In questi giorni sta facendo molto parlare la vicenda di Alex Schwazer, stella altoatesina della marcia, bloccato per doping. Non so quanti hanno mai seguito le vicende dell’atleta in questione, credo che per la maggior parte delle persone Schwazer fosse solo colui che faceva la pubblicità del Kinder Pinguì. Io, l’ammetto, non avevo nemmeno capito chi era finchè non mi sono cominciati ad arrivare messaggi contenenti battute che si rifacevano alla pubblicità del Pinguì, e mi sono deciso a chiedere spiegazioni…
Schwazer è stato protagonista in queste ore di una conferenza stampa, in cui ha ammesso il suo errore chiedendo scusa a tutti. Certo, avrebbe potuto risparmiarsi le lacrime per conto mio, mi sanno tanto di “cercare la pietà del pubblico”. Ma al di la di questo, è passato da coglione proprio per il fatto di aver ammesso l’errore: in itaGlia, si sa, nessuno ammette mai gli errori, tutti si prendono gli onori della responsabilità ma non gli oneri, e quando vengono colti con le mani nel sacco parlano di complotto! Uno che va in televisione e dice pubblicamente: “Ho sbagliato, chiedo scusa a tutti!” stona, in un paese del genere. E’ una voce fuori dal coro. Di più: è un coglione! E’ un coglione perchè pagherà fino all’ultimo le sue colpe, e probabilmente anche gli interessi, quando se avesse parlato di complotto, urlato ai quattro venti la sua innocenza e magari aggiunto (a quel punto si) qualche bella lacrima in diretta tv, poi avrebbe potuto benissimo patteggiare ed uscirne molto meglio da questa vicenda… oppure pentirsi, dichiarare che “è stato tirato dentro una cosa più grande di lui”, e mettersi a fare nomi e cognomi di atleti che si dopano, tirando dentro anche gli innocenti…
In fin dei conti chi fa sport a certi livelli qualcosa prende, non è una novità: si dopano i calciatori che fanno la bella vita, non può doparsi uno che fa sport di autentica fatica e per il quale certe sostanze rappresenterebbero realmente un aiuto? E poi la vicenda del calcio-scommesse di questi giorni insegna tantissimo: c’è qualche procuratore che vuole fare carriera? Vi becca? Offritegli sul piatto una decina di nomi, anche gente innocente non importa, purchè gli portiate lavoro, e vi tratterà bene… Gervasoni, che ammette il suo coinvolgimento beccandosi un anno e mezzo di squalifica, al confronto di Italiano che ne becca tre per una telefonata in cui non c’è nemmeno la certezza che si sia parlato di illecito, direi che è quanto meno indicativo! E Conte, che dopo aver spergiurato sulla propria innocenza decide di patteggiare, ammettendo di fatto la propria colpevolezza, come lo vogliamo giudicare?
D’altra parte nel calcio esiste un esercito di tifosotti idioti prontissimi a fare la guerra quando tocchi il loro idolo o la loro squadra del cuore. E non sto parlando di ultras, che una dignità in buona parte (non tutti, ma la gran parte si) ce l’hanno. Sto parlando di tutti quei tifosi che un tempo si sarebbero chiamati “tifosi da Bar Sport” e che oggi io chiamo “tifosi da parabola”, prontissimi a parlare di complotto appena la loro squadra subisce un mezzo torto arbitrale o si trova un episodio contro. Ne ho conosciuti tanti: juventini che dopo lo scudetto del 1998 mi elencavano tutti i torti arbitrali subiti dalla Juve comprese le rimesse laterali invertite, interisti che si autoproclamavano “gli unici onesti” quando Moggi venne scoperto ed indagato, milanisti che temevano che la loro squadra del cuore finisse in mezzo al “complotto delle toghe rosse contro Silvio”, napoletani che puntavano il dito contro “il razzismo del nord” quando il Napoli era scivolato in B, romanisti che puntavano il dito contro “i poteri forti del nord” quando la Roma era quint’ultima in classifica con Carlos Bianchi, laziali che consideravano “legittimo” il decreto spalma-debiti…
Ed in quest’Italia pallonara, uno come Schwazer è fuori luogo, passa per coglione. Di più: gli si rovescia contro tutta la propria frustrazione. Gli italioti sono gente abituata a subire, a farsi calpestare, e non possono accettare uno che a testa alta ammetta i propri errori. Non rientra nella loro cultura. Perchè quella persona è la voce della loro coscienza. E di conseguenza, lo si fa pagare il doppio, il triplo degli altri! Ed in questi giorni su Schwazer ne abbiamo sentite di tutti i colori: la fidanzata, il padre della fidanzata, perfino l’Arma dei Carabinieri…
Ricordate Pantani? Non venne mai trovato positivo al doping, ma venne fermato per l’ematocrito alto. Era sicuramente un personaggio, e per molti fu una doccia fredda. Probabilmente anche per lui stesso, che si sentì tradito dalla Federazione (trovatemi un ciclista che non faccia uso di certe sostanze!) ed abbandonato dalla gente. E finì piano piano nel tunnel della droga, da cui non uscì più… Da morto, si sentirono molte persone stracciarsi le vesti per la perdita di un grande campione, quelle stesse persone che da vivo non avevano perso tempo nel farlo a pezzi quando venne fermato. Ed allora scusatemi, ma a questo punto io farò l’avvocato del diavolo, e sto con Shwazer. Del resto, se lui ha il coraggio che manca al resto degli italioti, quello di ammettere i propri errori, non gli se ne può fare una colpa; mentre per il doping pagherà comunque dazio…
Un ultima cosa vorrei chiederla all’Arma dei Carabinieri: ho letto da qualche parte che Schwazer verrà ora cacciato dall’Arma… Benissimo! Verranno cacciati anche quei carabinieri che parteciparono al massacro della Diaz ed alle torture di Bolzaneto, o loro sono perdonati? Perchè il rigore o vale per tutti, o è una pagliacciata…