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#31
20-02-11 23:18
ah, che ne so XD io non so manco chi sia![]()
lampinorum #32
20-02-11 23:29
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Daniel Fortesque ![]()
#36
21-02-11 03:26
voglio essere il prode non morto
The uzzotaker #42
22-02-11 11:30
Inseriscimi.
Folle minatore, armaiolo e dinamitardo. Tarchiato che s'incazza se gli fai notare ch'è basso e grasso.
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Escluso ![]()
#44
26-02-11 20:16
Negli episodi precedenti…
Phantommy: A scavare per estrarre carbone e quelle cose lì? Ma estraimi ‘sto cazzo, piuttosto.
Phantommy: (Arrivato davanti ad una città) Per tutti i cavalli uccisi senza motivo…non ci posso credere!
Phantommy: …sono Phantommy.
Uomo: Ehr, è il tuo nome?
Phantommy: Sì.
Uomo: Capisco. Io sono Squall Ido.
Phantommy: Io vengo dal villaggio di Arzachena, sono partito tre anni fa, e da allora non ho mai messo piede in un centro abitato!
Squall Ido: Amico…ma hai idea di dove ti trovi adesso? Questa è Häkkinen, ragazzo. Tu non sei mai uscito da Golden County…
???: Pha…Phantommy?
Phantommy: Ciao papà. Porca puttana, sono un coglione.
The Legend of Svarta – Capitolo 2:
“Nel nome del padre”
Le strade erano ormai cullate dalle braccia della notte e il temporale era giunto al termine.
La città di Häkkinen dormiva sonni tranquilli.
Sul viso di Squall Ido apparvero i tipici tratti della stanchezza, ma per lui non era ancora arrivato il momento di andare a riposare. Le persone entrate nella taverna per ripararsi dalla pioggia avevano abbandonato l’edificio già da un po’, ma c’erano ancora un paio di tavoli occupati, principalmente da loschi individui intenti a consumare da bere senza scambiarsi una parola.
Se non fosse stato per Phantommy e per suo padre, impegnati in una discussione dagli standard di serietà elevatissimi…
Phantommy: …per il resto, non vado di corpo regolarmente da due giorni.
…all’interno della taverna avrebbe regnato il silenzio più totale.
Squall Ido riempì l’ennesimo boccale di birra e si avvicinò al tavolo della coppia padre-figlio di sua iniziativa.
Squall Ido: Tieni, Alteridan, questa la offro io.
E porse il boccale davanti al minatore di Arzachena, che non teneva più il volto coperto.
Era un uomo dall’aria autoritaria, con dei capelli brizzolati e piuttosto corti, se paragonati alla lunghezza di quelli del figlio. Un volto segnato dal tempo e da qualche ruga accompagnava un fisico imponente.
Alteridan: Oggi sei troppo gentile, Squall Ido. Che succede?
Squall Ido: Niente, volevo farvi capire in maniera piuttosto cortese che dovete levarvi dalle palle perché voglio andare a dormire. E inoltre quei tizi seduti lì in fondo rimarranno finché non ve ne andate voi due.
Alteridan: Suvvia, potresti essere un po’ più comprensivo nei confronti di un uomo che non vede suo figlio da tre anni!
Squall Ido: Attento a quello che dici: se avete intenzione di cantare canzoni strappalacrime per poi far partire un musical che prevede balli coreografici, l’uso improprio dei tavoli e delle sedie della taverna e la partecipazione degli ubriaconi di cui ti ho appena parlato…
Alteridan: Sì?
Squall Ido: …sarebbe davvero una gran figata e vi chiederei di restare *_*
Phantommy: Io non so ballare.
Squall Ido: Poco male. Non vi avrei chiesto di farlo veramente.
Phantommy: Beh, non si era capito.
Squall Ido: Non penso capiti tutti i giorni di vedere dei coglioni che ballano in un locale cantando e lanciando sedie.
Phantommy: Suvvia, potresti essere un po’ più comprensivo nei confronti di un uomo che non parla con una persona da tre anni!
Squall Ido: SIETE UNA FAMIGLIA DIMMERDA, ANDATE AFFANCULO.
Il barista tornò dietro al bancone, imprecando e sbuffando.
Alteridan: Eheheh, Squall Ido non cambia mai!
Phantommy: Io non mi cambio le mutande da 2 settimane.
Alteridan: Ecco, aggiungilo alla lista.
Phantommy: Quale lista?
Alteridan: La lista dei motivi per tornare ad Arzachena con me.
Phantommy: Esiste davvero una lista del genere? In tal caso, vorrei vederla.
Alteridan: E’ un modo di dire, non è che mi sono messo a scrivere i motivi su un pezzo di carta, magari vantandomene.
Phantommy: Hai ragione. Anche perché se mamma venisse a sapere che vai a scrivere sui fogli “Tua madre non me la da più” ti prenderebbe a calci.
Alteridan: Guarda che tua madre è davvero preoccupata per te. Voglio dire, siamo andati anche a “Chi l’ha visto?”, ma nessuno ci ha cagati di striscio perché non eri più minorenne, né tanto meno attraente dal punto di vista sessuale. Sono stati anni durissimi sia per tua madre che per me.
Phantommy: Non lo metto in dubbio. Ma come ti ho già detto, non ho intenzione di tornare ad Arzachena. Sai benissimo perché.
Alteridan: Ah, sì, certo. “Viaggiare per il mondo”. “Combattere contro i draghi e Calderoli”. “Recuperare tesori e oggetti preziosi”. E alla fine in tre anni sei riuscito ad arrivare dove tua madre va a fare la spesa.
Phantommy: Sì, ammetto di aver avuto qualche problemino. Però cerco di guardare il lato positivo: in questi tre anni mi sono allenato molto, le zone circostanti di Arzachena sono un ottimo centro d’addestramento!
Alteridan: Ahahaha, ma se fino a poco fa neanche sapevi di trovarti in queste zone!
Phantommy: ADESSO BASTA!
Phantommy si alzò dal tavolo battendo una mano a palmo aperto sul tavolo, attirando l’attenzione dei presenti.
Phantommy: Se pensi che prendendoti gioco di me riuscirai a farmi buttare la spugna…beh, ti sbagli. In fondo sono contento di aver perso tre anni a girovagare qui intorno. Se avessi abbandonato Golden County fin da subito, non sarei resistito un paio d’ore nelle altre regioni dell’Impero. Adesso sono diventato più forte, ho imparato le basi del combattimento e sono in grado di affrontare le situazioni più disparate. Ho anche ammazzato un cavallo.
Alteridan: Aspetta, aspetta…basi del combattimento? E sentiamo, quale sarebbe la tua arma?
Il giovane tirò fuori il suo fedele pugnale, alzandolo in alto.
Alteridan: Ma dove vuoi andare con quel coso? BWAHBWHABHWAH!
Phantommy: Smettila…
Alteridan: AHAHAHAHAH…Uh…ehr..AH-AH…sto morendo…
Phantommy: Dopo un po’ non è più divertente…
Alteridan: No, Phan…tommy…sto…sto morendo veramente…
Phantommy: PAPA’!
Alteridan rischiò di strozzarsi con qualcosa d’indefinito che gli era andato di traverso.
Suo figlio e Squall Ido tentarono di soccorrerlo nel migliore dei modi possibili: il primo lo prendeva a pugni in pancia, mentre l’altro gli svuotava boccali di birra in faccia così, senza motivo. Alla vista di questa scena (e della birra sprecata), i tizi silenziosi messi in disparte si alzarono in piedi, senza dire o fare nulla.
Alla fine, Alteridan sputò una sfera poké.
Alteridan: Uff...me la sono vista brutta…grazie…
Squall Ido: Tsk. Siete ancora una famiglia dimmerda.
E se ne tornò dietro al bancone…
Phantommy: Non capisco cosa sia successo, sinceramente.
Alteridan: Nulla, era una sorta di test.
Phantommy: Test?
Alteridan: Sì. Mi sono infilato in bocca quella cosa che ho trovato mentre lavoravo in miniera e ho avuto modo di vedere il tuo comportamento in una situazione di pericolo per la mia vita.
Ho avuto la conferma che mi vuoi ancora bene. Vieni qui, abbraccia-*SBAM*
Phantommy sferrò un violento pugno in faccia al padre.
Il quale, tuttavia, non sembrò accusare il colpo in maniera rilevante.
Alteridan: …i pugni di tua madre fanno più male, figliolo.
Phantommy: Sei uno stupido. La mia voglia di andarmene, di essere l’artefice del mio destino, di rendere Arzachena il luogo che ha dato vita a qualcuno di diverso dal minatore o dal fabbro che siamo abituati a vedere, non è in alcun modo legato al bene che vi voglio.
Seguirono dei secondi di silenzio, durante i quali Alteridan e suo figlio si fissavano l’un l’altro, in piedi, davanti al tavolo.
Squall Ido: Bacio! Bacio! Ba…
L’atmosfera fu interrotta dallo spalancarsi della porta della taverna.
Fecero irruzione, rumorosamente, tre persone dall’aspetto rozzo e trasandato.
I due ai lati erano molto alti e magri, vestiti in maniera quasi identica, senza segni distintivi particolari. Quello in mezzo era decisamente più basso e grasso degli altri due, ma dotato di una larghezza delle spalle non indifferente. La giacca aperta mostrava il petto villoso e il manico di una scimitarra; gli occhi rossi di sangue e la folta barba nera lo rendevano un personaggio più o meno inquietante.
Il trio, dopo un’occhiata lanciata all’interno della taverna, si accorse che la loro entrata nell’edificio non passò inosservata. Si avviarono dunque al bancone del bar, dove li attendeva Squall Ido con aria piuttosto timorosa, mentre puliva un boccale. Alteridan tolse lo sguardo dagli occhi del figlio per cercare quelli del barista, per assicurarsi che la situazione fosse sotto controllo.
L’uomo grasso si mise seduto ad uno sgabello del bancone, mentre gli altri due rimasero in piedi, alle sue spalle.
Squall Ido: Dimmi.
Non ci fu risposta una risposta immediata.
Squall Ido: Magari il prima possibile perché stiamo per chiudere.
Gli uomini magri si girarono verso Phantommy e suo padre, mostrando la schiena s Squall Ido.
Di colpo, l’uomo grasso fece un balzo del tutto inconcepibile per la sua stazza e si avventò contro il barista, prendendolo per la faccia e scaraventandolo contro le bottiglie, per poi atterrarlo a terra e piazzandocisi sopra.
Uomo: ARRRR! Mi presento, sono Paper Mario. Io e miei uomini ci chiedevamo se fosse una buona idea passare la notte qui.
Squall Ido non rispose, era terrorizzato e probabilmente indolenzito dalle ferite riportate alla testa.
Paper Mario: Uomini, se qualcuno di quei finocchi prova ad alzare un dito, sapete come comportarvi, ARRRR!
Alteridan: Cazzo, dobbiamo fare qualcosa!
Phantommy: Non so te, ma io non sono finocchio. Probabilmente si riferiva a quei tizi laggiù. Che tra l’altro sono ancora seduti lì come se niente fosse! Guarda, uno di loro sta persino dorme…
Alteridan: Non c’è tempo per queste cose. Figliolo, questa è l’occasione buona per mostrarmi cos’hai imparato in questi anni di allenamento!
Phantommy: Che palle, sono un po’ stanco.
Paper Mario: CHE COSA HANNO DA PARLARE QUEI DUE?
Con un altro balzo, Paper Mario scavalcò il bancone, posizionandosi in mezzo ai suoi scagnozzi.
Paper Mario: ARRRR!
Phantommy: Credo di aver capito. Questa è chiaramente una persona con problemi. I suoi continui versi sono decisamente una conseguenza di bruciori di ano o qualcosa del genere. E’ venuto qui in cerca di aiuto.
La risposta di Phantommy fu del tutto inaspettata, tant’è che i tre tizi cominciarono a lanciarsi occhiate interrogative.
Paper Mario: Povero cristiano, non sa quello che dice. Probabilmente non ha idea di chi si trovi di fronte a lui in questo momento.
Phantommy: Me pari er nano der signore dell’anelli.
Paper Mario: BASTA, FATELO FUORI!
Uno dei due uomini magri prese un coltello dalle tasche e si scagliò contro Phantommy per attaccarlo; seguirono numerose coltellate dirette al giovane, ma quest’ultimo le evitò con destrezza.
Phantommy: Sei lento.
Con un movimento particolare della gamba, Phantommy agganciò una sedia e la sollevò all’altezza del proprio busto, per poi acchiapparla con le mani e spaccarla letteralmente sul muso dell’avversario, mandandolo a terra privo di sensi.
Alteridan: I…impressionante ._.
Phantommy: Questo l’ho imparato durante quelle due settimane che mi sono perso all’IKEA vicino casa.
Paper Mario: ARRRR! Tu, attaccalo!
Il secondo scagnozzo eseguì dei salti acrobatici in direzione di Phantommy, alternando capriole, ruote e giravolte. Tuttavia andò a finire con una mano sulla lama del coltello dell’aggressore precedente, morendo.
Paper Mario: …
Phantommy: A questo punto, per logica, tu dovresti andare fuori combattimento semplicemente dicendo “orologio”.
Alla provocazione di Phantommy, Paper Mario rispose estraendo la scimitarra dai pantaloni.
Phantommy: Ma non è pericoloso tenere quella lama lì dentro?
Paper Mario: La tua ironia da quattro soldi ha rotto il cazzo. Quei due tipi erano due passanti che ho reclutato venendo qui perché da solo mi vergognavo. Ma ti assicuro che non sarà semplice sconfiggere me! ARRRR!
Phantommy: Fatti sotto…
Squall Ido: Ragazzi…mi dispiace interrompervi…
Squal Ido era riuscito a rialzarsi con fatica. Aveva la faccia completamente sfregiata a causa dell’impatto precedente…
Squall Ido: …ma devo chiudere. Se passa qualche Guardia Imperiale e vede che sto distribuendo alcolici a quest’ora rischio problemi seri.
Alteridan: Ha ragione…
Paper Mario: ARRR! Mi sembra giusto!
Phantommy: Dai, continueremo un’altra volta
Phantommy e Paper Mario si salutarono dandosi la mano ed un bacetto sulla guancia, poi il secondo abbandonò la taverna…
Squall Ido: Certo che poteva portarseli via, questi due. Domani le Guardie mi romperanno i coglioni.
Phantommy: Anche perché uno di loro è morto.
Alteridan: Non ci pensare, Squall Ido. Piuttosto, prendi questa…
Alteridan lanciò una pozione a Squall Ido, che l’acchiappò al volo.
Alteridan: Dovrebbe bastare per curare quelle ferite.
Squall Ido: Grazie. Però, puttana eva, guarda che casino dietro al bancone…la sedia poi…E VOI, ANCORA CHE GUARDATE? FUORI DI QUI!
Squall Ido cacciò dalla taverna gli ultimi clienti, che rimasero impassibili durante tutta il combattimento…
Alteridan: Vabbè, si è fatta una certa ora e io devo tornare ad Arzachena prima che faccia giorno. Phantommy, insomma, cos’hai deciso di fare?
Phantommy: Mi dispiace padre, ma non cambio idea. Continuerò il mio viaggio senza una meta precisa, almeno momentaneamente. Spero di trovare qualcosa di concreto da fare, più avanti.
Squall Ido: Considerando che sei deficiente e che il tuo senso dell’orientamento è pari a quello delle mosche che per uscire dalle finestre prendono a capocciate i vetri, ti consiglierei di passare qui la notte, per poi partire domani, con calma, e dopo aver fatto il punto della situazione.
Phantommy: Non ho soldi.
Squall Ido: Non è un problema, mi hai salvato la vita, offrirti un posto letto per una sera mi pare il minimo.
Phantommy: In realtà era una scusa per farmi lasciare qualche soldo da mio padre. Papà, mi dai 10 denari?
Alteridan: No. Ciao.
Salutato il padre, Phantommy venne accompagnato da Squall Ido alla stanza della taverna presso la quale avrebbe passato la notte.
Si addormentò quasi subito.
IL CAMMINO DELL'EROE
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