Si tratta di problematiche complesse quanto cicliche che non intendevo affrontare nell'intervento precedente e su cui è difficile pronunciarsi in modo categorico, tanto più quando il dibattito coinvolge posizioni radicate ed esperienze nel settore. Ciò detto, al di là dei progetti portati avanti in modo visibilmente (e cinicamente, talora) superficiale, credo che in alcuni casi il meglio rischi di essere nemico del bene. E' lapalissiano che, in valore assoluto, tutti preferiamo una localizzazione professionale (al netto dell'eterno scontro in merito al grado di aderenza all'originale e alla rilevanza dell'editing, oltre alle specifiche di ogni titolo) che tenga anche conto di fattori come font, interfaccia, eventuali ottimizzazioni e via discorrendo, ma è altrettanto palese come simili requisiti siano appannaggio di una minoranza nell'ampio mondo delle fantranslation (minoranza non necessariamente composta dai più attivi, per varie ragioni) e come gli interessati siano consapevoli di accettare un compromesso fruendo una versione patchata amatorialmente (ma si potrebbe dire qualcosa di simile per qualsiasi edizione diversa dall'originale, a ben vedere, specie contando la situazione a livello di qualifiche, trattamento economico, tempistiche etc in cui si contestualizzano certe traduzioni ufficiali).
Considerando per un istante l'enorme numero di titoli non localizzati e la consistenza ridotta delle fanbase di tanti franchise minori, trovo naturale che certi progetti si limitino a obiettivi più spartani ma non per questo privi di meriti, permettendo agli utenti d'area anglofona di scoprire un'infinità di titoli che, in certi casi, non attirerebbero neppure l'attenzione di personale più esperto. Per altro, di nuovo, tutte queste variabili si riscontrano anche nell'ambito delle localizzazioni ufficiali, come si può osservare facilmente pensando al modus operandi talora diametralmente opposto mostrato dagli editori occidentali nell'affrontare i jrpg. In quest'ottica, piuttosto che porsi in modo aprioristicamente negativo verso progetti di questo tipo, fino a prova contraria personalmente preferisco un mix di prudenza e gratitudine.
Ovviamente è legittimo adottare una posizione oltranzista preferendo l'assenza di traduzioni a una patch che non raggiunga (o rischi di non raggiungere) determinati standard qualitativi, talora eminentemente soggettivi, ma, al contempo, credo sia giusto accettare come altri possano accontentarsi del citato compromesso, senza per questo orientarsi a una svalutazione degli sforzi amatoriali meno blasonati, talora condita con le iperboli ormai popolari nel dibattito via web. Nell'ambito vn (dove la qualità della localizzazione rappresenta una variabile ancora più macroscopica, per ovvie ragioni) si obietta spesso che una patch meno che eccellente rischi di scoraggiare altri fan dal lavorare su una traduzione più professionale o di rovinare la reputazione del prodotto, ma le patch parallele, le ritraduzioni amatoriali e ufficiali di titoli già localizzati ufficialmente, le traduzioni ufficiali di titoli dotati di patch amatoriali e il dibattito sul web in merito ai problemi veri o presunti di questa o quella localizzazione dimostrano la presenza di varie sfumature e la capacità dei fan più accorti di distinguere fra originale e patch informando il resto dell'utenza, senza contare come alcuni sforzi correttivi siano stimolati proprio dalla volontà di rimediare a una prima versione poco convincente e dalla stessa possibilità di conoscere in inglese titoli che, altrimenti, avrebbero rischiato di non aver seguito al di fuori di uno sparuto manipolo.
Con questo non si vuole equiparare il lavoro di fantranslator dotati di standard antitetici o abdicare al proprio senso critico, quanto optare per una posizione improntata al realismo che eviti di demonizzare gli sforzi minori, senza nulla togliere al riconoscimento dei progetti più qualificati o, per contro, di quelli di livello più basso. In chiusura mi scuso per la lunghezza, come spesso accade divagazioni di questo genere tendono a continuare ad oltranza.