Discussione: 1984

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  1. L'avatar di auron92 auron92auron92 è offline #31
    11-10-10 00:58

    Lo sto leggendo in questi giorni, e per ora mi sta piacendo molto, assolutamente interessante
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  2. Sanzen #32
    11-10-10 02:29

    Citazione Black Indiana Visualizza Messaggio
    Tolto il fatto che anche un peto è una risposta, cosa che non nobilita un peto e non lo rende necessariamente una risposta consona a quanto richiesto, il che a ben vedere non lo renderebbe di conseguenza nemmeno una risposta in senso stretto, ti faccio notare che c'è il tuo primo post che nega che tu possa mai leggere nulla di Kafka in quanto complessato. Ma a questo punto mi devi spiegare come fai a dare a Kafka del complessato se nemmeno sai come scrive, come puoi essere certo che queste sue attitudini si rivelino poi tali anche nella sua scrittura, come fai a giudicare un'opera come Il Processo se non l'hai mai aperta? Forse ti converrebbe editare, scrivere un bel "ovviamente no" e correre a comprarti qualche sua opera per rivalutare uno scrittore di alto livello che di certo non merita di essere liquidato in quanto "complessato". Oppure, se qualcosa di suo hai effettivamente letto, ti converrebbe editare il tuo primo post qui dentro, perché a leggere certe uscite lapidarie su certi autori poi non ti devi meravigliare se qualcuno si fa qualche domanda in merito.
    Ma a parte tutto, uno di Kafka deve leggere i libri, mica andarci a cena assieme
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  3. Big BaAG #33
    12-10-10 00:32

    Sto a metà, e sarà che avendolo studiato bene o male sapevo tutta la trama in partenza e so anche più o meno come finisce, ma rilevanza nei contenuti a parte come lettura la sto trovando poco incalzante...Ripeto, l'idea di fondo è geniale e questo libro va letto, ma non mi sembra che la prosa sia eccezionale.


    Per chi ha letto la versione italiana: avete notato insistenti "errori" in cui l'autore si rivolge al lettore come se fosse lui il protagonista? E' da tanto che ho stoppato la lettura e non ricordo, ma ne ho trovati almeno una decina. Sarà la traduzione?
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  4. L'avatar di Pes 87 Pes 87Pes 87 è offline #34
    15-10-10 01:22

    Citazione jeff19 Visualizza Messaggio
    Tempo di rivalutare, abbi la pazienza di leggere quanto segue:

    Tutti i pomeriggi Kafka va a fare una passeggiata nel parco. Un giorno incontra una bambina in lacrime che singhiozza da farsi scoppiare il petto. Kafka le chiede cosa c’è che non va e la bambina risponde che ha perso la sua bambola. Lui subito comincia a inventare una storia per spiegarle l’accaduto. “La tua bambola è andata a fare un giro”, le dice. Lei gli chiede: “E tu come lo sai?” “Perché mi ha scritto una lettera”, le risponde Kafka. La bambina sembra sospettosa. “Ce l’hai qui?” Gli domanda, “No, mi spiace – fa lui – l’ho lasciata a casa per sbaglio, ma domani la porterò con me”. E’ così convincente che la bambina non sa più cosa pensare. Possibile che quell’uomo misterioso stia dicendo la verità? Kafka torna subito a casa per scrivere la lettera. Si siede a tavolino e Dora (la sua compagna), osservandolo mentre scrive, nota la stessa serietà, la stessa tensione che mostra quando sta componendo una sua opera. Non vuole prendere in giro la bambina. Questa è una vera fatica letteraria, e lui è ben deciso a compierla nel migliore dei modi. Se riuscirà a presentare alla bambina una bugia bellissima, e convincente, sostituirà la bambola perduta con una realtà diversa: falsa, forse, ma veritiera e credibile secondo le leggi della narrativa. L’indomani Kafka si precipita al parco con la lettera. La bambina lo sta aspettando, e dato che non ha ancora imparato a leggere gliela legge lui ad alta voce. La bambola è molto spiacente, ma si è stancata di vivere sempre con le stesse persone. Ha bisogno di muoversi e di vedere il mondo, di fare nuove amicizie. Non è che non voglia bene alla bambina, però desidera cambiar aria, perciò dovranno separarsi per qualche tempo. Infine la bambola promette che scriverà alla bambina ogni giorno e la terrà al corrente di quello che sta facendo. E’ da qui che la storia comincia a farmi venir voglia di piangere. Già è incredibile che Kafka si sia preso il disturbo di scrivere quella prima lettere, ma ora si dedica al progetto di scriverne una nuova ogni giorno…al solo scopo di consolare la bambina, che fra l’altro per lui è una perfetta estranea, un esserino incontrato per caso un pomeriggio in un parco. Che tipo di uomo fa una cosa simile? E, Nathan …è andato avanti per tre settimane. Tre settimane. Uno degli scrittori più geniali che siano mai vissuti ha sacrificato il suo tempo, un tempo sempre più scarso e prezioso … per comporre le lettere immaginarie di una bambola smarrita. Secondo la testimonianza di Dora scriveva ogni frase con una cura maniacale del dettaglio, e la sua prosa era precisa, spiritosa e avvincente. In parole povere, era la prosa di Kafka e lui per tre settimane andrò tutti i giorni al parco e scrisse ogni volta una nuova lettera alla bambina. La bambola diventa grande, va a scuola, conosce altre persone. Continua a ripetere alla bambina che le vuole bene, ma allude a certe complicazioni che le rendono impossibile il ritorno. A poco a poco Kafka prepara la bambina per il momento in cui la bambola sparità dalla sua vita per sempre. Si spreme per creare un finale soddisfacente temendo che se non lo troverà si possa rompere l’incantesimo. Dopo aver vagliato alcune ipotesi alla fine decide di far sposare la bambola. Descrive il giovanotto di cui le si innamora, la festa di fidanzamento, le nozze in campagna, perfino la casa dove ora abitano la bambola e suo marito. E poi, nell’ultima riga, la bambola dice addio alla sua vecchia e affezionata amica. Ma a questo punto naturalmente la bambina non sente più la mancanza della bambola. Kafka le ha dato in cambio qualcos’altro, e alla fine delle tre settimane le lettere l’hanno guarita dal suo cruccio. Lei ha la storia e quando una persona è abbastanza fortunata da vivere all’interno di una storia, da vivere in un mondo immaginario, i dolori di questo mondo svaniscono. Perché fino a quando la storia continua la realtà non esiste più.”

    Da Follie di Brooklyn di Paul Auster, ed è tutto vero, sfido a non apprezzare Kafka dopo questa storia.
    Bellissima storia.
    Davvero,davvero bella e dà una magnifica immagine di ciò che era Kafka.
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  5. SuperNicoBrosSuperNicoBros è offline #35
    15-10-10 18:11

    Citazione Big BaAG Visualizza Messaggio
    Sto a metà, e sarà che avendolo studiato bene o male sapevo tutta la trama in partenza e so anche più o meno come finisce, ma rilevanza nei contenuti a parte come lettura la sto trovando poco incalzante...Ripeto, l'idea di fondo è geniale e questo libro va letto, ma non mi sembra che la prosa sia eccezionale.


    Per chi ha letto la versione italiana: avete notato insistenti "errori" in cui l'autore si rivolge al lettore come se fosse lui il protagonista? E' da tanto che ho stoppato la lettura e non ricordo, ma ne ho trovati almeno una decina. Sarà la traduzione?
    si, nella versione originale(letto l'anno scorso per la scuola) è abbastanza diverso, il linguaggio sembra più moderno di quello utilizzato nella traduzione
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  6. caligennacaligenna è offline #36
    17-10-10 23:34

    noi viviamo in un mondo come quello desritto nel libro, ma non ce ne accorgiamo
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