_Tommo_
Non per forza serve un territorio come quello vietnamita, il problema è che l'obiettivo degli USA non è "non perdere" ma "stravincere senza spendere soldi e vite umane", visto che all'amministrazione e all'opinione pubblica USA non interessa minimamente che fine fa la Korea del Sud, dato il debito pubblico che si ritrovano.
E quindi se i Vietcong sono stati capaci di vincere, un milione di koreani arrabbiati sicuramente farebbero crescere i costi oltre ogni livello accettabile.
Insomma, stiamo parlando degli stessi USA che non riescono a vincere contro dei montanari in Afghanistan, e che hanno dovuto impegnare 45.000 persone per poter dire di aver vinto in Iraq... e gli Iracheni erano molto inferiori a quella cifra.
Guarda, l'Afghanistan è un territorio unico al mondo. Al di sotto della superficie ci sono così tante caverne e cunicoli che neanche riempiendo l'intero stato di testate nucleari si riuscirebbe a snidare un gruppo di guerriglieri che conosce le zone in cui ripararsi.
La Russia che ai tempi era militarmente equivalente agli USA ed in numero pure superiore, giocando in casa non sono riusciti a cavare un ragno dal buco (è proprio il caso di dirlo). Hanno subito perdite disastrose ed un colpo fatale all'intero sistema economico finito al collasso.
E' impossibile per gli USA ottenere qualcosa in quel territorio senza la collaborazione delle tribù autoctone, tribù che al momento gli sparano a vista..
Discorso identico fu per il Vietnam ed i Vietcong.
In territori avversi o si trova la collaborazione della popolazione o è una causa persa.
Nel caso della Korea gli USA giocherebbero quasi in casa, avendo l'intera penisola a portata di missili, marina ed aviazione. L'estensione territoriale è piuttosto limitata e ciò faciliterebbe i bombardamenti a tappeto.
Una volta ridotto in cenere l'intero territorio si può pensare di mettere piede sul suolo koreano.
Tutto ciò costerebbe meno che un altro anno di guerriglia a fondo perduto in Afghanistan o Iraq, sia in termini economici che di vite umane.