Sì condivido il vostro punto di vista sull'assottigliarsi della eprcentuale di giochi import in europa, una volta eravamo davvero l'insola infelice dell'Europa.
Ricordo ancora con un pizzico di rancore che l'intera sponsorizzazione del Saturn in Italia fu affidata a Giochi Preziosi, che ovviamente la riorganizzò in base alle proprie necessità commerciali. Ovvero facendo una pubblicità sconsiderata ad ogni videogiochi a cui fosse annesso una gamma di giocattoli di loro produzione (Tartarughe Ninja in primis), lasciando spazi ai limiti del sindacabile ad alcuni Brand vincolati alla sponsorizzazione, quali i vari Sonic e brand interni di Sega, il resto beh lo si veniva più a conoscere per proprie informazioni o dalle riviste specializzate, piuttosto che tramite campagna pubblicitaria.
Detto questo c'è un motivo particolare per cui in Giappone i giochi sono molto censurati o comunque subiscono una campagna piuttosto bacchettona sulla relativa censura del videogame stesso.
Per un accordo siglato nel 96 tra le varie console, si è stabilito che ogni produttore di console deve avere un codice di auto comportamento, poichè la console di gioco viene considerata uno strumento molto aperto ad una tenera età di conseguenza potenzialmente diseducativo se non appropriatamente utilizzato.
A tale accordo hanno sottoscritto tutte le parti, le quali nel caso di Sony e Nintendo la cosa si è tradotta in un totale rifiuto di trattare in modo esplicito tematiche adulte, sopratutto legate al sesso.
Comportamento più permissivo è stato quello di Sega, che a conti fatti ha trasformato per molti anni il Saturn in una console con molti giochi "adulti", alcuni opportunamente censurati per rispettare l'accordo, alcune eccezioni non censurate ma si tratta di pochi titoli comunque. COn l'avvento del Dreamcast, causa pressioni esterne di varie associazioni di tutela del consumatore, Dreamcast si adeguò alla linea di condotta di Sony e Nintendo.
Discorso diverso è da farsi per il PC, che fino al 95 non ha mai visto un organo di censura e auto tutela dei contenuti nei confronti del consumatore, fino a quando nell'aprile del 95 appunto avvennero una decina di spiacevoli episodi di molestie e taccheggi nelle scuole superiori e medie nipponici, dove la colpa venne attribuita in particolare a questo fenomeno in espansione del videogame adulto. Da quel punto venne instaurata una apposita commissione di valutazione che in primis censurò ogni atto sessuale con gli appositi quadrati censurativi per ogni produzione giapponese su PC. Tanto che ancora oggi giochi come Sagara Family oppure Divi Dead o Bible Black (tutti hentai game) nella versione giapponese sono censurati, mentre nella versione inglese sono incensurati.
Nel 2000 venne creata una commissione di controllo dei contenuti anche per console e questo fu uno dei motivi che costrinsero il Dreamcast a prendere seri provvedimenti nei confronti della line-up della sua console, allineandosi alla linea di pensiero sull'argomento intrapresa già da tempo da Sony e Nintendo.