brema82
Mah, io non la vedo cosi' grigia.
Il Giappone, anche limitandoci al solo 2010, ha sfornato una grande quantità di titoli qualitativamente importanti, molti dei quali piuttosto originali( giusto per ricollegarsi al " riciclatori " contenuto nel tuo post ) ed interessanti.
Sì, credo che analizzando la produzione videoludica nipponica senza fermarsi ai titoloni hypati e ad alto budget gli esempi di game design originale, sperimentale e persino fuori di testa si sprechino (senza contare quelli magari non originali ma ugualmente di alta qualità, al di là dell'oggettiva carenza tecnica che in media gli sviluppatori nipponici sperimentano in questa generazione rispetto ai corrispettivi occidentali).
Senza buttar giù un inutile listone sui vari generi mi ricollego a quanto scrivevo nel deep inside di PSM 160 in merito ei JRPG (ma lo stesso discorso si potrebbe adattare a tanti altri contesti), genere in crisi di idee secondo chi ha giocato negli ultimi anni due o tre titoli (in primis FF13) ed al contempo genere che assicura un sacco di esperienze valide per chi abbia la pazienza di informarsi e di attingere agli infiniti titoli a medio e basso budget che troppo spesso non ricevono adeguata copertura da parte della stampa e persino dei fan, perché tutti potenzialmente vogliono esperienze di qualità e\o originali, ma pochi dedicano davvero del tempo ad approfondire cercando di capire se magari i titoli che invocano non ci siano già.
Tornando sul generale e ampliando il discorso alle dinamiche videoludiche globali, questo discorso mi ricorda un po' la polemica che è nata in questi giorni sull'ultimo soapbox di Adam Sessler, che ha invocato "more creativity, less penis!" lamentandosi della penuria di platform (contestualmente al commento della collection hd di Sly Cooper e ad un breve footage di Epic Mickey), della mancanza di direzioni artistiche diversificate, dell'eccesso di violenza\realismo\etc e via dicendo, ignorando più o meno volutamente (perché qualche mini-riferimento lo fa, salvo poi evitare di approfondire per non contraddire la sua posizione) una fetta enorme dell'industria e generalizzando a manetta. Ora, ha senso parlare di crisi dei platform (più o meno legato a mascotte) nel periodo che ha visto uscire NSMB Wii, Donkey Kong Country Returns, Kirby Epic Yarn, VVVVVV, Super Meat Boy, Ivy the Kiwi, Super Mario Galaxy 2, Sonic Colors, Sonic 4 (e Sonic Fan Remix :P) e via discorrendo, a meno di non ignorare dichiaratamente questa o quella piattaforma? Ah, anche la lamentela in merito alla mancanza di colore e di varietà nelle direzioni artistiche lascia interdetti se appena si approfondisce l'enorme offerta videoludica globale occidentale e orientale senza rimanere a lamentarsi "perché gli fps x, y e z hanno cromatismi grigio-marroni".
Perché dunque fare un discorso così intriso di generalizzazioni quando basta pochissimo a ridimensionarlo informandosi? Perché non limitarsi a criticare certi trend mostrando però come al contempo ve ne siano molti altri, magari meno visibili? Imho perché vi è un ampio pubblico che non ha tempo\voglia per scoprire l'esistenza di questo o quel titolo e, fermandosi alla superficie dei prodotti più pubblicizzati, è ben felice di indignarsi perdendosi in nostalgismi e lamentandosi dei vari CoD, quando in cinque minuti potrebbe scoprire di avere fin troppi titoli da giocare anche in generi di nicchia come avventure grafiche, shmup e via dicendo (attività imho più proficua dei nostalgismi e delle lamentele forumistiche).
Al di là di Sessler (che, generalizzazioni a parte, diceva anche cose condivisibil, specie quando rivendicava l'importanza del contrasto fra tipologie stilistiche differenti). l'errore di certa stampa credo stia nel favorire l'ignoranza parlando solo di una rosa minuscola di titoli, salvo poi usare quella stessa disinformazione per dar vita a crociate ponendosi alla guida di orde di giocatori inferociti per la mancanza di titoli "belli come un tempo" o "davvero originali", quando se si fosse assicurata fin dall'inizio una copertura più ampia ai prodotti di nicchia e low budget i lettori avrebbero potuto notare come l'offerta sia tutt'altro che povera.