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Discussione: Urbani davvero utile?

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  1. #1
    janky
    Ospite

    Urbani davvero utile?

    so che c'è già il topic "ufficiale", ma così almeno può leggerlo più gente

    http://www.apogeonline.com/webzine/2...1/200403170101

  2. #2
    janky
    Ospite
    altro articolo interessante

    «La pirateria audiovisiva è un furto e come tale deve essere trattata». Detto e fatto, il ministro Giuliano Urbani ha tradotto questa sua massima lapalissiana in un vigoroso decreto legge che mette Internet fuorilegge

    «La pirateria audiovisiva è un furto e come tale deve essere trattata». Detto e fatto, il ministro Giuliano Urbani ha tradotto questa sua massima lapalissiana in un vigoroso decreto legge che mette Internet fuorilegge.

    Attenzione, dunque, scaricatori: tra poche ore il vostro fornitore di accesso Internet potrebbe mettervi nella lista dei cattivi e denunciarvi, ipso facto, alla polizia. O, per tutelarsi, forse potrebbe semplicemente tagliarvi tout court l'accesso a Internet. Ma solo se scaricate film. Per chi si scambia mp3 musicali, o libri in formato elettronico, tutto continua come prima.
    A dirlo è quel decreto legge sul cinema alquanto pasticciato che porta la firma del ministro Giuliano Urbani e che entrerà in vigore non appena pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale. Dunque, probabilmente, alla mezzanotte di domenica 14 marzo. Da quel momento, così stabilisce l'articolo uno, gli Internet provider devono spiare il traffico che passa attraverso i loro server e segnalare quegli utenti che si scambiano video protetti da copyright. Se non lo fanno, rischiano fino a 250 mila euro (mezzo miliardo, per dirla con le lire che fa più impressione) di multa.
    Se uno viene “beccato”, rischia una multa di 1500 euro se lo fa per uso personale e fino a tre anni di galera se invece ne ricava un profitto. Ci manca solo la modica quantità, e poi tutti gli internettisti si troveranno equiparati ai tossici. «Questo decreto prevede che i provider debbano diventare i cani da guardia degli utenti, pena sanzioni severissime: sarebbe come dire che se qualcuno ruba un portafogli su un autobus, il responsabile è l'autista. È una legge inaccettabile» commenta il senatore verde Fiorello Cortiana.
    Il governo ci aveva provato già alla vigilia di Natale a mettere sulle spalle dei fornitori di accesso Internet qualcosa di analogo: conservare per cinque anni tutti i dati di traffico. Ci fu una rivolta, e il Parlamento cassò la norma, che pure aveva un finalità ben più alta, la lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata.
    Urbani è riuscito a sovrapporre due pasticci nel breve spazio delle dieci righe dell’articolo 1: si riferisce infatti solo al cinema e non anche alla musica (che è scambiata on line molto più intensamente dei video) o ai libri elettronici. Che non sembrano evidentemente meritare la “protezione” del ministro. «Il ministro Urbani è solo ministro del cinema? E tutto il resto?» si chiede Federico Motta, presidente dell'Associazione autori editori (Aie). Una domanda, che con molta maggior urgenza si fanno anche i discografici della Fimi, la Federazione dell’industria musicale: «Si introduce una disparità inaccettabile in termini di tutela penale - si legge in una nota - e il decreto farà ben poca strada se non sarà subito esteso alle altre opere protette».
    Insomma, un decreto legge liberticida, destinato a difendere solo gli interessi di qualcuno. E in contrasto con quanto ha deciso l’Unione europea appena il giorno prima con una direttiva che dovrà obbligatoriamente essere recepita dalle legislazioni nazionali. Questa direttiva prevede che gli “intermediari” (nel nostro caso i provider Internet) possano essere responsabilizzati, ma solo su ordine della magistratura e quando ci siano elementi concreti e fatti specifici. Nulla a che fare con quest’idea di giustizia da grande fratello improvvisato che prefigura il decreto Urbani.
    fonte www.unita.it

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