k..k
Saper di dover morire è ben peggio del carcere. Certo, poi è anche giusto far sì che il carcere sia un minimo vivibile. Ma, insomma, non è paragonabile la sofferenza nei due casi.
Io non ho parlato di cosa sia peggio, e non ho parlato nemmeno di vivibilità delle carceri. Ho parlato di quanto sia "terribile", che è l'aggettivo che hai usato tu, rinchiudere una persona per tutta la vita in un carcere di dubbia
efficacia, non vivibilità. E la tua risposta mi sarebbe stata indifferente, non volevo aprire un dibattito sulla questione, semplicemente far notare tramite un esempio che ritengo rilevante, che ognuno di noi pone dei "paletti" immaginari valicati i quali entrano in gioco dei limiti morali. Il problema è che i paletti sono strettissimamente personali, mentre la giustizia dovrebbe essere esercitata in maniera uniforme. Quindi prima di dire che una condanna a morte è sbagliata, o ancor più nel dettaglio che l'adulterio non è un reato grave, bisognerebbe fare un discorso che dura da quando l'uomo ha iniziato a vivere in società, e che è ancora privo di risposta. Ecco perché non esiste un modo per dire se un'azione sia moralmente giusta o sbagliata, esistono solo le leggi dell'uomo. In Iran hanno quella legge, è perfettamente inutile andare a dir loro con supponenza che stanno sbagliando, si può non essere d'accordo, e sono il primo ad aver espresso questa opinione, perché la società in cui vivo mi porta a pensarlo.