John Marston
Ok.
Io sto parlando di futuro, però.
A Milano 458 neolaureati per 962 domande
Ingegneri gestionali: sono solo la metà di quelli che servono
La Burgo: sono rari, anche noi li vogliamo
Accade in Italia, anche in questi tempi di crisi: A.A.A. ingegneri gestionali cercansi. E subito. A dirlo sono non poche aziende che assumono e università che fanno da tramite tra le imprese e i neolaureati. Basta vedere quello che è successo solo l’anno scorso al Politecnico di Milano, dove di fronte a 458 studenti laureati in Ingegneria gestionale nel 2009 sono state ben 962, più del doppio, le offerte di lavoro arrivate al Career service dell’ateneo per arruolare in azienda questi profili: figure che uniscono una formazione «ingegneristica» a una preparazione economica.
Anche al Politecnico di Torino la situazione è simile. Gli ingegneri gestionali che escono dall’ateneo piemontese, fanno sapere da Torino, trovano velocemente un lavoro; con sbocchi che vanno dalla piccola alla grande industria, dalle banche agli ospedali fino agli uffici pubblici. Tanto che quest’anno le preiscrizioni al corso di laurea sono lievitate dell’8% rispetto al 2009.
E le aziende? Un caso tipico è quello del gruppo Burgo, produttore di carta, che ha da poco lanciato un progetto per selezionare 25 ingegneri "ad alto potenziale". Non solo gestionali, ma anche per esempio meccanici. Saranno inseriti negli stabilimenti del gruppo, per lavorare tra logistica, produzione, manutenzione e ufficio tecnico. Le ricerche sono già partite a giugno, e finora sono stati coperti poco meno della metà dei posti disponibili, racconta il direttore «personale e organizzazione» Franco Montevecchi. Adesso, nel giro di un mese, si cercano gli "ingegneri mancanti". Per poi viaggiare a pieno regime con il progetto, anche formativo, che prevede una partnership con la business school Cuoa. I neoassunti, spiega Montevecchi, «entro 3-4 anni possono raggiungere posizioni di responsabilità in azienda». Con un’infornata di assunzioni che dovrebbe ripetersi ogni due anni.
In generale, agli ingegneri gestionali le aziende italiane aprono le porte dei propri uffici di produzione, logistica, marketing, pianificazione strategica e controllo di gestione, solo per fare alcuni esempi. Apprezzando una preparazione giudicata più differenziata e flessibile anche se meno tecnologica di altre lauree simili. Come dire: il sangue misto tra economia e ingegneria può essere un valido investimento. Per le aziende così come per gli studenti.
http://www.corriere.it/economia/trov...4f02aabe.shtml