Intravisto ieri sera.
Dico intravisto, perchè tra occhialini e ambienti notturni, le immagini dovevi cercartele col lanternino. Spero sia stato un problema del mio cinema, che in effetti non è estraneo a certe cadute, da proiezioni decentrate a teloni luridi. In ogni caso, come film me lo sono goduto, ma ho diverse perplessità, specie ricordando il primo. No, non è una critica da nostalgici, ma come dicevo, ormai si è avvezzi a impacchettare tutto quanto in una coltre di seriosità attraverso la quale è difficile vedere qualcosa. E con quel "qualcosa", parlando di TRON, ci si riferisce all'ironia di fondo che, a mio parere, fu il reale successo del prodotto.
Nel 1982 c'era un film assolutamente all'avanguardia, tecnologicamente parlando, e a livello puramente visivo un azzardo non da poco. Il fatto è che tutto ciò che si muoveva sullo schermo era la personificazione di precise funzioni informatiche, e il vero divertimento, oltre alle Light-Cycle, era vedere come un pugno di creativi avesse ricostruito un mondo astratto per definizione, dando ad esso corpo e volto, e intavolando tutto in un'avventura ben scritta e soprattutto originale.
Nel 2010 è difficile, e lo riconosco, rifare ciò che fece il primo TRON, ma vedendo Legacy non si può non pensare a un'occasione sprecata, per ridare al cinema quell'ironia di fondo che era fortuna del suo predecessore. Seguiamo fughe e duelli in un mondo troppo astrattamente definito "rete", e conosciamo personaggi troppo imprecisamente chiamati "programmi". Per non parlare della digressione sulle ISO, le quali vere potenzialità all'esterno del mondo virtuale sono vaghe e indefinite.
Si è pensato bene di ridurre al minimo il design ambientale, e nonostante tutto trasudi dell'ormai proverbiale piega dark, Legacy rimane visivamente magnifico. Grandi spazi vuoti e semplici led a definire le superfici. Il lavoro svolto dalla direzione artistica è eccezionale. Meno se si parla di resa 3D, della quale si poteva benissimo fare a meno.
Trama e sceneggiatura sono un pretesto per mostrare gare di Light-Cycle (con il brivido della curva), giochi di dischi e tanti tanti scoppi, e non ci si deve meravigliare, se a fine visione si ha un senso quasi di vuoto, come se ben poco sia rimasto nonostante le due ore e mezzo passate davanti allo schermo. Ed è un problema che corre a braccetto con quanto detto poco più in alto.
Colonna sonora: bella, ma altalenante. Si va da brani un po' troppo derivativi, fino a picchi di elettronica molto convincenti e perfettamente adattati alle immagini. Non sarà il miglior lavoro dei Daft Punk, ma è comunque apprezzabile.
Insomma, finendo, è un film che si lascia guardare, ma che non riesce a convincere come riuscì il primo TRON, a causa di una certa frettolosità in qualche passaggio, di una sceneggiatura un po' anonima e, come detto e ridetto, di una mancanza spiazzante di spunti puramente ironici, che rende la "rete" una distopia misteriosa e oscura, ma vaga, incerta, un po' fiacca se si pensa a quanto si era fatto negli anni 80.
VOTO: 6,5