"Ma che fà li sotto professore? Mah ahah venga fuori!"
Ladri di cadaveri di John Landis
Landis torna al cinema dopo una pausa di 13 anni, dal sacrilezioso Blues brother 2. Torna con una commedia black presentata al festival di Roma qualche mesetto fà. Regista delle commedie più divertenti e memorabili dell'epoca d'oro di Hollywood (Blues Brothers, Il principe cerca moglie, Animal house per dirne qualcuna), ha latitato parecchio nel periodo successivo. Chi si ricorda di Delitto imperfetto o The stupids? Nessuno, tutti vogliono dimenticare.
Sembra che la sua epoca sia finita, e lui, molto cavallerascamente, si è levato dalle scatole (salvo fare robetta per la tv o per Masters of horror, per altro uno dei migliori episodi il suo). Ora torna e si spera con qaulcosa di nuovo, nel suo campo.
E fa flop. Niente di grave, niente di pessimo, ma ha tirato fuori una commedia scialba, moscia. Sembra il classico lavoretto minore di un regista proficuo che si prende una pausa o, visto che non è il suo caso quello appena citato, sembra un lavoro fatto così, tanto per tornare al cinema. E peccato perchè poteva stare ancora ai box e trovare un soggetto migliore.
Non che la storia sia male, o gli attori, o la relizzazione. Manca di quel non so che, manca di quella scintilla che svegli lo spettatore, essenziale in una commedia, anche se black. Manca del tocco à la Landis che aveva e che non ha più, ormai si può dirlo ufficialmente. Allora, visto che tutto sommato non era malissimo...perchè non scrivere e far dirigere gli altri?
Non male il cast con Simon Pegg e Serkis buoni protagonisti e Wilkinson e Curry comprimari. isla Fisher molto pettoruta è una gioia e Ray Harryhausen fà una comparsata (come anche tutta la famiglia di Costa Gavras). Mi è piaicuta tantissimo Jessica Hynes, già al fianco di Pegg in L'alba dei morti dementi.
Qualunquemente di Giulio Manfredonia
Casco anche io nel trappolone "commedia italiana del momento", una delle tante. Devo dire, come inizio, che non sono mai stato fan del personaggio Cetto La Qualunque e Albanese non è proprio tra i miei preferiti, ma neanche mi sta antipatico.
Però, questo film, sembra strano ma funziona. E' esagerato, volgare, stupido e puzzolente. In una parola, è calabrese. Senza offesa, Cetto sarebbe fiero. C'è di tutto; prostituzione, inquinamento, abusivismo, prostituzione, corruzione, mafia, minacce e percosse, evasione fiscale, brogli elettorali, ntenstazione di beni a prestanome (parenti) e nepotismo. Si è esagerato e surreale ma è anche fin troppo vero.
Come hanno detto altri, non fa ridere, magari un paio di volte, ma fa riflettere e fa venire il nervoso. E' un quadro perfetto dell'Italia, di una certa parte, molto grande però. Tanti e chiari riferimenti al premier: quella coda finale sulla magistratura, le amanti, le prositute, il figlio metà Il trota Bossi (come aspetto) e metà Piersilvio (gli intesta una proprietà).
Il probema principale è che si esaurisce ben presto e tira un pò a campare fino a raggiungere i 90 canonici minuti. Il ritmo non è sempre alto, forse per la mancanza di sufficenti gags. Riesce a disgustare e mira bene chi vuole colpire.
Lo definirei, in definitiva, una commedia mafiosa-western (per le musiche, e non solo, della Banda osiris) con accenni al cinema impegnato di Rosi, tiè!
Quello che fa l'invalido finto, Mario Cordova, è il doppiatore di Richard Gere. Che brutto vedere le voci dal vivo.