Dexter, apprezzo l'appunto. Era una semplificazione, ma pur sempre pericolosa quando si parla di questi argomenti. Per cose vere, volevo intendere ciò di cui noi facciamo esperienza tramite i nostri sensi, ciò che quindi ha un riscontro empirico.
Il punto fondamentale è che la scienza viene vista come una disciplina arrogante, una macchina che macina i fatti e li inscatola in tristi vaschette di vetro con su scritto (approved), che pretende di sapere tutto di tutto.
Nulla di più lontano dalla verità. La scienza è la più umile delle discipline. Uno degli assunti su cui si basa il metodo scientifico è che una teoria scientifica è valida fintantoché essa è falsificabile.
Ogni fatto è vagliato da alcune questioni: questo fenomeno è plausibile? E' coerente con ciò che sappiamo?
Se si, è misurabile? Se si, come?
E così via. Nulla è sicuro per la scienza, ed è probabilmente questo che impaurisce un certo tipo di persone: quelle che vivono di assoluti. Avere il conforto di qualcosa di inspiegabile ma sicuramente vero, è tremendamente confortevole.
Edit: donfabino, cosa vuol dire che sapevano cose che la fisica sta scoprendo adesso? Le informazioni sono facilmente manipolabili. Anche io posso dire che i greci sapevano che esistesse l'atomo. Ma Democrito sapeva veramente dell'esistenza dell'atomo? No, ha praticamente tirato a indovinare (in realtà semplicemente è partito da premesse tipiche del mondo greco, ad esempio il rifiuto verso l'infinito). E allora si può veramente dire che avesse scoperto gli atomi 2000 anni prima della fisica (!!11??!one)?