Capitolo 2
Pink
???: «
...e non fatevi più vedere! Mai più!»
Dei ragazzi stavano uscendo da una locanda, cacciati dal locandiere per aver fatto troppo casino. L'insegna del locale era molto consumata ma si riuscivano a leggere ancora tre lettere: G,B e A.
Uno dei ragazzi aveva l'aria triste, indossava un cappellino rosso, una t-shirt blu e un paio di jeans. Aveva anche un gilet che copriva parzialmente la cintura. Mentre gli altri si dileguarono, il giovane sollevò leggermente il gilet e prese una piccola sfera che era attaccata alla cintura, premette un pulsante e la sfera si gonfiò. Il ragazzo lanciò in aria la sfera.
Paper Mario: «Ciarmender! Vieni fuori!»
La sfera si aprì a mezz'aria e un raggio rosso ne fuoriuscì; pochi istanti dopo, il raggio prese la forma di un piccolo animaletto arancione con una fiamma all'estremità della coda.
Ciarmender: «Ciarmender!»
Paper Mario: «Amico mio... e adesso cosa facciamo?»
Ciarmender: «Cià?»
Il ragazzo e il draghetto si incamminarono verso una panchina della piccola cittadina, piccola ma estremamente bella. Paper Mario si sedette sulla panchina di legno, appoggiando la faccia tra le mani e osservando il piccolo mostriciattolo che gli stava di fronte.
Paper Mario: «Non abbiamo una casa. Non abbiamo un soldo. E ho anche fame...»
Improvvisamente, una folata di vento fece sì che un volantino si attaccasse alla faccia del povero Ciarmender, il quale inizio ad agitarsi furiosamente.
Ciarmender: «Cià! Cià!»
Paper Mario: «Fermo, Ciarmender! Se non ti fermi non posso toglierti quel foglio dalla faccia!»
Il draghetto si fermò e Paper Mario riuscì a staccargli il volantino dal volto.
Paper Mario: «Ecco cosa faremo!»
Ciarmender: «Cià?»
Paper Mario mostrò il volantino al pochemon, vi era raffigurata una città piena di luci circondata dalle montagne, sul volantino vi era una scritta: “
DailyCity – C'è sempre una porta aperta (ma solo perché nessuno la chiude)!”.
Paper Mario: «Andremo a DailyCity!»
Ciarmender: «Cià!»
Paper Mario si alzò dalla panchina, rinvigorito dalle speranze che riponeva nella scintillante città. Nella città in cui tutto è possibile. Nella città in cui avrebbe finalmente potuto scoprire le sue vere potenzialità.
Il ragazzo prese in mano la sfera bianca e rossa e protese il braccio verso il suo pochemon.
Paper Mario: «Ciarmender, ritorna dentro!»
Un raggio rosso risucchiò magicamente il piccolo animaletto all'interno della sfera, dopodiché Paper Mario ripose l'oggetto nella cintura e si incamminò verso DailyCity, lasciandosi alle spalle il passato e la piccola cittadina.
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Nel frattempo, nella rifulgente DailyCity...
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Un ragazzo era seduto per terra, sulle fredde mattonelle della Piazza del Memorabilia. Davanti a lui vi era un piattino di plastica con dentro tre nichelini, lasciati lì dai passanti impietositi dalla situazione del giovane.
Lunghi capelli neri scivolavano dolcemente sulla schiena del ragazzo, vestito solo con un'orrida camicia a fiori gialla e verde e un paio di pantaloni sfilacciati. Al suo fianco aveva una chitarra piena di adesivi colorati.
Improvvisamente si alzò; il ragazzo non aveva scarpe, i suoi piedi scalzi toccavano il lucido marmo. Imbracciò la chitarra e iniziò a strimpellare qualche nota.
Lux83: «Take me down to the DailyCity where the grass is green and the girls are pretty...»
Molte anonime persone passavano davanti il povero cantante, lanciando monete nel piattino, molto più interessate a farlo smettere piuttosto che per premiare la sua esibizione.
Lux83 faceva un lieve cenno con la testa per ogni persona che gli dava qualche soldo, finché si accorse che un uomo lo stava osservando, quindi smise di suonare. L'uomo si avvicinò lentamente, era vestito in rosa, un rosa non molto acceso ma abbastanza scuro. Un largo cappello copriva i suoi occhi e tra le labbra aveva un sigaro.
Citizen Erased: «Perché ti sei fermato?»
Lux83: «Io... Io non lo so...»
Citizen Erased: «Io credo invece che tu lo sappia.»
Lux83: «*Sniff* Ma tu chi sei?»
Citizen Erased: «Colui che ti riporterà sulla retta via.»
Lux83: «Vai a rompere le scatole a qualcun altro, non ho bisogno di voi moralisti del cazzo.»
Citizen Erased: «Moralista?! Ti sembro un fottutissimo moralista?»
Lux83: «Solo un moralista potrebbe vestirsi così, con vestiti che non si usano più da secoli e per giunta di color checca.»
Citizen Erased diede uno schiaffo a Lux83.
Citizen Erased: «Non ti permetto di parlarmi in questo modo.»
Lux83: «Per il sacro Viola! Ma come diavolo ti è venuto in mente di darmi uno schiaffo?»
Citizen Erased diede un altro schiaffo a Lux83.
Citizen Erased: «Il Viola?! Il sacro Viola?! Il Viola non è mai esistito!»
Lux83: «Tu sei pazzo! Vai via oppure chiamo le guardie!»
Citizen Erased: « Me ne vado, non preoccuparti. Ma rifletti. Guarda dentro di te, tu sai che è vero!»
Lux83 nel frattempo aveva imbracciato la sua chitarra come un arma, pronto per suonarla in testa all'uomo in rosa.
Lux83: «VAI VIA!»
Citizen Erased si allontanò dal giovane squattrinato, mescolandosi tra la folla e facendo perdere le proprie tracce. Il ragazzo mise le mani nelle tasche del pantalone e cacciò fuori un po' di erbetta e una cartina.
Lux83: «Ma chi se ne frega. Adesso mi rollo proprio un bel cannone.»
Fine Capitolo 2