Uriel Fanelli, nel suo blog wolfstep, la sta buttando in caciara sul nucleare.
http://www.wolfstep.cc/2011/03/nucle...i-e-di-la.html
http://www.wolfstep.cc/2011/03/succh...la-patria.html
Per chi non conoscesse Uriel Fanelli, e' un emigrato italiano in Germania che vorrebbe impiccare Scalfari e Saviano come traditori della patria.
Ma a parte questi eccessi, ogni tanto gli capita di dire qualcosa di sensato in ambito economico.
Ecco, ora ha deciso di supportare il nucleare.
Il suo ragionamento e' il seguente:
Un terremoto come quello giapponese avrebbe raso al suolo tutto in Italia.
A quel punto, il pericolo nucleare sarebbe l'ultimo di cui occuparsi, perche' ad esempio le industrie chimiche andate in rovina causerebbero una ecatombe ben peggiore di quella dovuta alle radiazioni. Basta pensare a quel che e' successo quando una singola industria chimica ha iniziato a sversare liquami nel seveso.
Uriel Fanelli dice: se non volete il nucleare, allora deindustrializzate pure l'Italia, perche' tanto il livello di rischio di un impianto chimico o idroelettrico o termoelettrico e' il medesimo di una centrale atomica.
Il punto debole di questa visione pero' sta nei fatti puri e semplici.
Il Giappone non e' un paese deindustrializzato.
Il Giappone ha le sue industrie chimiche, biotecnologiche e tutto il resto.
E non stiamo assistendo ad un "allarme chimico" nel sol levante. Nappure ad una emergenza batteriologica.
No no.
C'e' una emergenza nucleare.
Certo, dei depositi di metano sono andati a fuoco. Ma non hanno reso inevitabile l'ambiente per migliaia di anni come minaccia di fare la centrale di Fukushima.
Per cui, ai nuclearisti smodati, io direi: "poche opinioni ad minchiam, guardiamo ai fatti".