Mr Perry
Quoto in parte, ma qui bisogna chiarire un attimo una cosa.
Indipendenza finanziaria non vuol dire aumentare il tasso di rischio sul proprio patrimonio, ma al contrario ridurlo. Io penso che chi cerchi la FI lo faccia per una questione di sicurezza: Se io domani mi rompo una gamba non posso più andare al lavoro, se non vado al lavoro mi licenziano. Metti invece che ho da parte delle rendite e sono già in uno stato di quasi FI, la situazione per quanto grave possa essere sarà ben ammortizzata.
La FI deve essere legata alla parola Diversificare : Se una persona cerca di raggiungere la FI attraverso un solo canale non si pone ad un livello molto più alto di una persona lavoratrice a tempo pieno. Se invece cerca di farlo con più mezzi e con più fonti (come una parte in investimenti in obbligazioni, una parte investimenti nell'economia reale e nelle aziende, un'altra parte da fonti alternative -web, siti, affitti, and so on-) allora sì che si sta ponendo in una condizione molto vantaggiosa.
Oltretutto avere indipendenza finanziaria non vuol dire per forza mollare il proprio lavoro, anzi, penso che finchè uno non ha raggiunto i 35/40 dovrebbe continuamente mettere soldi da parte in tutti i modi e reinvestirli continuamente.
Solo il continuo reinvestimento può portare un'azienda ad espandersi o una persona a diventare ricca.
Sono quegli atteggiamenti che non tengono conto dei potenziali guadagni che poi fanno perdere tempo (e sono proprio quelli che la maggior parte delle persone fa , esempio, comprarsi il macchinone a 25 anni e poi dover stare anni a pagarlo) .
Secondo me la FI non dà questa sicurezza economica come fanno credere. Calcoli precisi al centesimo sono paradossalmente i meno precisi, perché non possono tenere conto di imprevisti di qualunque genere o natura. Vuol dire che ogni sforamento dalla tabella di marcia potrebbe significare degli scompensi economici non di poco conto.
Per quanto riguarda la diversificazione sono le fondamenta di qualsiasi investimento in cui non si voglia rischiare più di tanto. Il modo più facile è la diversificazione in ambito finanziario, tramite la suddivisione del capitale in investimenti diversi l'uno dall'altro, proprio per evitare di perdere tutto.
Comunque, mi sembra di capire che stiamo parlando di cifre relativamente piccole, le cui basse rendite devono essere compensate da forti risparmi delle uscite del bilancio famigliare. Alla base di ciò, investire piccole cifre in attività produttive è il modo migliore per perdere i soldi: bisogna mettere anima e corpo nell'attività ai fini di un conseguimento di utili, non si può pagare qualcuno che faccia il lavoro tuo, è un principio anti economico.
Infine le fonti alternative da te citate, come gli affitti, presuppongono un capitale di base già investito nel settore immobiliare, cosa che mi sembra che vada contro i principi della FI (non ne sono sicuro eh).
Mr Perry
Premetto che proprio per la mia riluttanza nello studio del settore immobiliare non ho mai approfondito particolarmente, gli aspetti per cui a pelle non mi attrae sono:
A) Gli (spesso) ingenti investimenti necessari per entrare nel settore.
B) I tempi molto lunghi in cui poter sviluppare un eventuale utile.
C) La difficoltà in caso di imprevisti di disfarsi delle proprie proprietà.
In famiglia abbiamo degli appartimenti e dei capannoni che affittiamo. Già il margine di guadagno è davvero basso (specie per i capannoni, dato che con la crisi metà sono vuoti), la tassazione è pressante e basta un imprevisto che a compensare una perdita ci metti parecchio (esempio: terremoto in Emilia di qualche anno fa che ha reso obbligatorio nel Mantovano la messa in sicurezza dei capannoni, un mucchio di soldi partiti per le ristrutturazioni, ci vorranno anni prima di coprire i costi).
A casa nostra c'è la politica del "Se riesco, vendo tutto".

Beh, sono investimenti ingenti ma -fino a qualche tempo fa- erano anche i più sicuri, con una buona rendita netta. Ormai è andato tutto a puttane, ma non si può pensare di guadagnare molto investendo poco, a meno che tu non sappia perfettamente quello che fai, oppure non sia una completa scommessa.
Non devi guardare "l'utile" in ambito di investimenti immobiliari, soprattutto quello a breve-medio termine: è impossibile a meno che tu non compra e rivenda nell'arco di poche settimane.
Lo fai essenzialmente per la rendita, per avere un flusso costante di denaro, per avere un bene che è comunque più sicuro di un investimento in fuffa, quale può essere quello nel mercato azionario, obbligazionario e così via.
Ma queste sono le basi, non dovrei neanche spiegarvelo

Per il resto hai ragione, attualmente il mercato immobiliare è veramente disastroso, quindi i tuoi dubbi sono più che comprensibili.