Partiamo dal presuposto che la pubblicità è un fattore predominante sulla prezzo e sulla qualità materiale della stessa. Se vedi riviste piene di pubblicità tipo ad esempio GQ o le riviste di moda in genere, hanno carta fantastica e prezzo contenuto rispetto al numero di pagine.
Adesso, vedere 5 pagine di pubblicità su 90, vuol dire che la rivista vende molto poco, quindi è facile preventivare una chiusura nel breve termine. A questo punto si trovano delle scappatoie chiamate gioco in regalo. Adesso non conoscosco esattamente il settore, ma sicuramente allegare un dvd ad una rivista, ti permette di uscire in edicola e di fare capitale. In questo caso la rivista in genere è un palliativo per vendere un gioco in edicola, risparmiando rispetto al venderlo in un'altra sede (supercato o negozio specializzato che sia).
Dal punto di vista dell'editore, presupponendo che l'unico scopo è capitalizzare, ha più importanza avere una rivista dai scarsi contenuti pur di poter vendere i videogiochi in edicola. In breve la rivsita è il mezzo per vendere videogiohi in edicola, unica cosa che rende sensata la presenza in edicola.
Una rivista di scarsi contenuti, che non conta la quantità di questi ma bensì la qualità, viene in genere popolata da collaboratori che scrivono per un tozzo di pane, o peggio, i pochi che fanno parte della redazione fanno tutto, non giocando i giochi e prendono spunto dalle recensioni in rete, per creare quel plico di carta rilegato che permette di vendere il DVD, non la rivista.
Questa pratica è diffusa da molti anni, si mettono un sacco di collaboratori per far vedere che si copre tutti i generi, e alla fine si firmano gli articoli con un blando "redazione GMC", quindi è facile pensare che i collaboratori siano un nome stampato e poco più.
Adesso perchè ci sia la traduzione italiana di una famosa rivista inglese mi lascia l'amaro in bocca, perchè vorrebbe proprio dire che gli esperti italiani non siano in grado di trattare l'argomento dopo trent'anni?
Ritengo che 3 riviste dello stesso editore su un mercato videoludico ormai surclassato dal dominio delle console sia talmente fuori luogo che l'unico motivo logico di 3 riviste sia vendere un cazzo di gioco vecchio di 2 anni!
Sarò vecchio stampo, ma la rivista di vidieogiochi, per me era un modo per decidere se comprare o no un videogioco, non conprare un videogioco in edicola!
Ai tempi di Zeta, leggendo una recensione sapevo se comprare o no, sapevo se poteva piacermi un gioco opppure no, sapevo anche se un gioco bello per la maggiorparte della gente poteva piacermi anche in base alla dinamiche stesse del gioco.
Per un paio di anni presi GMC raccogliendo per forza di cosa una serie di giochi di cui non me ne fregava nulla, proprio per poter avere tra le mani la rivista, rivista che ho sempre sperato migliorasse e invece peggiorava sempre più. Di conseguenza smisi di comprarla proprio perchè uso la rivista come scelta di acquisto di un gioco, in quanto giocare un gioco vecchio di 2 anni ritengo mi faccia perdere l'evoluzione tecnica e temporale dello stesso.
Poi basta stare un pò attenti e accorgersi che lo stesso gioco che si compra in edicola, magari conservato in una schifosa confezione di cartone di trova nei supermercati "specializzati" allo stesso prezzo nella confezione retail.
Il discorso della carta che costa, che s'inquina, ormai è un discorso tanto di moda quando stravolto dal pensiero generico, appunto di gente che parla senza nemmeno sapere la differenza tra carta rigida, carta bianca, carta spessa ecc.
Su questa ignoranza, gli editori vanno a nozze, usando la carta che vogliono e cambiando i prezzi come vogliono... insomma se il prezzo aumenta perchè la carta peggiora?! Se la carta peggiora il prezzo dovrebbe rimanere invariato, no? Con sta scusa ecologica, fanno il prezzo che vogliono... ma le associazioni dei consumatori dormono?! Se mi stampi su carta che colpita dalla luce non si legge, non solo hai inquinato mai l'hai fatto anche per una cosa inutile...abbastanza inutile da permetterti comunque di vendere un gioco vecchio di 2 anni