CAPITOLO DUE
Alteridan sedeva nella capsula Google, che seguiva traiettorie spiraleggianti ad una velocità vertiginosa. Girandosi poteva vedere il Palazzo Omegle allontanarsi; sotto di lui vi era un'estensione sterminata di territorio verde metallico, che gli ricordava i congegni che si potevano trovare nei PC di qualche decennio fa. Su di esso spiccavano alcune costruzioni eclettiche: gli infiniti siti del cyberspazio. In lontananza poteva scorgere una concentrazione di immensi grattacieli blu: si trattava della metropoli di Facebook. Il tutto era illuminato da una luce verdastra e innaturale. Al suo fianco, RDM-42 stava impostando l'indirizzo del sito al quale erano diretti. Lo guardò con curiosità. La sua pelle rifulgeva alla luce che proveniva dalle finestre della capsula; il suo viso non comunicava nulla.
«Tutto bene?» chiese Alteridan.
«Arriveremo tra alcuni minuti.»
«Dimmi qualcosa di più su di te, RDM-42.»
«Non ho molto da dirle. Sono stato progettato per un certo compito e me ne è stato assegnato un altro. Perciò ho preso la decisione di ribellarmi.»
«Per che cosa eri stato progettato?»
«Queste sono... informazioni confidenziali.»
Alteridan aggrottò la fronte.
«Comunque, mi sentirei più a mio agio se mi dessi del tu.»
«Ho capito.»
«E io come posso chiamarti?»
«RDM-42.»
«No, è troppo scomodo da dire. RDM... ti chiamerò RedMaio.»
Poco tempo dopo RedMaio disse:
«Ecco, siamo arrivati.»
In quell'istante la capsula fece un tuffo spaventoso verso il basso, e dopo essere scesa quasi in verticale per alcuni secondi, si fermò senza alcuna inerzia. Le porte si aprirono e i due ne uscirono. Davanti a loro si stagliava un'immensa cancellata, sormontata dalla scritta GamesVillage Forum. Alteridan vide davanti alla cancellata un uomo alto, avvolto in un lungo mantello rosso, al di sotto del quale indossava un'armatura nera che aderiva strettamente al suo corpo. Aveva la fronte aggrottata e stava dando ordini ad alcuni bot. Attesero che avesse finito, e poi si fecero avanti. Lui li guardò dall'alto in basso.
«Salve. Io sono RikkU, moderatore. Il mio compito è assicurarmi che tutto sia regolare davanti all'ingresso del forum.»
«Salve. Vorremmo entrare.»
«Nuovi utenti? E lui cos'è, un bot?»
«E' un problema se mi accompagna?»
«Solo se avete intenzione di creare problemi.» li squadrò sospettosamente.
«Certo che no» ribattè Alteridan.
«Molto bene... potete entrare. Ma se vi infrangerete il regolamento, farete la loro stessa fine.»
Seguirono quel che RikkU stava indicando col braccio, e videro un gruppo di utenti uscire da una seconda entrata nel forum. Avevano le mani intrecciate dietro la nuca, ed erano scortati da un gruppo di bot armati. Nel vedere il mod, tutti fecero all'unisono un solenne saluto verso di lui. RikkU rispose con un cenno. Poi si avvicinò a uno di loro e chiese di fare rapporto.
«Stiamo escortando questo gruppo di bannati fuori dal forum. Sono stati imprigionati nei territori di Agorà: ci risulta che fossero coinvolti in una massiccia operazione di flame. Alcuni sono morti, altri si trovano ancora nei centri di detenzione.»
RikkU aveva ascoltato con attenzione. Dopo quelle parole si girò verso Alteridan e RedMaio. Sul suo viso era spuntato un sorriso impercettibile.
«Entrate pure» disse.
Varcarono l'ingresso e si trovarono in uno spiazzo colorato e un tempo vivace. Era impossibile, tuttavia, non notare l'attuale stato di desolazione e decadenza in cui si trovava. Alteridan vide un'insegna cadente su cui era scritta la parola Dailyrando. Leggermente inquietati, iniziarono a camminare lungo alcune strade. Ad Alteridan sembrava di essere nella mente di un folle. Le vie si intrecciavano senza soluzione di continuità, gli edifici, dipinti con i colori più improbabili, avevano forme assurde. Da lontano sentivano provenire alcune stridule risate, ma non avevano ancora visto nessuno. D'un tratto, dopo aver svoltato l'ennesima stradicciola, videro davanti a sè un gruppo di utenti. Cercarono di avvicinarsi per porre loro delle domande, ma questi non li ascoltarono: alcuni risero, altri li insultarono. Sperduti, vagarono per un tempo che gli sembrò infinito. Ogni tanto vedevano alcuni bot pattugliare le strade a passo di marcia, o un mod camminare speditamente, anch'esso scortato da numerosi bot, il mantello rosso che svolazzava. Infine si trovarono in un'enorme piazza. Sparsi qua e là stavano alcuni gruppetti di utenti.
«Non mi piace questo posto» disse RedMaio.
«Nemmeno a me. Non mi ispira per nulla. Forse dovremmo...»
Si interruppe, vedendo una strana figura salutarlo con un cenno, dall'altra parte della piazza. Si guardarono per un attimo con espressione dubbiosa, poi si avvicinarono. Prima di potergli parlare, tuttavia, una musica acuta e devastante fece tremare tutta la piazza. Alteridan cadde in ginocchio, coprendosi le orecchie con le mani, e così fecero tutti gli altri utenti. Il cielo cambiò colore e vi comparve l'immagine nitida di un soldato con un fucile in mano. Dopo alcuni secondi il tormento cessò, e Alteridan si rialzò con viso sconvolto. Vide che RedMaio, durante tutto quel tempo, era rimasto in piedi, impassibile. Evidentemente i suoni acuti non davano fastidio al bot, pensò. Ora gli faceva male la testa. La figura che li aveva salutati prima si stava avvicinando. Con stupore, vide che era una specie di buffone di corte. Il suo volto era dipinto di un bianco pallido e i vestiti erano sbilenchi: una volta erano stati vivaci e variopinti, ma ora i colori erano sbiaditi. Aveva un'aria tranquilla e malinconica: nel vederlo accennò un sorriso.
«Mi dispiace, immagino che non ve l'aspettavaste. Siete utenti nuovi?»
«Sì» rispose Alteridan «ma che diavolo è stato?»
«E' la nuova pubblicità del forum. Più il tempo passa e più diventano invadenti.»
«Mi pareva di vedere un soldato...»
«Difatti è così. E' la pubblicità del nuovo Call of Duty 17.»
«Non sapevo che fosse uscito. Dove è ambientato?»
«Nella Seconda Guerra Mondiale» disse lui con un sospiro. «Ma lascia che mi presenti. Io sono Misfire. Utente assiduo di Dailyrando, persino in questi tempi difficili.»
Si presentarono.
«Sei molto più gentile degli altri utenti.»
Misfire alzò le spalle. «Cosa vi porta qui? Volete unirvi a noi?»
«A dire il vero cerchiamo qualcosa in particolare.»
«Abbiamo un ip» intervenne RedMaio «la cui propietaria ha frequentato questo forum, tempo fa. Dobbiamo sapere chi era.»
Misfire aggrottò la fronte.
«La vedo dura: l'unico che potrebbe fare questo è l'admin del forum.»
«Allora abbiamo bisogno di vederlo.»
Il buffone li guardò per qualche secondo, poi scoppiò a ridere fragorosamente.
La sua risata stava ancora eccheggiando per la piazza, e le lacrime gli avevano invaso il volto. Quando si calmò, Alteridan disse:
«Cosa c'è di così divertente?»
«Voi vorreste vedere l'admin? Avete idea di chi state parlando?»
«Vogliamo solo un piccolo favore. Cosa può esserci di così complicato?»
Per un attimo gli sembrò che stesse di nuovo per ridere, ma Misfire fece uno sforzo e rimase serio.
«Nessuno gli può parlare. Tantomeno un nuovo arrivato. Nessuno sa nemmeno dove sia.»
«Qual è il nome di questo admin?»
Misfire si guardò furtivamente intorno. Poi fece segno ai due di avvicinarsi, si sporse verso le loro orecchie e mise una mano per coprire le sue labbra.
«Il suo nome è... Skree.» sussurrò.