#46
10-10-10 14:16
![]()
Nome utente già in uso ![]()
#48
10-10-10 18:50
Chiarito che l'università italiana non prepara un cazzo ed è solo un esamificio ad uso e consumo dei baroni, ben vengano i tagli.
Anzi, non sono abbastanza: l'università italiana va affamata, al punto che possano sopravvivere solo quei gruppi di ricerca con le palle che sanno intercettare fondi non statali (dai privati, o daui bandi di ricerca europei o di altri enti).
Solo così si può sperare, tra una ventina d'anni, che all'università ci sia davvero gente seria e competente.
Chiaramente l'intero establishment si sta mobilitando contro tutto questo.
I baroni non vogliono perdere il loro potere o essere valutati per la ricerca che davvero producono.
I ricercatori temono la fine delle loro possibilità di carriera, che sono legate a quanto leccano il culo ai suddetti baroni.
Gli studenti seguono come un gregge, timorosi che una università selettiva e non più di massa possa mettere fine alla bella vita dello studente cazzaro.
![]()
_Ashi_ ![]()
#49
10-10-10 19:47
Chiarito che l'università italiana non prepara un cazzo ed è solo un esamificio ad uso e consumo dei baroni, ben vengano i tagli.
Anzi, non sono abbastanza: l'università italiana va affamata, al punto che possano sopravvivere solo quei gruppi di ricerca con le palle che sanno intercettare fondi non statali (dai privati, o daui bandi di ricerca europei o di altri enti).
Solo così si può sperare, tra una ventina d'anni, che all'università ci sia davvero gente seria e competente.
Chiaramente l'intero establishment si sta mobilitando contro tutto questo.
I baroni non vogliono perdere il loro potere o essere valutati per la ricerca che davvero producono.
I ricercatori temono la fine delle loro possibilità di carriera, che sono legate a quanto leccano il culo ai suddetti baroni.
Gli studenti seguono come un gregge, timorosi che una università selettiva e non più di massa possa mettere fine alla bella vita dello studente cazzaro.
Non abbiamo ancora finito l'elenco delle frasi fatte?
![]()
Nome utente già in uso ![]()
#50
10-10-10 19:49
malinconica_melodia ![]()
#51
10-10-10 19:58
sì ma quando poi vai a vedere chi sono i ricercatori che perdono il posto je sta pure bene
![]()
Nome utente già in uso ![]()
#52
10-10-10 20:04
Ah, chiariamo 'na cosa: nessun ricercatore rischia di perdere il posto (purtroppo).
I ricercatori sono illicenziabili.
A rischiare sono le orde di precari, che con la fine dei finanziamenti a pioggia dovranno rimboccarsi le maniche per cercarsi altrove i finanziamenti, vincendo bandi di gara selettivi e meritocratici.
Oppure trovarsi un altro lavoro non pagato coi soldi di tutti noi.
![]()
MM(metalman) ![]()
#54
10-10-10 20:17
Io volevo chiedere (andando in parte ot) è vero che l'università di Pisa assieme a quella di un'altra città(di cui mi sfugge al momento il nome) rischiano di chiudere prima della fine di quest'anno accademico?
L'ho sentito dire da alcuni docenti quì a Triestema non sono sicuro dell'attendibilità delle fonti.
Se è così,siamo veramente presi male!soprattutto io che sono matricola!
![]()
Nome utente già in uso ![]()
#55
10-10-10 20:20
Macché messi male.Io volevo chiedere (andando in parte ot) è vero che l'università di Pisa assieme a quella di un'altra città(di cui mi sfugge al momento il nome) rischiano di chiudere prima della fine di quest'anno accademico?
L'ho sentito dire da alcuni docenti quì a Triestema non sono sicuro dell'attendibilità delle fonti.
Se è così,siamo veramente presi male!soprattutto io che sono matricola!
Lo sapete quanti atenei ci stanno in Italia? Più di 80.
Un numero enorme, vista la popolazione italiana.
Con il taglio dei finanziamenti si può sperare di arrivare in una ventina d'anni ad avere massimo 7 o 8 atenei concentrati in quelle realtà produttive dove davvero c'è bisogno di laureati.
Cazzo serve l'università calabrese di arcavacata di rende, senza biblioteca, se tanto poi per far fruttare quella laurea uno comunque deve andare in lombardia? Meglio andare direttamente al PoliMI e entrare da subito in contatto con il mondo del lavoro di là.
![]()
MM(metalman) ![]()
#56
10-10-10 20:28
Ah..quindi l'università di Pisa è un ateneo inutile??ma daiMacché messi male.
Lo sapete quanti atenei ci stanno in Italia? Più di 80.
Un numero enorme, vista la popolazione italiana.
Con il taglio dei finanziamenti si può sperare di arrivare in una ventina d'anni ad avere massimo 7 o 8 atenei concentrati in quelle realtà produttive dove davvero c'è bisogno di laureati.
Cazzo serve l'università calabrese di arcavacata di rende, senza biblioteca, se tanto poi per far fruttare quella laurea uno comunque deve andare in lombardia? Meglio andare direttamente al PoliMI e entrare da subito in contatto con il mondo del lavoro di là.
Sul numero degli atenei non discuto( non ho idea di quali possano essere i dati)ma ragazzi che vanno all'università sono tanti ,visto che ormai è una scelta quasi obbligata( o così la si vede)
Gothic Dragon #57
10-10-10 20:36
e innegabilmente è proprio questo uno dei (tanti) problemi. non dovrebbe essere così. prima di tutto, dovrebbe esserci un mercato del lavoro funzionante. e di conseguenza, dare la possibilità ai migliori di proseguire negli studi, non perché gli altri siano inferiori ma perché, probabilmente, userebbero i corsi come scusa per dormire cinque o più anni, invalidando completamente lo scopo di un'istituzione simile. l'università italiana va sfrondata per benino, tra le varie cose.
![]()
MM(metalman) ![]()
#58
10-10-10 20:43
Ma quì il discorso punta verso l'ambito sociale!e innegabilmente è proprio questo uno dei (tanti) problemi. non dovrebbe essere così. prima di tutto, dovrebbe esserci un mercato del lavoro funzionante. e di conseguenza, dare la possibilità ai migliori di proseguire negli studi, non perché gli altri siano inferiori ma perché, probabilmente, userebbero i corsi come scusa per dormire cinque o più anni, invalidando completamente lo scopo di un'istituzione simile. l'università italiana va sfrondata per benino, tra le varie cose.
Finchè la laurea verrà considerata un(alto) status sociale o i genitori non saranno in grado di capire le effettive capacità dei propri figli,la situazione srà sempre tragica!Il mercato del lavoro più efficiente serve,ma anche distruggere certe considerazioni(come quella stupida che un laureato,a priori,è superiore ad un diplomato quando magari quest'ultimo ha qualità maggiori).
Shub Niggurath #59
10-10-10 20:58
Nome troll già in uso, ma quando è che l'esistenza dell'università è diventata giustificabile solo in funzione del mondo del lavoro?
Gothic Dragon #60
10-10-10 21:00
ecco, condivido pienamente questo punto. i nostri padri sono gli ultimi figli di una società impossibilitata a proseguire negli studi pur volendolo (guerra, povertà...), indottrinati a credere che a prescindere dalle capacità individuali chiunque dovesse sfruttare l'università come un diritto. e, sì, va bene, lo è, ma lo spirito con cui va affrontato lo trovi in uno studente su cinquanta. serpeggia l'idea che si è giovani, e che non è il caso di precludersi i piaceri della vita perché "se non lo fai adesso, quando lo fai?"... e poi rivedi questi studenti, venticinquenni, fuori corso, che il sabato sera elemosinano venti euro come facevano a diciotto anni, senza uno straccio di prospettiva, che si sono imbarcati in una scuola oltre le proprie possibilità credendo di potercela fare tranquillamente anche se il motivo per cui si erano iscritti era solo quello di far baldoria... questa gentaglia penalizza il sistema, e chi invece ha davvero voluto farsi il mazzo per scoprire, alla fine, che non gli è servito a niente.Ma quì il discorso punta verso l'ambito sociale!
Finchè la laurea verrà considerata un(alto) status sociale o i genitori non saranno in grado di capire le effettive capacità dei propri figli,la situazione srà sempre tragica!Il mercato del lavoro più efficiente serve,ma anche distruggere certe considerazioni(come quella stupida che un laureato,a priori,è superiore ad un diplomato quando magari quest'ultimo ha qualità maggiori).