#16
07-11-10 14:50
Leader del Forum #16
07-11-10 14:50
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Lorenzo ![]()
#18
07-11-10 16:11
Ma quali democrazie?
>> Che cos'è lo stato?
Secondo Sarkar "lo Stato è un apparato a cui la popolazione delega l'amministrazione della società". E' la società che delega gli amministratori centrali a gestire la "Res Publica". Ma sembra che sia invece l'amministrazione centrale a pretendere dalla società sempre più servizi invece di erogarli: guardiamo alle agevolazioni profuse ai parlamentari e gli stipendi statali dei "barbieri" del parlamento che arrivano ad oltre 100.000 euro/anno. E io pago...
http://www.unmondopossibile.net/articolo/art1626.htm
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nicjedi ![]()
#19
07-11-10 18:28
Leader del Forum, tu hai in linea di principio perfettamente ragione, e ti appoggio nell'idea di una democrazia "vera". Ma, è importantissimo ricordare, che la teoria e i principi devono scontrarsi con la realtà. Gli uomini, soprattutto educati come gli italiani a "frega tu per primo altriemnti sarai fregato", a pensare ai diritti e doveri della legge come ad un intralcio per ottenere i propri scopi, non sono ancora pronti per gestire direttamente uno Stato, poiché per la maggior parte voterebbero secondo i "propri bisogni" e non secondo quello che dovrebbero essere i bisogni reali.
Inoltre si porrebbe il problema, se tutti devono e hanno il diritto di votare, chi può togliere il diritto di voto? dovrebbero farlo tutti insieme? Oppure ci sarebbe un organo preposto? È interessantissima la questione, però converrai con me che al momento non è una cosa attuabile.
Bisognerebbe in primis educare la popolazione al dovere civile, bisognerebe rendere le diseguaglianze sociali minime, in modo da evitare risentimenti. Bisognerebbe creare una struttura informativa che permetta un rapido accesso alle informazioni necessarie per un'adeguata conoscenza dei fatti e delle circostanze che comportano l'approvazione di leggi.
Inoltre ci sarebbe il problema delle "disposizioni d'emergenza". Come si fa, se tutti devono votare, a compiere azioni rapide? è il problema secolare di uno stato.
Se pochi hanno il potere di decisione, la decisione può avvnire rapidamente, ma quasi sicuramente non tiene conto dei bisogni dei molti. Se il potere è in mano a molti, la decisione sarà più ponderata, ma necessariamente più lenta e burocratica.
Per questo ritengo in fondo che uan democrazia rappresentativa sia un buon trait d'union tra rapidità/autoritarismo e lentezza/equità.
Cosa ne pensate?
Leader del Forum #20
07-11-10 18:39
Questo si risolve rivoluzionando il sistema economico.Leader del Forum, tu hai in linea di principio perfettamente ragione, e ti appoggio nell'idea di una democrazia "vera". Ma, è importantissimo ricordare, che la teoria e i principi devono scontrarsi con la realtà. Gli uomini, soprattutto educati come gli italiani a "frega tu per primo altriemnti sarai fregato", a pensare ai diritti e doveri della legge come ad un intralcio per ottenere i propri scopi, non sono ancora pronti per gestire direttamente uno Stato, poiché per la maggior parte voterebbero secondo i "propri bisogni" e non secondo quello che dovrebbero essere i bisogni reali.
Io non sono un ipocrita, non vi verrò mai a dire che i diritti discendono dalle idee: nel sistema che immagino io sarebbe così. Ma nella realtà il diritto discende direttamente dal sistema economico, e i limiti del diritto sono quelli che il sistema economico gli impone.
Il sistema non si cambia con niente. E' necessario un processo di trasformazione profonda. Non funziona uno Stato realmente democratico, o di "democrazia referendaria", come l'ho chiamato io nell'altro post, se non si fa in modo che il bisogno dell'uomo sia prima d'ogni cosa bisogno collettivo.
Io credo che l'individualismo odierno, il pensare secondo il proprio bisogno, sia senza ombra di dubbio lo specchio di quel che è il sistema economico.
Pensa se il cibo non venisse più venduto, pensa se tutta la produzione essenziale venisse messa a disposizione di tutti. Lavori? Contribuisci al benessere della società? Nella tua zona c'è una mensa, e tu puoi andare e mangiare lì (es. C'è una mensa pubblica ogni 2000 abitanti, ma è solo un esempio). Tante mense dove i cittadini si riuniscono per mangiare. Gratis. E per i lavoratori che lo fanno presente, cibo trasportabile da prendere direttamente lì. Rallentare la produzione dell'industria pesante, rallentare il consumismo. Fanculo le multinazionali, fanculo gli iper mega centri commerciali del cazzo. Vivere in equilibrio con la natura. Vedere nei soldi un mezzo di semplificazione della vita, e usarli come meglio si deve, e stamparceli noi se servono, e bruciarli se vanno bruciati.
Le mie idee non si fermano all'aspetto giuridico della vita associata.
Queste cose sembrano follia pura, al giorno d'oggi. Ma spero che tra 200 anni diventeranno banali e scontate. Se il mondo non scoppia prima, certo.
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edo44 ![]()
#21
07-11-10 18:53
Tutto bellissimo ma impossibile a causa dell'opportunismo.Questo si risolve rivoluzionando il sistema economico.
Io non sono un ipocrita, non vi verrò mai a dire che i diritti discendono dalle idee: nel sistema che immagino io sarebbe così. Ma nella realtà il diritto discende direttamente dal sistema economico, e i limiti del diritto sono quelli che il sistema economico gli impone.
Il sistema non si cambia con niente. E' necessario un processo di trasformazione profonda. Non funziona uno Stato realmente democratico, o di "democrazia referendaria", come l'ho chiamato io nell'altro post, se non si fa in modo che il bisogno dell'uomo sia prima d'ogni cosa bisogno collettivo.
Io credo che l'individualismo odierno, il pensare secondo il proprio bisogno, sia senza ombra di dubbio lo specchio di quel che è il sistema economico.
Pensa se il cibo non venisse più venduto, pensa se tutta la produzione essenziale venisse messa a disposizione di tutti. Lavori? Contribuisci al benessere della società? Nella tua zona c'è una mensa, e tu puoi andare e mangiare lì (es. C'è una mensa pubblica ogni 2000 abitanti, ma è solo un esempio). Tante mense dove i cittadini si riuniscono per mangiare. Gratis. E per i lavoratori che lo fanno presente, cibo trasportabile da prendere direttamente lì. Rallentare la produzione dell'industria pesante, rallentare il consumismo. Fanculo le multinazionali, fanculo gli iper mega centri commerciali del cazzo. Vivere in equilibrio con la natura. Vedere nei soldi un mezzo di semplificazione della vita, e usarli come meglio si deve, e stamparceli noi se servono, e bruciarli se vanno bruciati.
Le mie idee non si fermano all'aspetto giuridico della vita associata.
Queste cose sembrano follia pura, al giorno d'oggi. Ma spero che tra 200 anni diventeranno banali e scontate. Se il mondo non scoppia prima, certo.
Spoiler:Ieri ho dato l'esame di progettazione organizzativa quindi sono fresco fresco sull'argomento
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otreblA_SNAKE_[ITA] ![]()
#22
07-11-10 19:18
Ne approfitto per citare Benedetto Croce:
"...un popolo non è ma diventa, non esiste naturalmente ma si educa spiritualmente e con faticoso processo [...]"
"Gli Italiani" (che poi parlarne alla 3^ persona mi fa un po' strano, è come se stessi parlando di un altro popolo...) non sono "per natura" degli opportunisti profittatori: possiamo dire che "ci sono diventati".
Ciò che serve è un processo di rieducazione della popolazione a pensare a favore della collettività e in "modo collettivo"...e soprattutto al giorno d'oggi, anche grazie agli incredibili mezzi di comunicazione che abbiamo, questo processo sarebbe molto più semplice rispetto a decenni fa.
@Leader del Forum: Beh, nel 1921 Lincoln Steffens, in ritorno da un viaggio dall'URSS, disse: "Sono stato nel futuro, ed il futuro funziona".
Il problema è che l'imposizione del capitalismo sul mondo ha cambiato drasticamente il modo di pensare del popolo...o meglio l'ha rieducato a pensare in modo individualista
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edo44 ![]()
#23
08-11-10 00:13
Gli studi scientifico-economici si basano sullo studio della natura umana: l'uomo è opportunista per natura.Ne approfitto per citare Benedetto Croce:
"...un popolo non è ma diventa, non esiste naturalmente ma si educa spiritualmente e con faticoso processo [...]"
"Gli Italiani" (che poi parlarne alla 3^ persona mi fa un po' strano, è come se stessi parlando di un altro popolo...) non sono "per natura" degli opportunisti profittatori: possiamo dire che "ci sono diventati".
Ciò che serve è un processo di rieducazione della popolazione a pensare a favore della collettività e in "modo collettivo"...e soprattutto al giorno d'oggi, anche grazie agli incredibili mezzi di comunicazione che abbiamo, questo processo sarebbe molto più semplice rispetto a decenni fa.
@Leader del Forum: Beh, nel 1921 Lincoln Steffens, in ritorno da un viaggio dall'URSS, disse: "Sono stato nel futuro, ed il futuro funziona".
Il problema è che l'imposizione del capitalismo sul mondo ha cambiato drasticamente il modo di pensare del popolo...o meglio l'ha rieducato a pensare in modo individualista
Non si può cambiare la natura.