Tripla Z
veramente il PDL l'ha fatto Berlusconi e poi altri sono confluiti al suo interno, l'idea del partito unica è sua ed era anni che ne parlava e in occasioni delle elezioni del 2006 l'ha varato facendo confluire al suo interno gli altri. Fini risulterà come fondatore perché ovviamente dei tanti il suo era il partito maggiore a confluire ma non risulta nei coordinatori e il presidente è Berlusconi
Certo facciamo i congressi dove ognuno dice cose completamente diverse dall'altro stile ulivo 2006, difatti alla prima crisi sono andati tutti a casa e se non erro non sono durati abbastanza per far prendere la "pensione" ai nuovi parlamentari entrati in quella legislatura per fortuna
In un congresso di partito parlano in molti ma la linea base deve essere quella, non che uno ha un'idea totalmente opposta all'altro o che dice "no questo non doveva dirlo" perché allora diventa una tribuna elettorale e non un congresso di partito.
ZZZ il PDL è un partito anomalo.
A vocazione maggioritaria ma personalistico all'esasperazione.
E Fini era il cofondatore, poche balle, altrimenti sarebbe stata semplicemente una confluenza in Forza Italia con semplicemente il cambio del nome.
Ovviamente poi si è dimostrato che Berlusconi voleva proprio quello, ma i patti iniziali erano altri.
D'altronde solo in Italia troviamo una delle due parti politiche in lizza che da 16 anni a questa parte ha sempre e solo avuto un solo leader, MAI messo in discussione nemmeno dopo le crisi di governo e le sconfitte elettorali. Berlusconi è sempre stato il leader maximo della sua fazione, indifferentemente che si trovasse al governo o all'opposizione.
In 16 anni non c'è mai stato dialogo interno o autocritica. Berlusconi presidente per plebiscito, come Napoleone.
Un congresso dovrebbe servire per confrontare posizione diverse, una delle quali uscirà come maggioritaria, senza per questo dover zittire le altre. Fini escluso invece, i congressi del PDL sono uno sbrodolarsi addosso continuo, bravi tutti, siamo i più belli, strette di mano e tutti a casa.
Il che tra l'altro mi fa riflettere su che ne sarà del PDL quando prima o poi, per un motivo o per un altro, non ci sarà più Berlusconi. In che modo un partito del genere totalmente estraneo al dialogo e al confronto interno potrà decidere di concerto chi sarà il nuovo leader?
Sicuramente Berlusconi, visto che ama la democrazia, nominerà personalmente il suo successore, ma quest'ultimo avrà l'appoggio di Berlusconi ma non i suoi mezzi e la sua rete di legami, quindi incontrerà molte resistenze.