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  1. L'avatar di PrincipeArthas PrincipeArthasPrincipeArthas è offline #31
    22-02-11 12:46

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    In realtà è proprio questo il punto: è la certezza, da parte di coloro che si appropriano indebitamente delle risorse dello Stato, che non ci saranno conseguenze palpabili nel breve termine (che porterebbe, con facilità, alla loro deposizione).
    Perciò loro si tengono il loro posto e consolidano la loro posizione elargendo posti di lavoro pagati dallo Stato che, però, nel bene e nel male siamo noi tutti, quindi peggiorando inevitabilmente la qualità della vita "generale".

    Al contrario, con un federalismo serio (e già qualche punto di questo federalismo mi ha fatto sboccare abbastanza, uno su tutti l'esenzione per la chiesa dal pagamento di alcune tasse - che nella bozza NON C'ERA), i governanti avranno finalmente un popolo conscio delle loro responsabilità e IN AUTOMATICO si premieranno (o meglio, si tenderanno a premiare) coloro che sanno governare.



    Tutte sono indebitate (prendiamolo per vero) per motivi diversi. La Lombardia aveva nel 2005, se non ricordo male, un attivo allucinante, peccato che corrispondesse euro più euro meno al passivo della Campania o della Sicilia. Visto che le regioni in passivo sono più e più in passivo delle poche, pochissime in attivo o quasi in pari, ecco il motivo dell'indebitamento.
    L'apertura forzata agli investitori privati è cosa buona e giusta e il movimento di capitali deve portare ad un ritorno in capitali che porta ad un controllo economico, il controllo "politico" è sempre dello Stato eh, non è che una regione sta diventando nazione indipendente.



    Non sapevo del parere del Trentino a riguardo, ma suppongo che sia perché arrivando meno soldi a Roma (e suppongo che a loro, in quanto a Statuto Speciale, giunga una percentuale) otterrebbero qualcosa di meno ogni anno.
    In caso contrario non capisco: hanno università al top e città ai vertici delle classifiche per qualità della vita e così via, perché temere la loro propria economia?

    L'opinione generale è che il federalismo fiscale tenda ad avvantaggiare le regioni più virtuose e meno quelle che sopravvivono grazie e solo grazie alle risorse di quelle in attivo.
    Nulla impedisce una possibile politica di sviluppo del sud (espandendo il mercato di imprese del nord, perché no) ma alla fine è un cane che si morde la coda: un'azienda che, aprendo una filiale al sud, sia obbligata a sottostare a pagamenti di pizzo o si trova in un nanosecondo l'auto aziendale in fiamme capirai che non vorrà più di tanto fare investimenti.
    Già la pressione fiscale in Italia è a livelli esorbitanti, se poi appena si iniziano a generare utili ci si trova in queste situazioni è chiaro che tanto valeva investire da tutt'altra parte.

    Le colpe sono "ereditarie". Non abbiamo la bomba atomica in Italia, ma noi che colpa ne abbiamo? Mica l'abbiamo combattuta noi la guerra. Eppure non abbiamo l'atomica. Perché? Perché le colpe, come i meriti, sono ereditari. Noi abbiamo ereditato un debito pubblico che dovremo pagare. Noi, del nord, non abbiamo permesso che le piccole-medie aziende (che sono il cuore della nostra economia) dovessero sottostare a mafie e così via, creando così un ambiente potenzialmente economicamente florido (anche se c'è ancora da lavorare sui "favori" di troppo, niente da dire); voi, del sud, non l'avete fatto. Non voi, certo, ma voi dovrete risolverlo.
    Non c'è alcun problema a chiedere un aiuto e se ce ne sarà la possibilità sono sicuro che un mercato come quello del meridione sarà tutto meno che ignorato da potenziali investitori, ma non si può continuare a dare fior di denaro che finisce nelle tasche dei soliti.

    Vedi? Questa è l'illusione del pensiero leghista, ossia credere che il federalismo possa avere solo ripercussioni economiche. Non può e non potrà mai essere così.

    Il trentino non teme per la propria economia (che si regge benissimo in piedi da sola così come quella lombarda) ma teme per tutto il resto.

    E' una questione di mentalità e di cultura. Credere che con il federalismo "chi si fa i conti in tasca sta a galla e gli altri affondano" è una grossa illusione. Se il resto dell'Italia affonda anche la lombardia affonda. Credere il contrario significa essere ciechi e sordi.

    Il nord ha voluto l'unità per trarne vantaggio. Gli ideali saranno anche lodevoli, ma le ragioni di fondo sono sempre le solite (economiche in primis) In tutta la penisola prima dell'unificazione il motto è sempre stato "Francia o Spagna purchè se magna" quindi fondamentalmente le situazioni precedenti (di merda, perchè prima non stavano meglio) erano del tutto ininfluenti sulla volontà di unione.

    L'unificazione venne vista inizialmente come una svolta perchè l'idea era che il nord (l'impero sabaudo) avesse realmente intenzione di portare un miglioramento. Quando invece in cima si sono accorti che le cose erano più complicate del prendere a calci un po di sederi borbonici e prelati hanno visto crollare la loro volontà di miglioramento, lasciando il sud allo sbando che si è arrangiato come ha potuto (quindi associazioni mafiose fiorenti).

    Con il passare degli anni la disparità culturale e di mentalità tra nord, mezzogiorno e sud si è acuita arrivando a livelli critici.

    Se al nord sono stufi che i soldi vadano nelle tasche dei soliti "ignoti" perchè non fanno qualcosa per porre rimedio al loro errore secolare? Troppo comodo sbattersene altamente dopo aver creato la tempesta, non trovi?
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  2. SpechSpech è offline #32
    22-02-11 13:25

    Se economicamente parte del sud crolla mi sfugge perché debba crollare anche il nord. Ripeto: istruzione, sanità ed investimenti di base (suppongo anche polizia e così via) sarebbero garantiti dallo Stato esattamente come adesso, la differenza sarebbe, chessò, nella manutenzione stradale, nel mantenimento di imprese che prima pesavano sul bilancio statale con un numero d'impiegati allucinante e così via.

    Il comportamento del nord è spesso oggetto di numerose interpretazioni, ma la realtà è che la nascita di Mafie e simili è dovuta alla mentalità dei vostri antenati, e ora voi, purtroppo, ne pagate le colpe: crescita a livelli spaventosamente bassi, quasi assenza d'investimenti per la nascita di piccole e medie imprese.. Ma non dev'essere "lo stato" a prendersi carico del problema, dovrebbe proteggervi, sì, ma a dire di no al mafioso locale dovreste essere voi, tutti.
    Troppo comodo che quello che ha votato un governante incapace (ma che gli dava il posticino di lavoro al figlio) e che ha pagato meno tasse di Cetto LaQualunque ora inveisce contro lo stato perché "deve aiutarlo". E' colpa sua se le regioni non hanno i soldi, se per il posticino del figlio ora le mafie hanno messo le radici, e ora lui, protetto quanto possibile dallo Stato, certo, deve risolvere il problema per conto suo.

    Già prima dell'unione, comunque, c'era una bella differenza tra nord e sud, e ripeto, gli investitori non vedono l'ora di avere un mercato (turistico, ma anche pieno di risorse) come il sud. Semplicemente manca l'ambiente "adatto" a far nascere un'azienda, e a quello lo stato può pensarci fino a un certo punto e non certo sborsando denaro su denaro per pagare ciò che non arriva dalle tasche dei locali, visto che al sud il lavoro nero è infinitamente più diffuso.
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