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Discussione: Le donne in Spagna

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  1. #1
    uno di passaggio L'avatar di Wiald
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    Le donne in Spagna

    Spagna, il mezzo potere delle donne

    Negli ultimi 30 anni sono entrate nello spazio pubblico. Oggi bacchettano il conservatorismo dell'autorità maschile. Ma 2 milioni di loro soffrono ancora la violenza domestica
    Il suo dolore è riuscito a «dare una lezione alle stelle della politica». Le stelle in questione sono José Luis Rodriguez Zapatero e José Marìa Aznar. Lei invece è una donna distante dai luoghi del potere. E' una madrilena di nome Pilar Manjòn e vive nella periferia operaia di Vallecas. L'11 marzo scorso il figlio ventenne David era in uno dei treni sventrato dalle bombe che uccisero, con lui, altre 190 persone. Pilar ne ritrovò il corpo solo la settimana dopo in un obitorio. Mercoledì 15 dicembre è comparsa innanzi alla Commissione d'inchiesta parlamentare sulla tragedia in qualità di portavoce dei famigliari delle vittime. Con la dignità del suo sguardo velato dalle lacrime ha accusato il potere di aver «usato la Commissione come un campo da calcio delle ambizioni di partito» e ha richiamato le file di parlamentari a contemplare la nuda realtà di quegli attentati, che hanno portato solo morte e angoscia.
    Pochi giorni prima un'altra donna si era scagliata contro un altro potere, questa volta quello del clero, definendolo «oscurantista e immobilista». Maria Teresa Fernandez de la Vega, vicepresidente del governo socialista, si riferiva così all'avversione che la Conferenza Episcopale Spagnola (Cee) aveva manifestato in molte occasioni contro quella "road map" laicista promossa da Zapatero: l'approvazione della legge sulla violenza domestica, il matrimonio gay, la ricerca sulle cellule staminali, l'aborto, l'eutanasia. Non è un caso che sia stata una donna a sottolinearlo. Perché quelle riforme, spesso, riguardano il corpo e la mente delle donne.

    La scelta di Zapatero di includere nella propria squadra di governo otto ministri e otto ministre è stato salutato come un significativo avanzamento verso l'uguaglianza fra i sessi. Nel mondo solo Spagna e Svezia possono vantare l'assoluta parità di genere nei vertici istituzionali. Poco importa se a poche settimane dalla nomina le otto ministre decisero di posare per la rivista Vogue come eleganti signore alla moda e se i gruppi per i diritti delle donne ne graffiarono le foto accusandole di non aver fatto mai nulla per la causa femminista. In effetti, la composizione assolutamente paritaria dell'esecutivo Zapatero non riflette comunque la partecipazione politica delle donne, ferme ancora ad un modesto 25%.

    Nel settore privato la quota cresce: il 30,5% degli incarichi di direzione è al femminile. Ma queste manager, una volta a casa, lavorano complessivamente 24 ore più la settimana dei loro compagni. In totale, il 43% delle donne ha un lavoro, contro il 41% in Italia e il 58% della Germania. La carenza di bonus sociali è all'origine della scarsa fertilità delle spagnole: la media è di 1,2 figli, una delle natalità più basse del pianeta. In Svezia si giunge all'1,8.


    La gonna di Mercedes
    Eppure negli ultimi 20 anni la Spagna è diventato un Paese nel quale nascere donna non pregiudica quasi nulla. Fino alla morte di Franco, nel 1975, a una donna era vietato aprire un conto in banca a proprio nome o viaggiare all'estero senza il consenso del padre o del marito. E' lontano il tempo in cui, alla fine degli anni '70, portare una gonna al di sopra del ginocchio faceva così tanto scandalo che Mercedes Garulo, professoressa di francese, venne costretta un giorno a scendere dall'auotbus su cui viaggiava, perché gli uomini presenti la stavano additando ad alta voce come una "*******". Oggi, una quindicina di film di Almodovar dopo, gruppi di ragazze, anche giovanissime, ripercorrono da sole i locali della (spenta) movida madrilena senza pericoli e senza riprovazioni morali. Il rischio maggiore, dicono le statistiche, arriverà quando troveranno un compagno.

    Il Ministero del Lavoro dedica un'intero dipartimento all'Instituto de la Mujer, l'Istituto della Donna, che si occupa di promuovere l'uguaglianza tra i sessi. Nel sito un link è dedicato alla denuncia di pubblicità che danneggino la dignità delle donne. Lodevole iniziativa, visto che la coscienza collettiva si modella sempre più sulle immagini. Per fortuna, nei media spagnoli è pressoché impossibile che nella copertina di una rivista seria campeggi la foto di una ragazza seminuda. Ugualmente arduo imbattersi in calendari stile Max o GQ, per fare esempi italiani. E se è vero che la moda ha plasmato anche qui la voglia di apparire magre e belle per sempre, le morbide forme delle donne spagnole indicano che per il momento sono lontane dall'ossessione estetica.

    Il linguaggio corretto
    La lotta per la parità di genere ha interessato anche il linguaggio. Negli anni '80 le femministe iniziarono a criticare il maschilismo implicito nell'uso del castigliano. Era l'inizio del "politically correct", il cui primo esempio fu quello dei "barra a": nei testi di uso pubblico, cioé, era preferibile aggiungere una "a" ai sostantivi maschili: ad esempio, caro/a amico/a. Un accorgimento che rese illeggibile qualsiasi documento. Negli annali del giornalismo spagnolo rifulge un discorso del 1996 pronunciato da Julio Anguita, coordinatore generale di Izquierda Unida: «Cari/e compagni/e, siamo qui tutti e tutte...». E ci fu chi ad un certo punto pretese di risolvere il pasticcio sopprimendo le femminili "a" e le maschili "o", ponendo una neutra "e": «Querides amigues...». Ad ogni modo, il sessismo linguistico costituisce una delle trappole più evitate, perlomeno in politica: per la campagna del 2004, uno degli slogan dei socialisti recitava: «Una Spagna per tutti e tutte».

    Anche la Real Academia de la Lengua, l'equivalente dell'Accademia della Crusca, da tempo ha smesso di bacchettare filologicamente termini come "jefa" (capa, femminile di capo), "alcaldesa" (sindaca) e "presidenta" (presidentessa). Ma lontano dai vocaboli singoli, i modi di dire che includono la parola "mujer" hanno valenza negativa oppure indicano funzioni corporali: "mujer de la calle", "mujer de la vida", "mujer alegre", "mujer de precio" sono tutti eufemismi per indicare una prostituta. "Ser mujer" (essere donna) significa avere le mestruazioni per la prima volta e una "mujer de su casa" (donna di casa sua) è una brava massaia. Nel caso di "hombre" (uomo), invece, "ser hombre" significa aver coraggio e "hombre fuerte" è l'uomo che ha più potere e "hacer un hombre" è fare un grande favore a qualcuno. Non è dunque casuale che il Libro dello Stile in dotazione ai redattori del quotidiano socialista El Paìs dedichi un intero capitolo al sessismo: meglio, suggerisce, utilizzare il termine "moglie" (esposa) invece di "donna" (mujer), quando si indica la coniuge. Da abolire, poi, i vari "signora Rice", visto che nella stampa non esisterebbe un "signor Schroeder". E nelle foto da pubblicare, occhio all'equilibrio: meglio pubblicare l'immagine di un infermiere uomo, così da sfuggire allo stereotipo delle crocerossine alla Hemingway.

    La legge imperfetta
    Gran parte della questione femminile in Spagna viene monopolizzata, putroppo, dalla violenza domestica. Negli ultimi otto anni sono 600 le donne morte per mano vittima del proprio compagno sentimentale. Un tipo di omicidi che trova enorme eco nella stampa spagnola. Come nel caso di Carmen Rubio, di Cordova: aveva ottenuto l'allontanamento del marito che la picchiava regolarmente. Ma un pomeriggio, mentre camminava in una zona della città, questi la investì con la macchina e la lasciò, morta, sulla strada. Un gruppo di passanti aveva assistito, immobile, alla scena. Ma l'aver modificato il Codice Penale a favore delle donne vittime probabilmente non basta. E' l'opinione, ad esempio, di Charo Luque Galvez, responsabile delle politiche femminili di Izquierda Unida: «In questo modo la legge esclude tutti gli altri tipi di violenza che colpiscono le donne, come lo stupro, gli incesti, le molestie sessuali». E fu proprio un caso di molestie sessuali a fare scalpore nel 2002. Nevenka Fernandez, consigliere comunale (in castigliano esiste già il termine al femminile: concejala) di Ponferrado, nella regione Leòn, dopo 10 anni di vessazioni decise di denunciare il sindaco con cui lavorava. Nel processo che ne seguì spiegò che l'uomo era arrivato a masturbarsi di fronte a lei. I giudici lo condannarono all'esclusione dalle cariche pubbliche, ma i media si concentrarono su di lei, su Nevenka, giovane e bella. Come fece la difesa, in molti si chiedevano: «Perché ha atteso dieci lunghi anni prima di sporgere denuncia? Non è che ha tentato di ottenere vantaggi professionali?». La vicenda ebbe anche contorni politici: il sindaco apparteneva al partito di governo, il Partido Popular. Ana Botella, la moglie dell'allora premier José Marìa Aznar, si pronunciò sull'innocenza del sindaco, definendolo "un ottimo politico". Le associazioni femministe insorsero contro Botella. Come insorsero qualche settimana dopo contro la presidente dell'Instituto de la Mujer, Teresa Maite, quando si seppe che la casa editrice di sua proprietà aveva appena mandato alle stampe una raccolta di racconti misogini dal titolo Todas Putas, tutte puttane, nel quale l'autore provocatoriamente metteva in dubbio che lo stupro fosse sgradito alle donne. Intanto, Amnesty International ha chiesto nuovamente al governo di Madrid di migliorare il livello di protezione dei diritti delle donne. Nel 2002, sono ancora 2 milioni le spagnole che soffrono violenza fisica e psicologica da parte dei propri partner. Nel 97% dei casi non sporgono denuncia. Peggiore la situazione in cui vivono le migranti illegali: non potrebbero nemmeno avvicinarsi ad un commissariato.

    I diritti delle donne spagnole sono sono loro negati.

    Laura Eduati
    http://www.liberazione.it/giornale/041218/archdef.asp



    La Spagna protegge le donne
    Pubblicata ieri la legge contro le violenze domestiche. Vale anche per le coppie gay
    ALBERTO D'ARGENZIO
    La prima legge organica in Europa sulla violenza domestica entrerà in vigore a fine gennaio in Spagna. Ieri il testo è apparso sul Bollettino ufficiale dello stato, il Boe, dopo che il 23 dicembre l'intero parlamento di Madrid, las Cortes, aveva votato a favore della norma proposta dal governo socialista di José Luis Rodriguez Zapatero: 325 sì e vuoto assoluto nelle caselle dei no e degli astenuti. Poi lunghi applausi e un gruppo di femministe che festeggiava sui banchi del pubblico. La notte del 14 marzo, subito dopo l'investitura popolare, Zapatero promise due cose: il ritorno delle truppe dall'Iraq e che la prima legge proposta dal nuovo esecutivo sarebbe stata quella sulla violenza domestica. Un impegno apprezzato e supportato da tutto lo spettro politico iberico e da tutta la società civile. In quest'anno ormai agli sgoccioli si contano già più di 70 decessi in Spagna, tutte donne ammazzate dal partner o dal marito. «E' un trionfo delle donne - ha sottolineato il premier - un poderoso strumento perché la dominazione che soffrono tante donne venga sradicata in maniera definitiva». La legge non va comunque a senso unico, ma protegge - anche se in maniera differente - sia il partner che la partner tanto nelle coppie etero che in quelle omosessuali. La norma si chiama organica perché riunisce in sé gli aspetti giuridici, di polizia, sociali, sanitari, lavorativi ed educativi legati alla violenza domestica, offrendo un quadro che mira ad essere completo, e comunque sia è il più avanzato in Europa. Aumenta la protezione sia in termini di sicurezza fisica che sociale, crescono le pene (in casi di violenza lieve si può accedere a lavori socialmente utili) sia per gli attacchi fisici che per le molestie psicologiche, e la formazione all'uguaglianza viene inserita come materia «trasversale» in tutti i livelli educativi, dalle elementari all'Università.

    Già da alcuni anni la stampa spagnola ha aperto il vaso di Pandora della violenza di genere (così si chiama in Spagna) puntando i riflettori sui numerosi casi di attacchi, mortali o meno, che quotidianamente vengono consumati all'interno di una coppia. El Pais, il maggior quotidiano nazionale, ha ormai in pianta stabile una colonna che registra i fatti del giorno prima: attacchi con l'acido o il motosega, esecuzioni, strangolamenti o lanci dalle finestre, un campionario di mostruosità che fino a pochi anni fa andava ugualmente in scena ma che passava più o meno sotto silenzio. Al tradizionale machismo iberico si è sommato il maschilismo presente in numerose comunità di immigrati, mentre l'atteggiamento sempre meno rassegnato delle donne ha portato a casi di reazione ancora più violenta da parte di partner incapaci di adattarsi all'uguaglianza.

    Si tratta di una legge che è un esempio di «azioni discriminatorie positive», secondo la definizione del ministro del lavoro Jesus Caldera, perché «quando le disuguaglianze sono di grandissime dimensioni, occorre introdurre azioni diseguali per riuscire realmente ad eguagliare». In questa maniera il governo vuole giustificare il punto più controverso della legge: quello che prevede pene differenti qualora il delitto venga compiuto da un uomo o da una donna. Per esempio nel caso di lesioni che diminuiscano l'integrità del partner, il castigo varierà da due a cinque anni se l'autore è uomo e da sei mesi a tre anni se è donna. Con un'ultima modifica l'aggravamento della pena viene esteso a qualsiasi persona che si scagli contro un'altra «specialmente vulnerabile» con la quale convive, un miglioramento che non ha però dissipato tutti i dubbi avanzati dal Consiglio di Stato. La legge prevede inoltre la creazione di tribunali speciali per i casi di violenza domestica. Questi, come l'aggravamento della pena, entreranno però in vigore solo da giugno e non da gennaio come il resto del testo.

    La legge cerca inoltre di sradicare il maschilismo nella pubblicità e nei media, dichiarando illecite le campagne che «utilizzano l'immagine della donna con carattere vessatorio o discriminatorio» e obbligando i media a promuovere «la protezione dell'uguaglianza tra uomo e donna». Unica nota negativa il finanziamento, appena 50 milioni di euro per l'anno prossimo. «Non ha senso fare leggi con grandi aspirazioni e poi non garantire gli strumenti finanziari», ha accusato la deputata García Suárez di Izquierda Unida. Il Pp ha cercato di inserire nella violenza domestica anche i maltrattamenti a bambini e anziani, ma non ha avuto successo

    http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano...004/art48.html


    -------------------------

    personamente mi sento di condividere le riforme liberali che Zapatero sta portando avanti in Spagna, e che non a caso hanno suscitato le reazioni furibonde dei gerarchi cattolici, da noi riforme di questo tipo sono ancora lontante, visto che se anche il centrosinistra dovesse vincere le prossime elezioni non potrebbe portare avanti riforme di quel tipo senza andare allo scontro frontale col Vaticano e la Cei, cosa poco probabile visto che uno dei partiti più grandi della colazione, la Margherita, è dichiaratamente cattolico. ma un occasione di riscatto per laici in Italia ci sarà prossimamente grazie al referendum per l'abolizione della legge sulla fecondazione medicalmente assistita. tornando all'argomento del topic, la legge sulle violenze domestiche, rappresenta uno strumento di prim'ordine per combattere le ingiustizie subdole e infami che avvengono fra le mura domenstiche a danno delle donne. ma anche con le possibilità offerte da questo strumento molto dipenderà dalla volonta delle donne stesse di denunciare le violenze. spesso infatti temondo di non essere capite rivolgendosi alle forze dell'ordine in quanto si trovando davanti nella maggioranza dei casi altri uomini; inoltre non ritegonono possa essere fornito loro alcuna concreta "protezione", da chi ha commesso il gesto, un tipo di paura comune a chi è vittima dell'usura.

    la via per il superamento di sé è la liberazione dalle aspirazioni mediocri

  2. #2
    Follettotia
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    troppo lungo da leggere-

  3. #3
    Nathan L'avatar di Alen Van
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    Citazione Squall!!!
    troppo lungo da leggere-
    quoto riassumi se il discorso è di interesse generale se ne può parlare
    La vita è come un libro, finchè non lo hai letto non sai mai come và a finire.

    La donna che la dà a poco è donna da poco

    sorridi! domani sarà peggio !

  4. #4
    Bannato L'avatar di Cercatore
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    Ne prendo atto, e mi indigno

  5. #5
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    riassumi xfavore... cmq x quello ke ho letto sembra una cosa interessante
    Sbannate gia88
    bannate lex

  6. #6
    uno di passaggio L'avatar di Wiald
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    non riassumo affatto, se avete voglia leggete altrimenti passate ad un'altro topic. nessuno vi obbliga a leggere, se non volete farlo evitate di commentare floddando

    la via per il superamento di sé è la liberazione dalle aspirazioni mediocri

  7. #7
    Nathan L'avatar di Alen Van
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    Citazione Wiald
    non riassumo affatto, se avete voglia leggete altrimenti passate ad un'altro topic. nessuno vi obbliga a leggere, se non volete farlo evitate di commentare floddando
    Si ma nn posso leggere x 20minuti magari è una [email protected] !!! cerca di capire suvvia!! senza offesa ma ti scaldi pure..... dal titolo non si capisce un' arabo
    La vita è come un libro, finchè non lo hai letto non sai mai come và a finire.

    La donna che la dà a poco è donna da poco

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  8. #8
    Utente L'avatar di 2005
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    Scusa Ma Nn Puoi Riassumere...dovrei Perdere Tempo Leggendo Quella Robba??
    Ma Io Nn So...
    Questi Giovani D'oggi.
    Ultima modifica di 2005; 5-01-2005 alle 18:25:24 Motivo: SE SEI MODERATORE CIAO SE NO VAFFANKUL :)LOL

  9. #9
    uno di passaggio L'avatar di Wiald
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    Citazione Alen Van
    Si ma nn posso leggere x 20minuti magari è una [email protected] !!! cerca di capire suvvia!! senza offesa ma ti scaldi pure..... dal titolo non si capisce un' arabo
    che vuoi che ti dica, devi rischiare. la cultura è anche questo, non sai se un libro è quello che cerchi finché non lo hai letto.

    Citazione 2005
    Scusa Ma Nn Puoi Riassumere...dovrei Perdere Tempo Leggendo Quella Robba??
    Ma Io Nn So...
    Questi Giovaqni D'oggi.
    non devi se non ne hai voglia, nessuno ti obbliga, basta che smetti di floddare.

    la via per il superamento di sé è la liberazione dalle aspirazioni mediocri

  10. #10
    Utente L'avatar di 2005
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    Citazione Wiald
    che vuoi che ti dica, devi rischiare. la cultura è anche questo, non sai se un libro è quello che cerchi finché non lo hai letto

    .
    [OT]BELLA QST ULTIMA FRASE [OT]

  11. #11
    Utente L'avatar di 2005
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    Hai Fatto Copia E Inkolla Per Scriverlo???

  12. #12
    uno di passaggio L'avatar di Wiald
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    Citazione 2005
    Hai Fatto Copia E Inkolla Per Scriverlo???
    No, è "farina del mio sacco". e basta flood grazie.

    la via per il superamento di sé è la liberazione dalle aspirazioni mediocri

  13. #13
    Nathan L'avatar di Alen Van
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    Citazione 2005
    Hai Fatto Copia E Inkolla Per Scriverlo???
    La vita è come un libro, finchè non lo hai letto non sai mai come và a finire.

    La donna che la dà a poco è donna da poco

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  14. #14
    boh L'avatar di Jack89
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    E' giusto che le donne inizino ad entrare nelle fila che compongono il potere.


  15. #15
    Utente Tostapane L'avatar di WarriorXP
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    Scusa Ma Nn Puoi Riassumere...dovrei Perdere Tempo Leggendo Quella Robba??
    Ma Io Nn So...
    Questi Giovani D'oggi.
    2005 segnalato per flood. Alla prossima stai fuori un mese.
    Francamente mi sono seccato di vederti floodare per tutto Agorà ignorando gli avvertimenti...

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