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Visualizzazione risultati da 1 a 15 di 131

Discussione: Italiani che fanno manga

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  1. #1
    Utente L'avatar di Lop
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    Italiani che fanno manga

    Ciao a tutti, non giro mai per questa sezione, ma so che è una parte molto viva (?).

    Stavo facendo zapping tra i correlati dei correlati (e così via) su youtube e sono finito su una tizia (con circa 20mila iscritti) che parlava del suo manga che presenterà a Lucca 2015. Lei parlava del fatto di supportarla di modo da far capire agli editori italiani che in Italia c'è posto anche per i manga fatti da italiani.
    Da qui lo spunto della discussione che vorrei intavolare.

    Quello che mi chiedevo io è che se ha senso sdoganare i manga italiani in Italia, o più in generale all'infuori della terra natia. Il manga ha questo nome anche per circoscriverlo ad una certa area (almeno è quello che inconsciamente mi viene da pensare), con le sue "regole" e una certa cultura dietro.
    Fare manga è solo disegnare i personaggi con gli occhioni, il naso appuntito e i capelli rosa, o c'è di più dietro? E' abbastanza padroneggiare lo stile per ritenersi dei mangaka e voler fare manga, o c'è bisogno di una certa immersione nella sua cultura d'origine? Supportate, quindi, il pensiero della ragazza, che vadano solo sdoganati o è una cosa che pensiamo ci appartenga ma non è così?
    Non so se si capisce cosa sto chiedendo.
    Ultima modifica di Lop; 17-02-2015 alle 20:15:34

  2. #2
    捧げる L'avatar di RaffoBaffo
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    Manga è un termine giapponese che indica in Giappone i fumetti in generale, mentre nel resto del mondo è usato per indicare "storie a fumetti giapponesi". In Giappone i manga non rappresentano un genere o uno stile in particolare, ma sono chiamati così i fumetti di qualsiasi target, tematica ed anche nazionalità.
    Quindi, boh, quando leggo di gente non Nippa che vuole fare "Manga" mi fa sempre un tantinello da ridere.
    Ultima modifica di RaffoBaffo; 17-02-2015 alle 00:03:00

  3. #3
    Utente L'avatar di stronzolo
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    Ma poi i manga non sono già abbastanza sdoganati in tutto il mondo?

  4. #4
    Fagiano.
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    Ma poi i manga non sono già abbastanza sdoganati in tutto il mondo?
    Ma poi i manga non sono fumetti?

  5. #5
    little girl L'avatar di the dark player
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    "Manga" è solo la parola giapponese per indicare "fumetto". E "mangaka" è "fumettista".

    Un italiano che fa "manga" è un normale fumettista che fa fumetti, solo così weeaboo da usare il termine giapponese per indicare "fumetto".
    Allo stesso modo delle librerie giapponesi 'muricafag che indicano con "comics" la sezione manga. (alcune lo fanno)
    Ultima modifica di the dark player; 17-02-2015 alle 00:05:46

  6. #6
    Utente L'avatar di stronzolo
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    Citazione Fagiano. Visualizza Messaggio
    Ma poi i manga non sono fumetti?
    Si ma è palese che godano di un pubblico molto più vasto rispetto ai fumetti provenienti da altre nazioni

  7. #7
    little girl L'avatar di the dark player
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    Si ma è palese che godano di un pubblico molto più vasto rispetto ai fumetti provenienti da altre nazioni
    l'op probabilmente con "sdoganare" voleva intendere "italiani che fanno manga e non fumetti", frase che è un ossimoro.
    È come dire "io non faccio gli aggiornamenti, io faccio gli update"

  8. #8
    Utente L'avatar di Lop
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    Citazione stronzolo Visualizza Messaggio
    Ma poi i manga non sono già abbastanza sdoganati in tutto il mondo?
    Citazione the dark player Visualizza Messaggio
    "Manga" è solo la parola giapponese per indicare "fumetto". E "mangaka" è "fumettista".

    Un italiano che fa "manga" è un normale fumettista che fa fumetti, solo così weeaboo da usare il termine giapponese per indicare "fumetto".
    Allo stesso modo delle librerie giapponesi 'muricafag che indicano con "comics" la sezione manga. (alcune lo fanno)
    Eh, mi sa che mi son spiegato malissimo.

    Citazione the dark player Visualizza Messaggio
    l'op probabilmente con "sdoganare" voleva intendere "italiani che fanno manga e non fumetti", frase che è un ossimoro.
    È come dire "io non faccio gli aggiornamenti, io faccio gli update"
    Più che altro sto usando questa differenziazione perché credo che una differenza ci sia, è chiaro che è sempre roba da leggere. O forse sono io che sbaglio a dargli una diversa connotazione?

    Che vuol dire weeaboo?
    Ultima modifica di Lop; 17-02-2015 alle 00:19:00

  9. #9
    Fagiano.
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    l'op probabilmente con "sdoganare" voleva intendere "italiani che fanno manga e non fumetti", frase che è un ossimoro.
    È come dire "io non faccio gli aggiornamenti, io faccio gli update"
    Esattamente questo @[email protected], mi sembra molto una paraculata per ottenere attenzioni.

  10. #10
    Utente L'avatar di stronzolo
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    ah allora si

  11. #11
    little girl L'avatar di the dark player
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    Citazione Lop91 Visualizza Messaggio
    Eh, mi sa che non avete capito cosa intendevo, provo a rispiegarmi fra un po'.
    Io credo di aver capito benissimo ma vai pure

  12. #12
    Gamer impattante L'avatar di auron.90
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    Il rapporto tra manga e fumetti è un po' come quello che intercorre tra jrpg e wrpg, con studi occidentali che adottano strutture più simili a quelle orientali e viceversa.
    Per dire, Somnia adotta uno stile nipponico nonostante sia scritto (o disegnato non ricordo) da un'italiana (in coppia comunque con un'occidentale).

  13. #13
    Utente L'avatar di Gianan
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    Citazione the dark player Visualizza Messaggio
    "Manga" è solo la parola giapponese per indicare "fumetto". E "mangaka" è "fumettista".

    Un italiano che fa "manga" è un normale fumettista che fa fumetti, solo così weeaboo da usare il termine giapponese per indicare "fumetto".
    Allo stesso modo delle librerie giapponesi 'muricafag che indicano con "comics" la sezione manga. (alcune lo fanno)
    Imo non è una questione di giappominchia, cioè fumetti ita-usa-jap-bd hanno stili di narrazione diversi. Fumetto è generico usato per qualsiasi cosa, se si vuole circoscrivere si parla di bonellide, disney, bedè, comics di supereroi, comics indie, manga, manhwa ecc.
    L'esempio muricafag non c'entra, quello è un'errore di catalogazione e basta



    Citazione auron.90 Visualizza Messaggio
    Per dire, Somnia adotta uno stile nipponico nonostante sia scritto (o disegnato non ricordo) da un'italiana (in coppia comunque con un'occidentale).
    Sono due italiane, il nome strano è lo pseudonimo di elena zanzi. Direi che è proprio il punto, somnia è da catalogarsi genericamente come fumetto, o si può davvero definire manga, dato lo stile cercato dalle autrici?
    Stesso discorso per l'uomo ragno di faraci e cavazzano

  14. #14
    BRU RAI BOXXU L'avatar di Ella
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    Citazione Gianan Visualizza Messaggio
    Imo non è una questione di giappominchia, cioè fumetti ita-usa-jap-bd hanno stili di narrazione diversi. Fumetto è generico usato per qualsiasi cosa, se si vuole circoscrivere si parla di bonellide, disney, bedè, comics di supereroi, comics indie, manga, manhwa ecc.
    L'esempio muricafag non c'entra, quello è un'errore di catalogazione e basta

    Sono due italiane, il nome strano è lo pseudonimo di elena zanzi. Direi che è proprio il punto, somnia è da catalogarsi genericamente come fumetto, o si può davvero definire manga, dato lo stile cercato dalle autrici?
    Stesso discorso per l'uomo ragno di faraci e cavazzano
    Mah, il problema principale che ho con 'sto tipo di fumetti è che copiano superficialmente l'estetica (e magari pure in maniera obsoleta, tipo che nel 2015 ci mettono ancora le goccione di sudore, i-cristoddio-"chibi", o i piggì che cadono a terra dopo una battuta), ispirandosi alla roba più popolare in occidente tra il mcd senza il contesto sociale del paese d'origine.
    Del tipo "i giappi c'hanno le gothic lolita, troppo fregno zì, toh mettiamoci pure i bishonen trp macabri coi visi affilatissimi".
    Vale pure per i BD o capes ammeregani wannabe, ma quelli già sono più vicini alle nostre convenzioni. Insomma, io mi limiterei pure a chiamarli solo fumetti, BD o comics o manga sono un modo specifico di classificarli in base a come li chiamano nel loro paese. È che coi manga c'è più questo tipo di sottocultura occidentale specifica che fa usare allaggente quel termine, toh "quei fumetti che si leggono al contrario" per distinguerli, ma in Giappone tutti i fumetti sono manghi e tutti i cartoni anime.
    Ultima modifica di Ella; 17-02-2015 alle 02:59:36

  15. #15
    Fadeaway
    Ospite
    io sono una persona terribilmente weeaboo, credo (è frutto di una lunga e personalissima riflessione, questa, non certo un modo come un altro di appiccarsi etichette; più la diagnosi di una malattia che altro, alla fine, sintomi che faccio di tutto per trattenere il più possibile), e vorrei dire che solitamente un certo tipo di weeaboo è il primo ad avere orrore di questi tentativi di appropriazione culturale. nel senso: che uno può fare ""manhwa"" o quello che vuole anche se è caucasico, per carità, ma che però bisogna in primo luogo ammettere che i manga (pur contaminati nel loro inizio e svolgimento, vabbè quello un po' tutto) nascono da un preciso ambiente (che include sapere, possibilmente sentire come proprie svariate cose del giappone, dei manga stessi - e quindi non solo cose strettamente inerenti al disegno -, oserei persino dire della lingua, in quanto detto proprio francamente un occidentale non può definirsi mangaka qualora non stia lavorando per riviste giapponesi, mi pare fisiologico nella definizione). cioè, puoi chiamare il tuo particolare brand di fumetto occidentale un po' come cristo vuoi, per carità, ma oggettivamente non sarà definibile ""manga"" per ovvi motivi, ecco.

    a parte ciò non dico che nell'era dell'informazione la tua nazione di appartenenza debba per forza determinare le influenze artistico-culturali, ci mancherebbe altro, solo che per ovvi motivi quando un caucasico afferma di voler fare ""manga"" io tendo a pensare che tutto quello che stia facendo sia glorificare la sua particolare idea di giappone & di fumetto giapponese, che insomma più che da effettive influenze sia spinto da una malriposta adorazione nei confronti di un certo tipo di robaccia weeaboo, per l'appunto. questo è l'ovvio sospetto (spesso nato più da effettive analisi del reale che da veri e propri pregiudizi) di partenza, ché poi per l'appunto io mi son abbastanza deciso di non giudicare necessariamente dalla nazione e il colore della pelle e quelle cose lì, ci sono caucasici che leggono il genji in originale più mejo dei nipponici stessi, pur rari. ciò detto astrarsi appieno dalle proprie radici fisico-biologiche è robba non da tutti, quindi nel dubbio sta roba andrebbe trattata per la pessima fanfiction che - probabilmente & nella maggior parte dei casi - è. sry
    Ultima modifica di Fadeaway; 17-02-2015 alle 03:43:54

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