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  1. LibertarioLibertario è offline #46
    09-02-11 18:04

    Non ho messo nulla, anzi ho già detto cosa ne penso di quell'associazione.
    Ripeto: come al solito i quattro parassiti servi del potente di turno fanno passare questo giudizio come se il Consiglio di Stato fosse entrato nel merito dei fatti, cosa palesemente falsa. Che dovebba muoversi la Juventus in tutte le sedi subito dopo la sentenza lo sanno tutti.
    Tranne i billiburke e gli altri troll che fanno finta di nulla.
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  2. L'avatar di gorman gormangorman è offline #47
    09-02-11 18:21

    Noto con un certo divertimento che questi thread proseguono tranquillamente nell'essere "L'eco di ju29ro" e non certo discussioni pertinenti alle differenti udienze del processo.

    Ah, e di sicuro quando si finisce a pagare le spese processuali si può raccontare quel che si vuole. Di certo non si è portata a casa una vittoria.
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  3. L'avatar di ivocco ivoccoivocco è offline #48
    09-02-11 18:24

    Citazione X800pro Visualizza Messaggio


    Comunicato stampa di N. REDAZIONE
    del 09/02/2011 11.49.06

    Juventus - Inter, 29 a 13

    In riferimento al pezzo dell'articolista Marco Bellinazzo: “inter-Juventus, 12.000 a 0, arbitra il Consiglio di stato”, pubblicato oggi in prima pagina (sic!) da Il Sole 24 Ore, ricorre l'obbligo di puntualizzare sulle numerose inesattezze che, seppure in poche righe, il suddetto articolista è riuscito a inserire.

    La «partita processuale» dell'Associazione GiùlemanidallaJuve non si è «conclusa ieri» ma prosegue il suo iter che, com'è noto a chiunque abbia la capacità di approfondire l'argomento di cui scrive, punta a “fare risultato” nelle sedi europee. L'avere già un ricorso pendente, presso il Tribunale di Primo Grado di Lussemburgo, tutto ci pare fuorché una «partita conclusa».

    Tornando alle capacità di approfondire un argomento, così come a quelle di comprendere quanto si legge, la sentenza emessa dal Consiglio di Stato non «ha confermato, di fatto, le sanzioni inflitte alla Juve di Moggi & company», poiché non è entrata nel merito del ricorso e, così scrivendo, si fa solo disinformazione, ingannando i propri lettori. Per aggiunta l'appello incidentale proposto dalla società nerazzurra è stato dichiarato improcedibile. L'unica conferma arrivata da TAR e CdS è che la società Juventus doveva e poteva proseguire la strada della giustizia ordinaria.

    «Osserva al riguardo il collegio che il soggetto direttamente leso dal lodo - la s.p.a. Juventus Football Club – lo aveva in precedenza impugnato con un distinto ricorso al TAR (n. 8049 del 2006), poi depositando un atto di rinunzia.»

    «iniziative processuali tendenti a vanificare le determinazioni della società, essa sì legittimata a contestare il provvedimento per essa lesivo»

    Alla nostra Associazione tanto bastava ottenere in Italia: provare, perché “sapere” non è sufficiente, che il provedimento lesivo andava contestato dalla Juventus senza alcuna remora, senza che qualche amministratore raccontasse a tifosi e azionisti che non era nel diritto-dovere della società difendersi in sede di giustizia ordinaria. Il TAR e il CdS hanno apposto il loro sigillo: “la società Juventus è stata danneggiata ed era legittimata a difendersi in queste sedi”. Punto.

    Da Il Sole 24 Ore ci saremmo piuttosto aspettati un approfondimento sulle conseguenze allargate della sentenza. Su cosa voglia dire delegittimare i piccoli azionisti di una qualsiasi società per azioni. Sul come si possa affermare che un provvedimento lesivo nei confronti di una società «non ha in alcun modo inciso sull’immagine», «né sotto il profilo patrimoniale», dei suoi azionisti e, in questo caso, dei suoi tifosi.

    Però comprendiamo:
    - il fermento redazionale delle ultime settimane
    - che quando circola voce di tagli sul personale scattino gli umani istinti di conservazione e sopravvivenza
    - che il direttore è Gianni Riotta, noto interista

    Ci sfugge, in un discorso esteso a tutto il panorama giornalistico, fino a quando sarà sufficiente fare gli ultras da tastiera per poter scrivere sui quotidiani nazionali.


    http://www.giulemanidallajuve.com/newsite/articoli_dettaglio.asp?id=1398
    Anche qui si fa disinformazione però. I giudici amministrativi hanno solo detto che il titolare della posizione giuridica asseritamente lesa è la Juventus e solo questa può unicamente adire l'autorità giudiziaria. Mica hanno detto "Calciopoli truffaahh111!!!1".

    Tra l'altro,la Juve poteva ben intervenire in questo processo eh.
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  4. LibertarioLibertario è offline #49
    10-02-11 00:39

    Il caso Gabriele, emblema di Calciopoli

    Redazione Mercoledì 09 Febbraio 2011 00:55




    Si può rischiare una condanna che sporca l'onore di un uomo pur essendo innocente? Purtroppo sì, ed il caso dell'ex arbitro Marco Gabriele è emblematico del cosiddetto caso Calciopoli. Sì può rischiare la condanna se le indagini non sono fatte o riferite come si deve, ovvero considerando e segnalando anche le prove a discolpa perché il pm applichi il dettato dell'art. 358 del codice di procedura penale.
    La garanzia per un cittadino di essere discolpato se innocente non può dipendere dalla sua memoria dopo anni dai fatti o, peggio ancora, dalla fortuna.
    Durante una deposizione spontanea di Massimo De Santis, che lamentava di aver avuto la vita distrutta, il giudice Teresa Casoria ha detto che "la giustizia umana sbaglia, può sbagliare. Qua ci sarà il controllo. C'è il dibattimento pubblico, più di questo non si può assicurare. Il popolo controlla"; ma se prendiamo il caso di Marco Gabriele poco si sarebbe potuto fare per evitare una presumibile condanna per frode sportiva, se in soccorso non fosse venuta una massiccia dose di fortuna.
    Marco Gabriele, come Luca Palanca, era entrato nell'indagine di Narducci e Beatrice per il calcioscommesse, uscendone poi pulito. Poi c'è stata la deposizione di Dal Cin, basata sui "si dice" dell'ambiente, che tirava in mezzo la "combriccola romana" e la Gea, e che ha di fatto aperto "Calciopoli". Auricchio, su delega dei pm Narducci e Beatrice, ha avviato le sue indagini che hanno portato i pm ad avvisare Marco Gabriele, nell'avviso di chiusura indagini, per l'accusa di frode sportiva nella partita Roma-Juventus e di associazione a delinquere. Iniziamo dall'accusa di frode sportiva per Roma-Juventus e, se non lo avete già fatto, rileggete gli articoli che abbiamo già scritto su quella partita.
    Dalle informative apprendiamo che prima della partita Bergamo chiede alla Fazi di contattare Marco Gabriele, quarto uomo della gara, per chiedergli di portare con sé un telefonino sicuro acceso. L'interpretazione che i pm danno di quelle parole è univoca e incolpante, ma ai pm Auricchio non ha riportato, nelle sue informative, tutta la sequenza di telefonate, come vedremo. Ne manca una, rilevantissima per un corretto giudizio. Non è un caso isolato questa soggettivissima selezione delle telefonate che ha portato a evidenziarne alcune e a scartarne altre relative allo stesso episodio o alla stessa partita, come abbiamo potuto scoprire solo grazie alla disponibilità finanziaria dell'imputato Luciano Moggi.
    Come si siano svolti in realtà i fatti lo ha raccontato Marco Gabriele durante "Il bianco e nero", trasmissione condotta da Angelini e Zampini su Radio Radio a fine 2010 (clicca e guarda il video).
    Gabriele prima dice: "Io mi ritengo un fortunato di Calciopoli, però la giustizia di un cittadino italiano non si può basare sulla fortuna, dovrebbe avere come certezza l'imparzialità del pm, prima di tutto"; poi inizia il suo racconto che dovrebbe procurare i brividi anche a chi con troppa facilità veste i panni del giustizialista, se solo fosse capace di immedesimarsi e pensare: "E se fosse accaduto a me?".

    Gabriele si è salvato per aver conservato un messaggio sms per anni. Quanti di noi lo fanno? Nessuno, perché nessuno potrebbe mai pensare che quel messaggio due anni dopo potrebbe servirti per dimostrare la tua innocenza. Qui entra in ballo la componente della fortuna per Gabriele, che racconta:
    "Io sono stato assolto dalle accuse di associazione a delinquere e dall'accusa di frode sportiva per la fortuna di aver conservato un messaggio di Paolo Bergamo, e questa è la prima volta che sveliamo al pubblico il messaggio di Paolo Bergamo. Otto mesi prima di quel 5 marzo era nata mia figlia e per l'emozione della primogenita io mi ero recato in ospedale, ho fotografato questa bimba con il telefonino ed avevo in memoria le foto della nascita di mia figlia. Questo telefonino è durato fino ad aprile o maggio del 2005, quindi due mesi dopo la partita Roma-Juve. Questo telefonino si è rotto, ma c'erano in memoria le fotografie di mia figlia e l'ho conservato. In quel telefonino, che era il telefonino con il mio unico numero ufficiale, del quale sono in possesso da 18 anni, c'era un messaggio di Paolo Bergamo che diceva testualmente: "Fate attenzione gol Juve in fuorigioco", arrivato esattamente alle 20.56, mandato contestualmente alla convalida del gol. Attenzione, mandato dal numero di Paolo Bergamo che era il numero che gli arbitri usavano per parlare con il loro designatore, con il numero della Federazione, neanche il suo numero privato".

    Prima considerazione: Di Laroni attribuisce sim svizzere a Bergamo ed una sim svizzera a Gabriele, ma usano i loro normali telefoni. Non vi sembra strano?
    Per fortuna Bergamo ha mandato quell'sms. Immaginate se non lo avesse fatto. Per sua fortuna Gabriele non aveva neppure trasferito le foto della figlia dal telefonino su un pc, perché se lo avesse fatto non avrebbe avuto più ragione di conservare un telefonino rotto e che non era possibile riaccendere a causa del caricabatterie guasto.
    A maggio 2006, durante un raduno a Coverciano, Gabriele viene raggiunto dall'avviso di garanzia e deve ringraziare la fortuna e la sua memoria: "La fortuna, ecco dove viene la fortuna, la prima cosa che ho fatto... ho chiamato mia moglie e Le ho detto dove era il telefono, di andare alla Vodafone e di trovare un caricabatterie che ricaricasse il telefono, di accenderlo e di leggere i messaggi. In memoria c'era quel messaggio".
    Dopo questa mano ricevuta dalla dea bendata Gabriele chiede di poter spiegare ai pm il "vero" svolgimento dei fatti: "Io ho preteso di essere interrogato, e questo è successo a settembre 2006. La Procura di Napoli mi ha prodotto due sole telefonate, quella che la Fazi fa a mia moglie perché io avevo il telefono spento, perché un arbitro di Frosinone che va a Roma a fare Roma-Juventus, anche da quarto uomo, riceve la richiesta di almeno mille biglietti per entrare gratis e di duemila magliette di Totti e cinquantamila di Del Piero, scusate l'esagerazione, ma sono ancora avvelenato per questa storia. Quindi tengo il telefonino spento per non essere tediato da queste richieste e la signora Fazi telefona a mia moglie e dice: "Francesca, non riesco a parlare con Marco, Paolo ha bisogno che lui porti con sé un telefonino sicuro acceso", detto in questo modo. Mia moglie mi vede un'ora dopo, perché io per fare il "quarto" a Roma sono partito alle quattro del pomeriggio, la partita era in notturna, e mi dice: "Marco guarda, così e così". Benissimo, chiamo la Fazi, e questa è un'altra fortuna, mi ricordo perfettamente di aver chiamato la Fazi, e alla Fazi dico testualmente: "Grazia io ho solo questo numero, il mio numero di telefono, se Paolo mi deve contattare mi chiami su questo numero"...".

    Dov'è questa telefonata dell'intercettato Gabriele nelle informative redatte e firmate da Auricchio? Non c'è!

    Perché sono state selezionate ed evidenziate solo quelle due telefonate e non la terza che dimostra come non ci fosse nessuna intenzione di truccare la partita? Ripetiamo, non è un caso isolato, basta rileggersi le "Telefonate a discolpa scartate" nel nostro "Speciale Farsopoli".

    Gabriele continua: "Quando sono stato interrogato a Napoli la telefonata mia alla Fazi non era stata prodotta da nessuno e i miei avvocati hanno preteso che i pm prendessero quei brogliacci che oggi stanno venendo fuori. Abbiamo aspettato più di un'ora, si è presentato un maresciallo della Procura di Napoli con un brogliaccio scritto a mano che probabilmente pesava cinque chili, ci siamo messi lì a spulciare ed abbiamo trovato questa telefonata ed abbiamo preteso che fosse trascritta".
    Continuando il suo racconto, che potete ascoltare nel video segnalato, Gabriele parla della sua impressione di minaccia ricevuta e aggiunge: "Io non ho detto: "Non mi sequestrate il telefono", ho detto: "Io il telefono l'ho portato qui", perché io mi sono recato a Napoli ed ho consegnato il telefono alla Procura, il telefono è stato consegnato e sono stati fatti i rilievi".

    Quando Gabriele ha mostrato l'sms ai PM, e richiesto la trascrizione della telefonata "scartata" dagli investigatori, sperava nell’archiviazione del suo caso. E' stato così solo per l'accusa di frode sportiva per Roma-Juventus, non contestata più nella richiesta di rinvio a giudizio, ma è rimasta l'accusa molto più grave di associazione a delinquere, dovuta a quello che Auricchio ha definito "uno dei pochi dati a sorpresa di questa attività", ovvero la deposizione spontanea di quel Teodosio De Cillis che gli investigatori avevano ignorato fino a quel momento. Il successivo studio del maresciallo Di Laroni ha abbinato delle sim svizzere ad alcuni indagati che, in conseguenza di queste attribuzioni, sono poi stati inseriti nell'elenco degli "associati".
    Per Marco Gabriele i pm Narducci e Beatrice avevano chiesto una condanna a due anni, ma l'ex arbitro è stato assolto con formula piena dal giudice De Gregorio con le considerazioni che potete leggere da pagina 192 delle motivazioni.
    De Gregorio scrive che il pm, per sostenere l'accusa contro Gabriele, ha evidenziato:
    1. le informazioni rese da Dal Cin e Cellino (basate sui "si dice", ndr), che il giudice definisce "non significative" e "da non prendere in considerazione...";
    2. i dialoghi sulle indagini del calcioscommesse, per le quali De Gregorio rileva che "Gabriele non vi compare come protagonista...";
    3. il legame con De Santis e "secondo il pm da questo legame nasceva la dipendenza anche con il sodalizio capeggiato da Moggi";
    4. "L'Accusa ha ancora dato peso alla conversazione del 9 dicembre 2004 in cui Lanese comunicò a Moggi di aver reintegrato Gabriele e Palanca, nonché l'intervento di Bergamo in occasione della partita Roma-Juventus, tendente a fargli portare un cellulare con sé, già illustrato quanto a ricostruzione dei fatti".

    Quindi i pm non hanno formulato l'accusa di frode sportiva per l'episodio del "telefonino sicuro" in Roma-Juventus, ma hanno continuato a darvi "peso" nella richiesta di condanna. De Gregorio scrive a tal proposito: "Gabriele nel suo interrogatorio spiegò che si trattava di una partita molto delicata e per prudenza accettò il consiglio di Bergamo, evidenziando di aver ricevuto un sms da costui tra il primo ed il secondo tempo, in cui si comunicava che il gol Juve era in fuorigioco, egli consegnò il telefonino per accertamenti ed effettivamente fu riscontrata la presenza del messaggio e la sua provenienza dal designatore. [...] Quanto all'uso del cellulare durante l'incontro Roma-Juve va osservato che l'imputato, in sostanza, obbedì ad un'indicazione del designatore, ed in ogni modo il suo telefono servì a far segnalare un sicuro errore degli arbitri, per di più avvenuto a favore della Juve, cioè per uno scopo contrario a quello conforme alla tesi di Accusa".
    Eh già, lo scopo si è rivelato palesemente contrario alla tesi, ma Narducci e Beatrice non vi hanno rinunciato nel caso di Gabriele, tanto da costringere De Gregorio a farlo notare nelle sue motivazioni.
    Secondo Massimo Malpica de "Il Giornale", in un articolo del 18 aprile 2007, quell'sms inguaiava Bergamo: e invece provava il contrario. I giornalisti dovrebbero essere più prudenti e non prendere per oro colato ogni ipotesi dell'accusa.
    De Gregorio scrive che tra le prove presentate dai pm: "Principale elemento di prova a suo carico è dato dal possesso ed uso di una scheda riservata, di cui si è già trattato nella parte dedicata a questo argomento e a quella si rimanda, con riguardo alla ritenuta validità del metodo usato per la sua attribuzione, precisandosi che essa fu una delle 12 individuate in base al traffico telefonico delle prime 9. [...]", ma la conclusione della motivazione, come logica voleva, è che "essendo questo lo stato delle prove deve giudicarsi che il solo dato del possesso ed uso della scheda riservata non è bastevole a considerare Gabriele inserito nella compagine di cui al capo A) della richiesta di giudizio, sotto il profilo della mancanza del contributo apprezzabile all'associazione e l'imputato va mandato assolto per non aver commesso il fatto".

    All'Onorevole Daniele Capezzone, presente nella trasmissione "Il bianco e il nero", e che aveva parlato di linciaggio dei media per i coinvolti in Calciopoli, Gabriele rivolge la sua richiesta piena di amarezza: "Queste indagini, ecco Onorevole, un pm se fa le indagini e c'è un maresciallo, un capitano, e legge che c'è un messaggio di quel tenore... rovinare la vita ad una persona ci vuole poco, a me ed a tanti altri miei colleghi, mi permetto di dirlo anche per Paolo Bergamo, non dovrebbe succedere a nessun cittadino".

    Per quanto riguarda la stampa sarebbe come minimo doveroso, dopo aver riportato le tesi dell'accusa, spiegare almeno le motivazioni che hanno portato all'assoluzione più completa di chi, anni prima, si è ritrovato esposto al giudizio dell'opinione pubblica. Secondo nostro costume, portiamo degli esempi:
    Corriere della Sera del 13 maggio 2006, pagine 2 e 3, articolo firmato da Fulvio Bufi (nostro premio "Ballone d'oro 2010") e Fiorenza Sarzanini (rileggete l'articolo su "La fuga di notizie", ndr): "... e mediante il contatto occulto che avveniva nel corso della gara tra Paolo Bergamo e Marco Gabriele con l'utilizzo di un apparecchio telefonico riservato da utilizzare in caso di bisogno...". Leggetela tutta la parte relativa a quel Roma-Juventus.

    Corriere della Sera del 17 maggio 2006, pagina 11, Giovanni Bianconi scrive: "Usavano un sistema di «telefoni sicuri», per evitare che qualche orecchio indiscreto ascoltasse certe conversazioni. Sono loro stessi - i protagonisti della «banda Moggi» ipotizzata e descritta nel rapporto dei carabinieri di Roma - a usare quella definizione. Per esempio quando il designatore arbitrale Bergamo chiama la sua segretaria Maria Grazia Fazi chiedendole di avvisare Marco Gabriele, il «quarto uomo» della partita Roma-Juventus, affinché tenga acceso «un telefonino sicuro» durante l'incontro".
    Sono solo due esempi tra i tanti che potremmo tirar fuori. Abbiamo cercato articoli di Bianconi, di Bufi, e della Sarzanini, ma anche di altri giornalisti, che riconoscano a Marco Gabriele il suo diritto anche alla riabilitazione "mediatica", ma non li abbiamo trovati. La storia di Gabriele l'ha raccontata solo "Calcio GP" di Padovan, "Il bianco ed il nero", ed i soliti siti "di nani e ballerine", tra cui noi, che devono farsi carico di coprire le lacune informative dei grandi giornali con milioni di lettori.

    Crediamo che il "metodo" con cui svolgere una indagine e il criterio con cui valutare le ipotesi e le prove d'accusa debba essere diverso da quello visto con Calciopoli. Come crediamo che il ruolo della stampa debba essere diverso e sempre "orientato" a fornire ai lettori tutta la verità.

    http://www.ju29ro.com/dossier/cantan...alciopoli.html

    L'eco di Ju29ro. Fatti, caro Gorman, soltanto fatti.
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  5. L'avatar di Maccio_Camariottide Maccio_CamariottideMaccio_Camariottide è offline #50
    10-02-11 10:51

    Citazione gorman Visualizza Messaggio
    Noto con un certo divertimento che questi thread proseguono tranquillamente nell'essere "L'eco di ju29ro" e non certo discussioni pertinenti alle differenti udienze del processo.
    beh a me sembra che in occasione delle date si è parlato del processo spesso in diretta e postando commenti subito dopo........ basterebbe vedere le prime pagine...

    ci son state sicuramente udienze dove si è detto poco perché o per durata o per contenuti c'era poco da commentare...
    il thread è relativo all'udienza del 25 gennaio e siamo al 10 febbraio, quello che c'era da dire su quell'udienza è stato detto... poi il thread viene utilizzato di volta in volta per riportare articoli legati a tutto il mondo della farsa....

    sembrava abbastanza chiaro...
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  6. L'avatar di billyburke2 billyburke2billyburke2 è offline #51
    10-02-11 11:43

    Xpro, lesa un caz
    I giudici hanno detto che non sono legittimati a fare alcunché, PUNTO. La Juve lo avrebbe potuto fare ma esistono dei tempi, che voi ovviamente non conoscete, entro cui bisogna presentare ricorsi amministrativi.
    Risultato: questa è l'unica sentenza amministrativa sul tema che tu mai sentirai. 12000 euro al signor Moratti Massimo, preeeeego
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  7. LibertarioLibertario è offline #52
    10-02-11 12:57

    Metodo Auricchio - La 'combriccola' giocava a calcetto

    Redazione Giovedì 10 Febbraio 2011 00:21




    Il precedente capitolo è stato dedicato alla fantasiosa ricostruzione dei molteplici sdoganamenti di Massimo De Santis, ora volgiamo la nostra attenzione alla teoria che accredita l'arbitro laziale come integrale all'associazione a delinquere, vero punto di riferimento per alcuni giovani arbitri, disposti, pur di fare carriera, ad assecondare i dettami della Cupola, di cui De Santis si sostiene fosse una sorta di "allenatore in campo".
    Si tratta di un'ipotesi giudiziaria assai longeva invero, che affonda le sue radici nei primissimi interrogatori dei Pm napoletani, allorquando a testimoniare davanti ai carabinieri si recarono l'allora presidente del Venezia, Franco Dal Cin, e conseguentemente i presidenti di Cagliari e Livorno, Cellino e Spinelli. Dalle dichiarazioni dei tre, prese congiuntamente, gli inquirenti evincevano la possibilità che gli arbitri Gabriele e Palanca, sotto indagine per frode sportiva, nell'ambito di un'indagine sul calcioscommesse, fossero legati alla GEA. Cellino, nello specifico, avanzava, a titolo di sensazione, l'idea di un De Santis figura carismatica che guidava gli arbitri meno esperti in tale direzione.
    La delega ricevuta dal Nucleo Investigativo di Roma, dice Auricchio, era per "svolgere accertamenti in merito ai calciatori della società del Messina, ed eventuali loro legami con la società GEA, a eventuali legami della società GEA con alcuni arbitri... in particolare, asseritamente individuati con l'appellativo 'arbitri appartenenti alla combriccola romana'. Ecco, grosso modo, queste le ipotesi di lavoro delegate".
    La risposta degli investigatori è un'informativa del 18 settembre 2004. Auricchio dichiara che gli accertamenti hanno riguardato Gabriele e Palanca "accertamenti di tipo economico, sul profilo finanziario dei due citati arbitri... e avevamo svolto degli accertamenti sui calciatori della società del Messina Calcio... e abbiamo effettuato delle assunzioni di informazioni nei confronti di alcuni Presidenti". L'avvocato Prioreschi, controesaminando Auricchio, ha fatto notare che a questa prima informativa non è allegata documentazione, ma solo le dichiarazioni di Canovi, Morabito, Cellino e Spinelli. L'ipotesi che Auricchio formula è "un quadro indiziario, in termini di assoluta concretezza, circa l'esistenza di un gruppo di soggetti, comunque riconducibili a Moggi Luciano, in grado di sviluppare una posizione dominante all'interno del sistema di calcio professionistico". Auricchio ha confermato, rispondendo alle domande dell'avvocato Prioreschi, che le indagini si sono indirizzate da subito verso Luciano Moggi. I media, appena ricevuto il lavoro d'indagine fatto fuggire, ci hanno bombardato con la "combriccola romana", favorendo la sensazione che si trattasse di una cupola nella cupola, con a capo De Santis, organica e al servizio della "compagine moggiana".
    Del resto Auricchio nell'informativa dell'aprile 2005 scrive che:
    "L'attività d'indagine ha consentito di acquisire elementi che supportano le dichiarazioni rese in data 5 giugno 2004 da Dal Cin, amministratore unico della società sportiva Venezia Calcio, ed in particolare le affermazioni espresse dallo stesso circa l’esistenza di "… un gruppo di arbitri facenti parte della cosiddetta combriccola romana…". Le risultanze acquisite dimostrano, infatti, che l’arbitro internazionale Massimo De Santis ha riunito intorno a sé alcuni arbitri e assistenti capitolini, ma non solo, appartenenti in prevalenza alle sezioni arbitrali di Roma 1, 2 e di Ostia - tra i quali figura proprio Luca Palanca – riuscendo in tal modo a formare un gruppo stabile. [...] Le indagini evidenziano, inoltre, come la posizione che il De Santis con il gruppo di arbitri e assistenti a lui collegati si è riuscito a costruire all’interno del sistema arbitrale italiano, poggi anche sulla commistione con Luciano Moggi. Infatti, un "centro di potere" dalle potenzialità così elevate come quello messo a punto da De Santis, tra l’altro in un settore nevralgico qual è il sistema arbitrale, non poteva coesistere all’interno del "sistema calcio" senza avere legami con Luciano Moggi e la fitta rete di collusioni e commistioni che costituiscono la longa manus attraverso la quale il predetto esercita influenza e pressione sull’intero circuito calcistico, come rilevano le indagini nel loro complesso".
    Avete notato il nome dell'arbitro Luca Palanca? Bene, fuori uno, perché su Palanca non è stato trovato nulla, il suo nome non figura neppure nell'avviso di chiusura indagini del 12 aprile 2007.
    Sulla combriccola ed i presunti legami con la GEA, oggetto della delega dei pm, Auricchio ha chiesto ed ottenuto di poter intercettare in base ad "un quadro indiziario, in termini di assoluta concretezza", e ci saremmo aspettati qualche prova più tangibile a suffragio delle sue ipotesi iniziali, invece nel processo GEA della combriccola romana non c'è traccia, nessun imputato. A proposito della "concretezza" vedremo che persino il giudice De Gregorio, nel giudizio abbreviato su Gabriele, scrive che le deposizioni di Dal Cin e Cellino "non sono significative ai fini in esame".

    La composizione della cosiddetta "combriccola", scrive Auricchio, viene svelata da alcune telefonate "proficue":
    "Il 15 ottobre u.s. alle ore 18,32 (vds prog. 416) viene intercettata una proficua conversazione tra Palanca e Martino Manfredi, impiegato dell’AIA, che permette di individuare gran parte degli appartenenti alla combriccola". La combriccola esiste e la prova, per Auricchio, si rafforza tre giorni dopo: "Il 18 ottobre u.s. alle ore 09,59 (vds prog. 500 utenza 335/76...– Palanca Luca) viene intercettata una nuova conversazione che fornisce ulteriori e qualificanti elementi sull’esistenza della combriccola e dei suoi componenti. In particolare, il Palanca riceve una telefonata dall’utenza 392/140**** intestata ed in uso a Ceniccola Enrico... I due inizialmente parlano della consueta partita di calcetto della combriccola prevista per l’indomani, martedì 19 ottobre, e delle difficoltà a parteciparvi da parte del Palanca...".
    La combriccola esiste e gioca a calcetto, si incontra "al Forum, un centro sportivo della capitale dove gli arbitri capitolini si allenano ma soprattutto dove quelli del gruppo di De Santis giocano tra loro a calcetto...".
    Da chi è composta la "combriccola"?
    Auricchio scrive che "dalle conversazioni che seguono, è possibile individuare gli arbitri e gli assistenti che costituiscono il gruppo creato da Massimo De Santis, del quale risultano oltre a Luca Palanca, Enrico Ceniccola, Marco Alessandroni e Paolo Ricci, tutti assistenti della CAN di A e B, Maurizio Ciampi, Sergio De Santis e Manfredi Martino, collaboratore dei desiginatori Bergamo e Pairetto".

    Auricchio, come abbiamo visto, sosteneva che un "centro di potere" come la combriccola "non poteva coesistere all’interno del 'sistema calcio' senza avere legami con Luciano Moggi", quindi sarebbe logico attendersi che i suoi componenti siano stati "utili" per il "boss" al fine di raggiungere i risultati prefissati.
    In realtà non è così, perché i risultati raggiunti dalla squadra di Moggi con De Santis, come abbiamo visto, sono ampiamente negativi, mentre gli arbitri Gabriele, Palanca e Ciampi non arbitrano mai la Juventus, come gli assistenti Alessandroni e Sergio De Santis. Solo gli assistenti Ricci, tre volte, e Ceniccola, una sola volta, incrociano la Juventus.
    Manfredi Martino, collaboratore dei designatori, tifoso milanista e "avvisatore" di Meani sulle designazioni, è per Auricchio un membro della combriccola ma, dopo otto interrogatori come persona informata sui fatti, ascende al ruolo di testimone dell'accusa come unico puntello per la tesi dei sorteggi truccati.
    Di Palanca abbiamo detto, zero su tutta la linea, mentre Marco Gabriele è stato imputato di associazione a delinquere e assolto con rito abbreviato, "per non aver commesso il fatto", grazie ad un colpo di fortuna che abbiamo analizzato in un redente articolo. Anche nel caso di Gabriele sono state selezionate ed evidenziate nelle informative due telefonate interpretate come l'intenzione di influenzare l'andamento della partita Roma-Juventus, ed è stata "trascurata" la telefonata alla Fazi che, per sua fortuna, Gabriele ricordava di aver fatto e che, insieme all'sms ricevuto da Bergamo, ha salvato l'ex arbitro e dimostra che il designatore non aveva nessuna intenzione di truccare quella partita.

    Nel dibattimento in corso a Napoli, della "combriccola" troviamo solo De Santis, ritenuto uno dei promotori della cupola e Ceniccola, imputato di frode sportiva per la sola partita Lecce-Juventus.
    Quali sono le prove d'accusa contro Ceniccola? Tre magliette ricevute in omaggio dalla Juve a fine partita ed una telefonata con De Santis nella quale si lamenta dell'esiguo omaggio e dice "tanto m’ha detto che me le mandano, per questo…", aggiungendo anche la sua versione di un incontro negli spogliatoi, dopo la gara: "stavo del là e stavo a fa la doccia poi è arrivato lui no... Per cui m’ha salutato m’ha detto bravo m’ha detto sei stato bravo m’ha detto èèèèè anzi m’ha detto sei stato spettacolare m’ha detto, gli ho fatto ma secondo lei posso tornà a fa la Juve? È... s’è messo a ride... m’ha fatto voi tornà? …a detto non te voi annà mai da qui ha detto…" (copia/incolla dall'informativa, errori compresi, ndr).
    Nelle motivazioni della sentenza del rito abbreviato il giudice De Gregorio riporta questa conversazione e scrive che "La contestuale domanda di questi circa possibili impieghi in future partite della squadra e la positiva risposta avutane assumono valore indiziante circa il potere di Moggi sul settore arbitrale". Luciano Moggi è tanto potente, e tanto contento dell'operato dell'assistente, che Ceniccola non verrà mai più designato nelle partite della Juventus per quel campionato. Una sola partita con la Juve gli vale una imputazione. Sfigato.
    Ceniccola nella sua deposizione spontanea ha messo in rilievo che si è voluto evidenziare solo quel piccolo omaggio che arbitri ed assistenti ricevevano da tutte le squadre a fine gara e come, anzi, Milan ed Inter facessero regali di maggior pregio e valore, come i maglioni di cachemire della società nerazzurra (guarda il video della deposizione).

    Che la combriccola romana, tanto strombazzata dai media, non fosse uno "strumento dell'associazione" a favore della Juventus lo ha dovuto ammettere Auricchio durante il controesame dell'avvocato Prioreschi il 23 marzo 2010.
    Avv. Prioreschi: Colonnello, colonnello, scusi… nella sua prospettiva, recepita poi dal Pubblico Ministero nei capi di imputazione, De Santis era il capo della combriccola romana. Era colui che sistemava…
    Auricchio: Che è una combriccola di arbitri, però… una combriccola di arbitri.
    Avv. Prioreschi: Eh, ho capito, ma di arbitri in favore Juventus.
    Auricchio: Li abbiamo indicati gli arbitri a cui era legato.
    Avv. Prioreschi: Eh, ho capito. Ma allora qui, mi pare che il dato tecnico…
    Auricchio: Non ci sono arbitri che hanno arbitrato la Juventus, nella combriccola romana.
    Avv. Prioreschi: … non ci stanno arbitri che hanno arbitrato…
    Auricchio: Non ci stanno, non ce ne sono… Ma, la combriccola romana non è la combriccola di Moggi, è la combriccola romana… per altro un termine non coniato da noi, ma coniato da terze persone in udienza, in assunzione di informazione, quindi noi abbiamo soltanto riportato il dato, non…
    Avv. Prioreschi: Quindi, quindi, mi faccia capire, perché io questo per la verità non l’avevo capito… Quindi, la combriccola romana non è legata a Moggi…
    Auricchio: La combriccola romana è un concetto completamente differente…
    Avv. Prioreschi: … non c’entra nulla con Moggi…
    Auricchio: La combriccola romana è un concetto differente, quindi se Lei valuta la combriccola romana è un concetto differente rispetto agli arbitraggi delle partite a favore della Juventus. Cioè non è un fatto automatico, diciamo… la combriccola romana è un gruppo di arbitri…
    Avv. Prioreschi: … che non favorisce la Juventus!
    Auricchio: Esattamente. Una combriccola… un gruppo di arbitri… no che non favorisce la Juventus… un gruppo di arbitri che stanno, diciamo, che sono amici tra di loro… esatto.
    Avv. Prioreschi: Quindi che fanno? Vanno a gioca’ a calcetto…
    Auricchio: In questa combriccola romana, il, come dire, il referente più importante della combriccola romana è l’arbitro De Santis, che storicamente è un arbitro, diciamo… e anche sicuramente dalle intercettazioni della prima parte hanno connotato questo suo legame a favore della Juventus in… successivamente registriamo palesemente… quelle due conversazioni che Lei ha indicato di Tosatti sono piuttosto indicative… di un comportamento completamento sdoganante da parte di De Santis.
    Avv. Prioreschi: Colonnello, Lei sulla combriccola romana c’ha fatto l’informativa del 18 Settembre 2004 con la quale ha chiesto le intercettazioni mirate… ha fatto le intercettazioni…
    Auricchio: Ma scusi, le ipotesi… esattamente… le ipotesi investigative…
    Avv. Prioreschi: … si rende conto che adesso sta… il contrario?
    Auricchio: Ma no, assolutamente.
    Avv. Prioreschi: No?
    Auricchio: Ma scusi, secondo Lei le indagini che sono state sviluppate in due anni, sono nate in un modo e dovevano necessariamente morire per come sono nate?
    Avv. Prioreschi: Quindi si è sbagliato… quando il 18 Settembre…
    Dagli atti noti, le indagini vere non durano neppure un anno, non avendo conoscenza di attività d'indagine dopo il giugno 2005, tanto è vero che non ascoltarono neppure il De Cillis dopo che gli indagati erano stati avvisati. Vero anche che spesso si nasce a Milano e si muore a Napoli, ma ipotizzare legami della combriccola con la Gea e non trovarne traccia tra gli imputati di quel processo che si è avvalso anche del lavoro di Auricchio, come scoprire che la combriccola non favorisce la Juventus, e che non c'entra niente con Moggi, porta inevitabilmente a chiedersi su che basi si fondasse l'ipotesi iniziale per la quale fu richiesta e concessa l'autorizzazione ad intercettare. La sensazione che la combriccola sia stata solo il grimaldello per aprire il portone di casa Moggi è presente anche nei discorsi al bar dello sport.

    L'ipotesi iniziale basata sulle deposizioni di Dal Cin e Cellino viene bocciata anche dal giudice De Gregorio, che pure ha sposato diverse tesi di Auricchio copiandone persino gli errori, come nel caso di Dondarini, quando nella motivazione della sentenza il giudice scrive che Dondarini ha annullato un gol al Chievo negli ultimi minuti, come riportato da Auricchio nell'informativa in modo errato, perché si trattava al massimo di un possibile rigore non accordato.
    Ebbene, nel motivare l'assoluzione dell'arbitro Gabriele, il giudice De Gregorio non può fare a meno di evidenziare la debolezza delle prove portate dall'accusa e tra queste anche l'appartenenza alla "combriccola":
    Pagina 193 delle motivazioni della sentenza De Gregorio su Gabriele: Il PM ha inoltre evidenziato a suo carico informazioni rese da Dal Cin, ex amministratore unico del Venezia e da Cellino, presidente del Cagliari. Il primo dichiarò che un gruppetto di arbitri, Gabriele, Palanca e De Santis, successivamente definiti combriccola romana, erano collegati alla Gea di Moggi.
    Il secondo affermò che tutti gli addetti ai lavori del mondo del calcio sapevano che vi era un gruppo di arbitri, cioè Palanca, Gabriele e l'assistente Ceniccola, legati a De Santis; secondo il PM da questo legame nasceva la dipendenza anche con il sodalizio capeggiato da Moggi; lo stesso Cellino parlò di una partita Fiorentina-Cagliari del 2005/06, anno successivo a quello per cui è processo, precisando che Gabriele prima della partita gli disse "...sei già di cattivo umore? Pensa a come lo sarai dopo" e che vi fu un arbitraggio unilaterale e a favore dei viola.
    Deve osservarsi che le notizie acquisite da Dal Cin e Cellino non sono significative ai fini in esame, potendosene ricavare al più la sussistenza di un collegamento tra Gabriele e gli altri arbitri romani, peraltro spiegabile con le comuni attività di allenamento e/o normale frequentazione; d'altra parte non può neppure prendersi in considerazione l'affermazione di Cellino circa il dedotto contegno dell'imputato prima del match con la Fiorentina per l'esiguità e l'ambiguità del suo contenuto...
    Il 20 aprile 2010 Massimo De Santis ha reso una deposizione spontanea nella quale ha dichiarato, tra le altre cose:
    Massimo De Santis: ...Leggo addirittura che l'ipotesi investigativa parte da quella che io avrei costituito: "La combriccola romana". Sarebbe bastato, al colonnello Auricchio, e agli uomini del suo reparto, informarsi, andare in Federazione, acquisire gli atti di come venivano organizzati i poli di allenamento. Sarebbe bastato venire nei punti dove noi ci trovavamo sistematicamente tutti i giorni per fare allenamento agli ordini di un preparatore atletico, allenamenti che ci erano imposti, non erano a nostra discrezione. Bastava venire lì, fare un appostamento, vedere quello che facevamo, quello che dicevamo, e si sarebbero accorti che "la combriccola romana" non esisteva, non saremmo arrivati qui in dibattimento al controesame del colonnello Auricchio... venire qui e sentirmi dire che era un'ipotesi. Che "la combriccola romana" non esisteva. Perché proprio su quello che ha scritto il colonnello Auricchio, in base a questa "combriccola romana", io non sono potuto uscire da casa, Signor Giudice. Allora le indagini, lo stesso nucleo operativo dei carabinieri dove io, per la mia professione, svolsi un tirocinio, mi spiegò che le indagini vanno fatte a 360°, e l'obiettivo delle indagini è la ricerca della verità. Qui, tutto ho visto tranne che la ricerca della verità. Perché se il colonnello Auricchio avesse fatto questo ragionamento, e se avesse avuto l'accortezza di andare a valutare quello che accadeva realmente, nella realtà, io non dovevo aspettare quattro anni per sentirmi dire che 'la combriccola romana' non esisteva, io non sarei dovuto arrivare qui a sentire il colonnello Auricchio dire che in Lecce-Parma io non c'entravo nulla, che in Lecce-Parma i giocatori hanno smesso di giocare. Il colonnello Auricchio mi ha definito "una persona d'alto profilo delinquenziale"! [...]
    E io, sentendo quel che diceva Auricchio, ho capito che tutto quello che mi hanno insegnato in 25 anni non serve a niente, che un uomo, un essere umano a cui viene dato il compito di fare un'indagine, di andare a ricercare la verità, può decidere se andare a ricercare in un verso o in un altro. Le indagini vanno fatte a 360°! Qui sono state fatte in un'unica direzione, almeno per quanto riguarda la mia persona. Io non ho un'intercettazione telefonica con il dottor Moggi. Ed è passato da tutte le parti che io avevo intercettazioni telefoniche a non finire! Sono stato prima doganato, poi sdoganato, poi ridoganato, poi risdoganato. Sono in una confusione che forse sarebbe dovuta venire in mente a colui che ha condotto queste indagini quattro anni fa. Mi viene addebitata una scheda telefonica svizzera nel momento in cui io sono sdoganato! Io sono l'unico arbitro con cui la Juventus, quell'anno, perde due partite! Sono l'arbitro che fa parte di quest'associazione! Sono un promotore, e sono l'arbitro che in termini spiccioli arbitra di meno e guadagna di meno degli altri! Io leggo intercettazioni telefoniche di miei colleghi dove c'è chi cambia rapporti, chi dice 'faccio questo', chi addirittura, sento dire, va a cena al buio in un ristorante chiuso.

    http://www.ju29ro.com/dossier/metodo...-calcetto.html
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  8. L'avatar di gorman gormangorman è offline #53
    10-02-11 14:46

    Citazione Maccio_Camariottide Visualizza Messaggio
    il thread è relativo all'udienza del 25 gennaio e siamo al 10 febbraio, quello che c'era da dire su quell'udienza è stato detto... poi il thread viene utilizzato di volta in volta per riportare articoli legati a tutto il mondo della farsa....

    sembrava abbastanza chiaro...
    Oh, chiaro è chiarissimo. La cosa chiara è come questa serie di thread sia, lo ripeto, a tutti gli effetti un rimbalzare continuo delle tesi di ju29ro (et similia). È chiaro che si intitola una discussione in un modo e poi la si usa tranquillamente per fare un po' quel che si vuole. Il che, ragionevolmente, non va bene in un forum. Perché io clicco, vedendo che ci sono nuovi messaggi, e invece di leggere messaggi pertinenti alla discussione, leggo più spesso che no il copia/incolla da ju29ro.

    Lo potete fare? Evidentemente sì. Così come io posso proseguire nel lamentarmene, visto che in entrambi i casi non sono stati presi provvedimenti.

    E per Libertario: di fatti, qua, mi sa che ci sono solo quelli che scrivono su quei siti cialtroni. IMHO. Che intanto devono cacciare il grano, poi si vedrà.

    Con immutata stima.
    Rispondi con Citazione 

  9. L'avatar di ivocco ivoccoivocco è offline #54
    10-02-11 14:49

    Citazione gorman Visualizza Messaggio
    Oh, chiaro è chiarissimo. La cosa chiara è come questa serie di thread sia, lo ripeto, a tutti gli effetti un rimbalzare continuo delle tesi di ju29ro (et similia). È chiaro che si intitola una discussione in un modo e poi la si usa tranquillamente per fare un po' quel che si vuole. Il che, ragionevolmente, non va bene in un forum. Perché io clicco, vedendo che ci sono nuovi messaggi, e invece di leggere messaggi pertinenti alla discussione, leggo più spesso che no il copia/incolla da ju29ro.

    Lo potete fare? Evidentemente sì. Così come io posso proseguire nel lamentarmene, visto che in entrambi i casi non sono stati presi provvedimenti.

    E per Libertario: di fatti, qua, mi sa che ci sono solo quelli che scrivono su quei siti cialtroni. IMHO. Che intanto devono cacciare il grano, poi si vedrà.

    Con immutata stima.
    Gorman,ma guarda che stanno aspettando la sentenza del processo di Napoli prima di fare qualcosa eh.
    Rispondi con Citazione 

  10. L'avatar di Maccio_Camariottide Maccio_CamariottideMaccio_Camariottide è offline #55
    10-02-11 14:50

    da quel che so c'era un thread contenitore di ciò che riguardava calciopoli ma fu chiuso... poi non ricordo sinceramente...

    diciamo che è dal primo thread di questa tipologia che lo si usa in questo modo, postando notizie (praticamente tute di ju29ro appunto) che comunque fanno riferimento a quello che è stato...
    Rispondi con Citazione 

  11. L'avatar di gorman gormangorman è offline #56
    10-02-11 15:57

    Citazione ivocco Visualizza Messaggio
    Gorman,ma guarda che stanno aspettando la sentenza del processo di Napoli prima di fare qualcosa eh.
    Oh, son fesso... sai che non ho capito cosa intendi?
    Rispondi con Citazione 

  12. L'avatar di ivocco ivoccoivocco è offline #57
    10-02-11 17:02

    Citazione gorman Visualizza Messaggio
    Oh, son fesso... sai che non ho capito cosa intendi?
    Neanche loro,ma è quello che gli dicono i loro siti informati per tenerli caldi.
    Rispondi con Citazione 

  13. LibertarioLibertario è offline #58
    10-02-11 20:11

    Citazione gorman Visualizza Messaggio
    E per Libertario: di fatti, qua, mi sa che ci sono solo quelli che scrivono su quei siti cialtroni. IMHO. Che intanto devono cacciare il grano, poi si vedrà.

    Con immutata stima.
    Sono cialtroni perchè non riesci a smontare ciò che affermano nei loro articoli? Sono sicuro che basta leggerli per cominciare a capire qualcosa su calciopoli, lungi dalle amenità di gazzette, narducci e soci.

    Dai, si parla di De Santis, ti faccio una domanda: secondo te la combriccola romana esisteva, e su quali basi lo affermi?
    Rispondi con Citazione 

  14. Father Balder #59
    11-02-11 01:34

    Citazione Libertario Visualizza Messaggio
    Sono cialtroni perchè non riesci a smontare ciò che affermano nei loro articoli? Sono sicuro che basta leggerli per cominciare a capire qualcosa su calciopoli, lungi dalle amenità di gazzette, narducci e soci.

    Dai, si parla di De Santis, ti faccio una domanda: secondo te la combriccola romana esisteva, e su quali basi lo affermi?
    su questa:




    (tanto per dirne UNA famosa)
    Rispondi con Citazione 

  15. LibertarioLibertario è offline #60
    11-02-11 01:43

    Allora erano corrotti anche arbitro e guardalinee di questa partita?



    Insomma...io parlo di roba non da bar sport e non da ultras rosiconi e ubriachi. Dati di fatto che confermino l'accusa, nella fattispecie. Ciò che in farsopoli non è mai esistito.
    Rispondi con Citazione 

 
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