Azathoth.
Il problema del 2 è che cerca di raccontare temi troppo complessi per essere esplorati a quel livello di profondità in un videogioco: esistenzialismo ed evoluzione (con un antipasto da parte di Ocelot dei meme nei confronti di Raiden), censura e controllo delle informazioni, libera volontà, percezione individuale della realtà. (non a caso quando un videogioco si approccia a temi simili lo fa in maniera molto più spicciola rispetto a MGS2)
In effetti il medium non si presta molto a sviscerare i concetti che citi in scioltezza rubando troppo spazio al gameplay; però trovo che appunto sfruttando l' interattività videoludica sia possibile far recepire nel modo migliore possibile i temi che il gioco vuole trasmettere tramite la gestione e la manipolazione delle informazioni fornite al giocatore. Se da un lato il tutto si traduce in meccaniche abbastanza passive (guarda il filmato, esegui degli ordini), alla fine il giocatore si ritrova negli stessi panni di Raiden forzato concretamente a fare il gioco dei Patriots.
Azathoth.
Alla fine tanto di cappello a Kojima per essersi avvicinato a concetti raramente toccati nei videogiochi (Deus Ex?) ed essere riuscito a coadiuvarli senza soluzione di continuità e dando indizi al giocatore ma allo stesso tempo false percezioni per far si che nell'ottica della storia sia il giocatore a giocare al gioco ma anche viceversa, però purtroppo il prezzo da pagare sono stati i video lunghi millemila minuti ricchi di spiegoni che hanno attirato l'odio della comuità
Credo che da questo punto di vista i motivi dell' odio (più che per i filmati che tanto sono sempre stati massicci nella saga) siano due:
-La necessità di avere Raiden come protagonista, o per lo meno non Snake dato che come personaggio non si sarebbe prestato bene alle manipolazioni di cui era già stato in parte vittima nel primo gioco (è emblematica in tal senso la scena finale dove viene gettata la dog tag col nome del giocatore).
-Il gioco probabilmente viene apprezzato più a posteriori che durante l' esperienza stessa, che risultà un po' troppo intricata nell' intreccio e nell' esecuzione, rimandando tutte le spiegazioni al finale.