rimango troppo vicino mi sarà impossibile evitare tutti i fulmini. Devo pensare a un modo per farlo fermare.”
Nefarious si allontanò da Bob prima di essere colpito di nuovo ai circuiti scoperti.
“Ehi, tu!!!” - gli urlò Nefarious da lontano - “sei diventato scemo? Lo sai che dietro di te ci sono i tuoi compagni? Pensi che nelle condizioni in cui si trovano possano resistere se venissero ancora colpiti dai tuoi fulmini? Ma se vuoi facilitarmi le cose e dargli tu il colpo di grazia, fa pure!”
Le parole di Nefarious giunsero a Bob.
“Purtroppo ha ragione, quando uso questa tecnica perdo il controllo dei fulmini, che prendono una qualsiasi direzione a caso. Rischio di far del male a Dylan e a Last.”
Bob smise di girar su se stesso. Nefarious ne approfittò: trasformò le sue braccia in due cannoni, dai quali fuoriuscirono delle sferette di energia blu che si diressero molto velocemente verso Bob, colpendolo in pieno senza dargli il tempo di evitarle. Bob cadde a terra: tutti i suoi muscoli erano come immobilizzati, paralizzati.
“Questa è una delle mie ultime armi, è in grado di bloccare i muscoli di chi viene colpito per un certo periodo di tempo. Ormai non puoi più fare nulla.”
Nefarious si avvicinò a Bob e lo prese ripetutamente a calci, fino a farlo svenire in una pozza di sangue.
“E ora mi manca solo più quel ragazzo. Ma devo stare attento, è lo stesso che l'ultima volta mi ha quasi fatto a pezzetti. Devo solo evitare di farlo incazzare, se non perde il controllo non è pericoloso “
Nefarious in pochi attimi raggiunse Nowe. Il ragazzo era ancora chino sul suo maestro per verificarne le condizioni.
“Non ti preoccupare, non l'ho ucciso. Non ho ucciso nessuno per ora. Mi è bastata l'ultima volta, quando ho ucciso i tuoi genitori. Non ho alcuna intenzione di farti perdere il controllo.”
Nowe alzò lo sguardo verso Nefarious e si mise in piedi.
“Non ce ne sarà bisogno, che io perda il controllo. Ti eliminerò lo stesso!”
“E tu ci credi veramente? Non sei nemmeno in grado di farmi un graffio quando sei conscio delle tue azioni... morirai!”
“Basta, sta zitto! Sono stanco di sentire le tue chiacchiere!”
Nowe irritato sferrò un pugnò a Nefarious, senza però riuscire nemmeno a scalfirne la corazza. Dalle nocche della mano di Nowe cominciò a scendere del sangue, ma il ragazzo, imperterrito, gli scagliò un altro pugno
“Te l'ho detto, non puoi nulla contro di me!”
Nefarious afferrò Nowe per il collo e con l'altra mano lo colpì con un potente pugno allo stomaco. Nowe, sputando sangue, cadde a terra esausto.
“Visto? Sei già esausto...”
Nefarious cercò di schiacciare la testa del ragazzo con una forte pedata, ma Nowe, all'ultimo momento, scivolando su un fianco, riuscì ad evitare il colpo. Immediatamente si rialzò e cercò di colpire l'androide con un calcio, ma Nefarious evitò il colpo facilmente.
“Ti muovi un po' troppo per i miei gusti, farò in modo di bloccarti una volta per tutte!”
Nefarious trasformò il suo braccio destro in un cannone ed utilizzò le stesse sfere di energia che aveva usato contro Bob. Nowe venne colpito in pieno e cadde a terra pesantemente, incapace di compiere qualsiasi movimento.
Nefarious si avvicinò al ragazzo. Lo afferrò per il collo e lo lanciò violentemente a terra.
“Visto? Senza i poteri che possiedi quando la rabbia prende il sopravvento su di te, non sei altro che una nullità!”
Nefarious prese violentemente a calci Nowe. Il ragazzo stava ormai per perdere i sensi.
“Non può finire così…” - pensò il ragazzo, mentre la vista si faceva sempre più sfocata – “mi sono allenato tantissimo in questo ultimo periodo, ho cercato in tutti i modi di riuscire ad utilizzare i poteri derivanti dall’entità malvagia che risiede in me senza che questa prenda il sopravvento, ma a quanto pare è stato tutto inutile… ma non posso deludere i miei compagni… Raziel, il Maestro, e tutti gli altri han creduto in me fin dal primo momento e mi hanno accolto con loro come una grande famiglia… è giunto il momento di ricambiare… se solo riuscissi a controllare i poteri dell’entità malvagia a mio piacimento… sono sicuro che riuscirei a liberarmi di Nefarious senza alcuna difficoltà… devo provarci, costi quel che costi!”
Nefarious intanto continuava a riempire di calci Nowe.
“Basta, mi hai stufato, è ora di farla finita una volta per tutte!”
Nefarious trasformò le sue braccia in due lanciafiamme e li puntò verso Nowe.
“Addio, ragazzino!”
Il corpo di Nowe venne invaso dalle fiamme. Nefarious assistette divertito alla scena.
“Questo per avermi quasi distrutto l’ultima volta… nessuno si è mai permesso di farmi ciò che mi hai fatto tu, ma finalmente ho avuto la mia vendetta. Ora andiamo da Remilia, scommetto che avrà già sistemato da molto i suoi avversari. Sarà sicuramente arrabbiata, l’ho fatta aspettare troppo.”
Nefarious fece per andarsene, ma venne bloccato da una voce.
“Non così in fretta, non mi hai ancora sconfitto…”
Nefarious si voltò di scatto. La sua espressione rivelava la sua sorpresa: Nowe, ancora in mezzo alle fiamme, si era rialzato e stava guardando Nefarious con aria di sfida.
“Come cazzo fai ad essere ancora vivo!? Dovresti essere ridotto in cenere!!!!”
“Evidentemente mi hai sottovalutato, il nostro vero scontro comincia adesso!”
“Maledetto Rambo, maledetti docnik, e maledetto vecchiaccio!”
Uzzo, dopo esser riuscito a fuggire da Rambo, si era rifugiato in un altro suo laboratorio segreto, di cui nessuno sapeva l’esistenza, nemmeno i suoi mutanti.
“Non me lo sarei mai aspettato, ma i mutanti si sono rivelati un fiasco colossale. Non sono riusciti ad eliminare nessuno dei loro obiettivi…”
Uzzo si avvicinò a due celle frigorifere d’acciaio.
“Ma gliela farò vedere io, a tutti quanti… scaccerò i docnik e prenderò il controllo del pianeta, dopodiché mi libererò di Rambo e di tutti quegli altri guastafeste…”
Il vecchio scienziato afferrò un telecomando e schiacciò un bottone. Le celle si aprirono lentamente e da esse si sprigionò del vapore che invase buona parte del laboratorio.
“Tremeranno di paura di fronte al mio ultimo asso nella manica… anche se devo dire che avrei preferito farne a meno, sono molto più difficili da gestire rispetto ai mutanti…”
Il vapore intanto cominciò lentamente a diradarsi. Dalle celle fuoriuscirono due androidi.
“Spero che il vostro letargo sia stato piacevole… H.A.W.K. e Proto Hazard…”
“Certamente… ai suoi ordini padrone…”
lampinorum #42
14-11-10 18:23
Chiedo scusa a tutti, ammetto che avevo deciso di abbandonare il racconto, poi a forza di upparlo mi avete convinto a riprenderlo.
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Mr. Mxyzptlk ![]()
#43
14-11-10 19:13
Finalmente posti! Buono comunque![]()