Parlo nel mio piccolo, ovviamente la visione di una singola azienda vale ben poco sul quadro generale. Ma mi sento comunque di fare questa osservazione, dato che non solo semplicemente per una singola azienda i numeri che sono in tavolo non sono piccoli, ma anche perché le cose non vanno molto diversamente anche nel resto del settore. Non inciderà molto sul piano politico, forse non è neanche ot, ma voglio comunque dire la mia per ricordare che non stiamo parlando di astrazioni.
Vendiamo materiale per l'industria pesante, la Russia fino all'anno scorso è stata una nazione molto importante, verso cui puntare decisamente molto con l'export. E' un paese con macchinari vecchi, figli della gestione sovietica, e che nel giro di pochi anni si troverà a rimodernizzare i suoi impianti, e sarà un soggetto ancora più importante di quel che è oggi nel commercio internazionale.
Fino all'anno scorso prendere ordini era facilissimo, oggi c'è il vuoto. Di ordini ce ne sono pochi. I progetti con coinvolgimento europeo stanno venendo cancellati uno dopo l'altro, il mese scorso abbiamo perso un progetto importantissimo di quasi 10 mln € di una compagnia Russa molto importante e famosa a livello internazionale, cancellato completamente. Sembra paradossale, ma le compagnie americane sono le prime che tentano in tutti i modi di lavorare coi Russi. Al primo posto, nel nostro settore, restano primi i tedeschi, che riescono a tirare avanti grazie a relazioni costruite negli anni e affidabilità dei prodotti, ma che comunque hanno visto ridursi il traffico commerciale.
La notizia che le sanzioni continueranno non può che scoraggiare, perché non fa che ritardare il ritorno di un commercio positivo e molto, molto proficuo. Perché oltre a danneggiare il commercio corrente, queste sanzioni tolgono aria anche a tutto quello potenziale, che non riesco neanche a descrivere quanto può essere grande.
Sono stato in Russia, il made in italy ha un valore indefinibile. Non sono nel nostro settore, copre una gamma di settori enorme. Più volte mi è capitato di vedere vini da 2 € venduti a 10 € di là, e questo è il primo caso banale che mi è venuto in mente.
Alla nostra azienda è andata bene perché commerciamo con ogni parte del mondo, quindi la Russia non è l'unico mercato di riferimento, ma tanti altri non sono stati così fortunati.
Consiglio a chi prende le cifre con tanta leggerezza farsi un giro a Carpi e vedere tutte le aziende in fallimento, o ottenere dati più precisi riguardo ai danni che abbiamo avuto come Italia a livello export in Russia.
Il senso del mio post? Molto probabilmente ho detto una marea di banalità che sapevate già tutti. Ma l'ho fatto per ribadire che il mercato potenziale è enorme, l'Italia è un paese che grazie a molti fattori ha un'ottima relazione con la Russia
(e non lo dico io) e ha buonissime possibilità di far volare il proprio export in quel paese.
Inoltre non ritengo veritieri alcuni articoli che tentano di far passare come vittima principale delle sanzioni l'Europa stessa e non la Russia. Primo perché semplicemente a vedere i numeri di una singola azienda il danno non può essere così lieve. Secondo perché la Russia sta attraversando in questo momento una profonda crisi a causa della caduta del prezzo del petrolio e dalla successiva svalutazione del rublo, che non ha nulla a che vedere nè con la situazione in Ucraina nè con le sanzioni europee. Per questo è assolutamente illusorio pensare che le ripercussioni devastanti sull'economia russa siano state causate dalle sanzioni. Qui stai chiudendo le porte ad un fornitore che può benissimo trovare altri sbocchi per i suoi prodotti , e ad un cliente che può portare i suoi soldi da un'altra parte.
Per me è allucinante che in Italia soltanto Berlusconi si levi in difesa del commercio con la Russia, ed è incomprensibile come la Wto non stia intervenendo ma anzi non ha voluto annullare le sanzioni.