Tripla Z
Sì ma non si può obbligare la gente a studiare fino all'università, già escono senza sapere un cazzo del mondo del lavoro ci manca solo di tenerli lontano da esso fino a 25 anni e poi ci si lamenta dell'aumento dello stress sul lavoro e cose del genere. C'è gente che va all'università non tanto perché vuole la laurea ma per rimandare il più possibile l'ingresso nel mondo del lavoro del classico "non ho voglia di lavorare, meglio cazzeggiare per altri anni dando qualche esame qua e là" quando invece basterebbe riformare le superiori inserendo ore più pratiche sul tuo settore di studio e qualche tirocinio obbligatorio in qualche azienda già a partire dalla 4° superiore così imparano già a stare sul posto di lavoro e quando poi ci dovranno andare tutti i giorni non si troveranno spaesati e soprattutto sapranno fare il loro lavoro
Non è così facile. Questo discorso ha senso se parliamo di lavori pratici, come quelli di un architetto o un medico (che, ti assicuro, di pratica ne fanno parecchia in università), ma devi considerare che molti lavori sono privi di corrispettivi corsi di laurea e molta gente va a lavorare facendo cose assolutamente diverse da quelle per le queli è qualificata. Esistono anche gli stage comunque.
PrincipeArthas
Beh ma se lo Stato sforna elementi d'eccellenza (e intendo realmente d'eccellenza, ho visto laureati magistrali a cui non affiderei manco il mio cane per una passeggiata al parco..) il ritorno economico lo ha ugualmente perchè può sfruttarli per aumentare le proprie capacità produttive (di qualsiasi ambito siano).
Il problema è che la scuola italia, dopo le medie, è organizzata male. Io ho la fortuna di riuscire ad interessarmi a tutto e di non avere problemi con nessuna materia, senza studiare più di mezz'ora a settimana, sono riuscito ad uscire con una media alta dal liceo. C'è gente che, se vede il latino o la matematica, si spara e la scuola di certo non aiuta, visto che non hai minimamente libertà di scelta sul programma da seguire. Ho conosciuto gente che sarebbe potuta diventare efficente nella ricerca ma veniva steccata brutalmente ad italiano, peggiorando la propria media. Insomma, come la valuti così uno studente meritevole?
Perché, ad esempio, al classico non si fa matematica in modo diverso dallo scientifico ma si fa solo meno roba con molta meno teoria? Perché allo scientifico si fa latino e non solo letteratura latina? Bisogna riformare l'intero sistema scolastico in funzione dello studente, in modo tale da capire le vere potenzialità di un individuo, mentre siamo ancora legati a quello che ha fatto Croce, con un classico che è il liceo per eccellenza ma ti imbottisce di cazzate (la matematica e la fisica a formulette sono inutili, anche lo studio del latino e del greco è piuttosto opinabile e dovrebbe essere limitato all'ambito universitario.) e poi c'è un liceo scientifico organizzato da cani. I licei dovrebbero preparare per il percorso universitario, far capire allo studente dove può eccellere e dove non dovrebbe cimentarsi, ma i programmi didattici sono fatti a cazzo di cane.
Però come tutti stiamo dicendo (chi in un modo, chi in un altro) per ottenere tutto ciò occorre una ristrutturazione globale dell'intero sistema scolastico-culturale che favorisca lo studio ed incentivi l'eccellenza scremando ciò che non è idoneo.
Ecco, la via da seguire penso sia quella indicata sopra, diversificando ed aumentando i vari corsi all'interno di un liceo (vuoi fare greco e latino come lingue? C'è il classico filologico. Non vuoi fare letteratura allo scientifico perché sei una persona ottusa ed ignorante ma tanto farai il ricercatore medio e con queste cose ci farai poco? C'è un corso allo scientifico fatto apposta per te.)
Perchè seppur vero e sacrosanto che tutti dovrebbero aver accesso all'università, è anche sacrosanto che non tutti ne sono all'altezza. Non tutti siamo uguali, c'è chi eccelle e chi invece no.
Infatti esisterebbero le borse di studio, i genitori e un orientamento serio all'ultimo anno di medie. Invece le borse di studio sono poche, i genitori non sono capaci a criticare i figli e la gente va tutta al liceo perchè la laurea faffigo.
mentre il secondo si vedrà castrato nelle potenzialità perchè il primo fa da "sanguisuga" accedendo a risorse che non è in grado di sfruttare pienamente e correttamente.
Sono comunque dell'idea che la cultura non andrebbe negata a nessuno, trovo molto bello che i corsi siano aperti a tutti nelle università. Penso che, con un governo serio, più finanziamenti e meno sprechi si potrebbe mantenere questo trend senza penalizzare nessuno.