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  1. L'avatar di Intrinseco IntrinsecoIntrinseco è offline #76
    26-01-11 14:52

    Citazione sergio leonhart Visualizza Messaggio
    Vorrei vedere il film (sto per finire il libro) però ripeto, mi stai descrivendo il libro. Nel libro lo stesso Vallanzasca vede le conseguenze, la vita da criminale quasi come un gioco (appena torno a casa vedo di scrivere un pezzo di introduzione scritto da Vallanzasca che può chiarificare altre cose) e quindi non vedo perchè la colpa deve essere di Placido che si limita a trasporre in modo coerente il film (da quanto mi dite immagino sia così visto che le stesse cose che mi dite del film le ho ritrovate nel libro).
    Vallanzasca di Placido non è un film biografico su Vallanzasca basata su fatti di cronaca.(e questo lascia quindi supporre che Placido doveva usare più fonti)
    Il film di Placido è invece la trasposizione di un'unica fonte ovvero Il Fiore del Male libro che ha gli stessi difetti che tu riscontri nel film ovvero:
    - ricostruzione di certi fatti superficiali tralasciandone altri
    - mitizzazione (in questo caso automitizzazione) del personaggio di Vallanzasca che in certi momenti si descrive come un rapitore "nobile" (tralasciando per un attimo le rapine e le uccisioni).

    Se Placido allo stesso tempo mi mostra un Vallanzasca che rapisce le persone ma descrive le stesse cose del libro (ovvero il modo "nobile" in cui tratta i prigionieri) non mi viene da dire "è colpa di Placido che mitizza il personaggio" ma anzi mi viene da dire che rimane coerente con il libro e coerente con il punto di vista. Poi non so quanto viene mostrato dei rapimenti del film ma da come mi hai descritto il film anche per altri avvenimenti si porta dietro gli stessi "difetti" che poi difetti non sono visto che chi narra le vicende nel libro è Vallanzasca stesso (e non si può quindi pretendere che non si giustifichi/mitizzi in qualche modo)
    Appunto, il libro non lo hai letto. Io sto parlando del film e di come è diretto. La leggerezza non me l'ha trasmessa la storia ma il modo in cui Placido l'ha mostrata, con un ritmo molto rapido e dei salti temporali lunghi e frequenti.

  2. L'avatar di sergio leonhart sergio leonhartsergio leonhart è offline #77
    26-01-11 15:02

    Citazione Intrinseco Visualizza Messaggio
    Appunto, il libro non lo hai letto.
    penso intendevi il film, perchè del libro mi mancano 30 pagine


    Citazione Intrinseco Visualizza Messaggio
    . La leggerezza non me l'ha trasmessa la storia ma il modo in cui Placido l'ha mostrata, con un ritmo molto rapido e dei salti temporali lunghi e frequenti.
    a parte che prima comuqnue non mi hai parlato di salti temporali frequenti o lunghi ma mi hai scritto

    ricostruzione abbastanza superficiale, che approfondisce poco molti passaggi chiave lasciando invece più spazio ai momenti eclatanti o particolarmente sanguinosi. In questo Vallanzasca è tutto troppo facile e veloce, le rapine, le evasioni, le vendette...
    ma nel fatto che la vita criminale con tutte le sue conseguenze viene rappresentata quasi come un gioco.
    elementi che ci sono anche nel libro e che mettono in ballo non solo la regia ma anche il discorso trasposizione e coerenza per forze di cose.

    Poi se mi parli di ritmo, e cose del genere non posso dire niente finchè non vedo il film ma quel discorso, quelle frasi non si possono analizzare solo dal lato registico (dove io non posso intervenire) ma anche dal lato trasposizione.

  3. L'avatar di Intrinseco IntrinsecoIntrinseco è offline #78
    26-01-11 15:20

    No no, avevo capito il contrario. Pensavo lo avessi visto, sono 3 pagine che dici che la colpa non è di Placido. Se facciamo questo tipo di discorso è perché evidentemente l'impostazione del film ci ha dato quell'impressione.
    Il film non è raccontato in prima persona(come invece immagino capiti per il romanzo), e la storia è stata chiaramente resa cinematografica dagli sceneggiatori prima e dal regista poi.
    Per questo quando dico "ricostruzione superficiale" "approfondisce poco molti passaggi" "tutto troppo facile e veloce" parlo di regia e montaggio. Il film nonostante la durata è rapidissimo, la prigionia dura poco e le evasioni sembrano qualcosa di semplicissimo e poco chiaro. Così come rapine e rapimenti, rappresentate in moco così dinamico che sembrano qualcosa di semplice da mettere in atto, anche quando vanno male.

  4. Dacya #79
    26-01-11 15:38

    Citazione sergio leonhart Visualizza Messaggio
    che poi, oltre a quanto detto qua

    Spoiler:


    Sì, ed è la stessa cosa di The Town. Hanno massacrato Ben Affleck dicendo che la regia è buona (buona? Per me una delle migliori di un action-poliziesco da lungo tempo a questa parte) ma che la sceneggiatura è scritta da un ragazzino. Ma il film è tratto da un romanzo, e nella sceneggiatura, tra i nomi, spiccava quello dell'autore del romanzo! Perché massacrare Ben Affleck? Io non ho letto il libro, ma se è la stessa storia, uguale uguale
    Spoiler:
    a parte il finale, perché ho sentito che Doug muore
    , se hanno fatto una trasposizione limitandosi a raccontare la storia senza cambiare niente, che cosa volete dirgli a quel povero Cristo di Affleck? Porterà gli stessi difetti del romanzo, ma non è colpa sua. O meglio, si può criticare la pellicola in sé, per quei difetti, ma non sono di Affleck le colpe.

  5. Il MoncoIl Monco è offline #80
    26-01-11 20:50

    Citazione Dacya Visualizza Messaggio
    Sì, ed è la stessa cosa di The Town. Hanno massacrato Ben Affleck dicendo che la regia è buona (buona? Per me una delle migliori di un action-poliziesco da lungo tempo a questa parte) ma che la sceneggiatura è scritta da un ragazzino. Ma il film è tratto da un romanzo, e nella sceneggiatura, tra i nomi, spiccava quello dell'autore del romanzo! Perché massacrare Ben Affleck? .
    Perchè è il regista? Che quindi deve prendere decisioni? Che legge la sceneggiatura e dirà, questo va bene, questo no? I dialoghi sono pessimi, e la colpa è ANCHE e soprattutto, mi spiace, di Affleck.
    E' come se per la marea nera davano la colpa al povero operaio di turno e non alla BP. Eh?

  6. Dacya #81
    26-01-11 23:54

    Sì e poi finiva per litigare come il regista di The Fighter con uno dei personaggi reali della storia (Dick Eklund mi pare), perché voleva cambiare qualcosa e lui non ci stava. Per me è una stronzata. Se un regista vuole portare sullo schermo un romanzo e collabora con l'autore non può fare come cazzo gli pare e cambiare tutto. O meglio, può anche farlo, ma se fai una trasposizione cinematografica devi tenere conto anche di un bel po' di cose: al momento la prima che mi viene in mente è che magari quello di Affleck era un omaggio, nutre rispetto per l'autore del romanzo (lo ha dimostrato un po' per tutti i registi di questo genere) e non vuole prendersi troppe licenze. O magari è un suo amico (Chuck Hogan mi sembra uno scrittore giovane) di Boston.

  7. Il MoncoIl Monco è offline #82
    27-01-11 00:32

    Si d'accordo, vuoi essere fedele al romanzo (sennò chi li sente i fans? e parlo di qualsiasi libro), ma se una cosa non funziona, non è che puoi dire "eh vabbè! La colpa non è mia, me ne lavo le mani". Il regista è li non solo per dire dove mettere la macchina da presa. Deve fare delle scelte, anche difficili. L'autore del romanzo o chi per lui non è d'accordo? Bene , quella è la porta. i diritti li abbiamo pagati, ora chiudi il becco.
    Guarda caso tutte i film tratti da GN di Moore non lo vedono mai coinvolto, o, esempio a caso ma mi è capitato di leggerlo recentemente, l'autore-protagonista di Star system, è stato cacciato dal set perchè non lo volevano.
    Insomma, un romanzo non è perfetto, e la trasposizione è difficile, come dici anche tu, due media diversi, sono necessarie modifiche.

    Ma il discorso con Vallanzasca è del tutto diverso.

  8. L'avatar di -Pip- -Pip--Pip- è offline #83
    27-01-11 12:07

    Da quando la vidi in fame chimica mi sono innamorato della Solarino. Quindi il film già merita.
    Per il resto sembra veramente interessante. La storia dei Vallanzasca mi ha sempre affascinato. Appena posso lo vedrò.

  9. L'avatar di Edo_89 Edo_89Edo_89 è offline #84
    29-01-11 11:57

    Premetto che in questo post ho inserito riferimenti piuttosto chiari alla trama del film, quindi chi non l'ha ancora visto eviti di leggere il mio post, non voglio spoilerare nulla
    L'ho visto giovedì sera. Sinceramente ero molto scettico prima di vederlo, non so precisamente il motivo, forse per letto o sentito qualche opinione negativa, infatti mi ero deciso a vederlo solo per reazione alle critiche mosse dalla Lega .
    E alla fine mi è piaciuto e molto anche: Kim Rossi Stuart è strepitoso secondo me, un'interpretazione impeccabile. Convengo che il film sia piuttosto apologetico, Vallanzasca ne esce come un bandito romantico: tutti gli omicidi che compie hanno una giustificazione (se proprio si può trovare una giustificazione per un omicidio); pur essendo un mezzo psicopatico masochista è portatore anche di valori condivisi e condivisibili; le persone prese in ostaggio vengono trattate fin troppo bene (); nella scena finale decide di risparmiare il carabiniere ventenne, decidendo di farsi arrestare piuttosto che spezzare una vita così giovane e innocente; insomma, paradossalmente ne esce molto meglio lui piuttosto che le forze dell'ordine, che sono rappresentate da picchiatori, minacciatori, spietati esecutori (se il colpo alla testa del compare di Vallanzasca non è un'esecuzione in piena regola...), oltre ai soliti luoghi comuni, uno per tutti la loro eufemisticamente scarsa intelligenza (l'evasione dalla nave è l'esempio lampante ). Tutto ciò perà si spiega con l'esplicita ispirazione dall'autobiografia di Vallanzasca. Quindi si può criticare questa scelta, non tanto il film in sé.

  10. L'avatar di John Marston John MarstonJohn Marston è offline #85
    29-01-11 13:16

    Citazione sergio leonhart Visualizza Messaggio
    La Medusa di Berlusconi si permette di rifiutare il film di Vallanzasca per questi motivi però puntualmente in onda su Canale 5 va in onda Il capo dei capi che racconta la storia di Riina.
    Pure raccontata di merda con assurdi errori storici e un profilo del personaggio falsatissimo.

  11. L'avatar di Simon Le Bon Simon Le BonSimon Le Bon è offline #86
    29-01-11 15:53

    Citazione Edo_89 Visualizza Messaggio
    La loro eufemisticamente scarsa intelligenza (l'evasione dalla nave è l'esempio lampante ).
    Tieni presente però che è un fatto realmente accaduto, non se lo è inventato Vallanzasca, anche l'intervista a Radio Popolare è avvenuta come la racconta lui.

  12. L'avatar di sergio leonhart sergio leonhartsergio leonhart è offline #87
    29-01-11 19:45

    appena tornato dal cinema.
    Il film nel complesso mi è piaciuto per stile e regia e devo dire che l'interpretazione di Kim Rossi Stuart l'ho trovata adeguata al personaggio.
    Il film rimane abbastanza fedele al libro sopratutto nel personaggio. Vallanzasca nel film è identico a come Renato si descrive nel libro.
    I fatti narrati sono raccontati in maniera troppo sbrigativa ma il suo essere sbrigativo non ha NULLA a che fare con il discorso mitizzazione.
    Prendiamo ad esempio il discorso dei rapimenti, il punto più sbrigativo di tutto il film. Placido poteva benissimo soffermarsi come fa il libro, invece ci mostra due o tre scene veloci e via, passa ad un altra vicenda.
    Se Placido si fosse soffermato su molti fatti tralasciati allora sì che Vallanzasca sarebbe stato mitizzato.
    Non viene per niente descritto il rapporto instaurato con la ragazza che aveva rapito, se Placido l'avesse fatto allora sì che sarebbe uscito mitizzato.
    Non viene per niente mostrato il modo in cui viene trattato l'altro sequestrato (viene solo mostrata una scena sbrigativa di lui che si fa una tirata) allora sì che sarebbe uscito mitizzato.
    E non viene per niente mostrata la parte del rapimento fatto dai pugliesi (o erano calabresi, ora non ricordo) dove alla fine chiedono aiuto a Vallanzasca che però, non solo si rifiuta di aiutarli, ma aiuta il prigioniero medicandolo.
    E questi sono alcuni esempi.
    Tuttavia la semplicità con cui svolge alcuni lavori, il fatto che Vallanzasca prenda la sua vita in un certo modo bè quello è veramente fedele a quanto Vallanzasca scrive nel libro quindi si può benissimo affermare che sia il personaggio che la narrazione, nonostante il suo essere sbrigativo, è coerente con il punto di vista e coerente con l'autobiografia.

    Non mi è piaciuto molto il finale invece dove un'intera parte viene tagliata.

    voto: 7.5

  13. L'avatar di Intrinseco IntrinsecoIntrinseco è offline #88
    29-01-11 20:40

    Citazione sergio leonhart Visualizza Messaggio
    I fatti narrati sono raccontati in maniera troppo sbrigativa ma il suo essere sbrigativo non ha NULLA a che fare con il discorso mitizzazione.
    Infatti è così, chi ha detto il contrario ?

  14. L'avatar di toki81 toki81toki81 è offline #89
    02-02-11 22:31

    Vallanzasca - Gli angeli del Male (Michele Placido, 2011)

    Michele Placido, sempre più convinto di poter fare il Brian De Palma italiano, ripropone con un pizzico di spocchiosità una storia di malavita reale dopo il riuscito Romanzo Criminale, questa volta raccontando le gesta del noto bandito Milanese Renato Vallanzasca. Se c'è una sensazione che più di altre ho avvertito subito dopo la fine del film è che, nonostante tutto, questa è una storia che meritava di essere raccontata dal cinema, nonostante le polemiche e nonostante la caratterizzazione del protagonista forse eccessivamente fascinosa e carismatica al punto da renderlo quasi simpatico. Vallanzasca era in grado di pronunciare frasi come "Va che io non sono cattivo, ho solo il lato oscuro un pò pronunciato", era fondamentalmente avverso alle Mafie (ti comporti come gli schifo di mafiosi!), possiede pagine web di aforismi ed era amato dalle donne che lo tempestavano di lettere durante i periodi in carcere. Difficile riportare su schermo tale individuo senza cadere in controversie morali, ma grazie ad un eccezionale Kim Rossi Stuart (calato nella parte alla perfezione e con un curiosissimo accento milanese) l'esperimento diabolico di Placido può considerarsi riuscito. Una pellicola girata ad hoc, dotata di ritmo, violenza e dialoghi efficaci, con un lavoro di casting clamoroso che propone una serie di attori misconosciuti dalle facce perfette per il ruolo interpretato al punto da far quasi sorridere. Romanzo Criminale proponeva un cast riuscitissimo ma Stefano Accorsi era fuori luogo nei panni del duro ispettore di polizia ad esempio, cosa che in Vallanzasca non accade nemmeno con le comparse. Lodevoli le interpretazioni di Filippo Timi nei panni dello scalmanato Renzo e di Francesco Scianna, un'azzeccato Francis Turatello che pare uscito da uno Scorsese qualsiasi. C'e' poco da dire, quando Placido s'imbatte nel Noir sembra dotato di una marcia in più, al punto da farmi sperare in un futuro lungometraggio totalmente di finzione, che permetta finalmente all'italia di poter vantare un film sul crimine di levatura mondiale senza strascichi polemici o limiti propagandistici (per rispetto delle vittime il film non è stato messo in concorso a Venezia). Michelone, inventati una storia da zero e goditi il successo internazionale, via.


    Voto : 8

  15. Il MoncoIl Monco è offline #90
    02-02-11 23:23

    Ieri su RaiStoria ho visto uno speciale su Vallanzasca condotto dal buon Minoli basato su Il fiore del male di Bonini, con interviste allo stesso, e altri reperti dell'epoca e interviste. Guarda caso non c'è nessuna traccia di mitizzazione o altro. Eppure la fedeltà al libro c'è, addirittura c'è largo spazio a stralci di questo, interviste dell'autore e del bel Renè.
    Il punto è che è fatto in modo imparziale e corretto. Quindi alla fine si prova molto fastidio davanti a quel sorriso beffardo, mentre nell'opera di Placido, quel sorriso è di un furbetto da imitare

 
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