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Discussione: [DIF] Russia: Ucciso Aslan Mashkadov

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  1. #1
    boh L'avatar di Jack89
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    [DIF] Russia: Ucciso Aslan Mashkadov

    ANSA) MOSCA, 8 MAR - Il leader indipendentista ceceno Aslan Maskhadov e' stato ucciso, secondo quanto riferisce l'agenzia Interfax citando fonti militari russe.La notizia e' stata confermata dal generale Shabalkin, portavoce delle forze federali russe in Cecenia. 'Confermo che Maskhadov e' stato ucciso nel villaggio di Tolstoi Iurt, dove ha avuto luogo uno scontro a fuoco. Maskhadov si nascondeva in un bunker sotterraneo'. Indiscrezioni fanno sapere che il leader ceceno sarebbe stato volontariamente ucciso da una sua guardia del corpo, per evitare la sua cattura da vivo. Era infatti intenzione dei russi catturare vivo Mashkadov.

    ANSA) - MOSCA, 8 MAR - Un cadavere che sembra essere quello del leader indipendentista ceceno Aslan Maskhadov e' stato mostrato dal canale televisivo russo Ntv. Secondo le dichiarazioni ufficiali, Maskhadov e' stato ucciso dalle forze federali russe durante un'operazione speciale durante la quale sarebbero stati catturati anche alcuni suoi collaboratori, anche se c'è il sospetto che il leader indipendentista sarebbe stato ucciso dalle sue stesse guardie del corpo per evitare la cattura. E il capo dei servizi di sicurezza russi (Fsb) ha confermato personalmente al presidente Putin, dinanzi alle telecamere, l'uccisione di Maskhadov.

    (ANSA) - MOSCA, 9 MAR - I ribelli dellla cecenia promettono guerra totale alla Russia dopo la morte del leader indipendentista Aslan Maskhadov. Movladi' Udugov, ideologo islamico-wahabita della guerriglia, in dichiarazioni citate dai giornali online russi, promette che la guerra proseguira' finche' non sara' eliminato il regime che ha scatenato l'aggressione'. Analoghe minacce sono state diffuse da Kavkazcenter, sito usato di regola dal principale capo militare della guerriglia, Shamil Basaiev.

    -----------------------------------------------------------------------

    Il leader politico della guerriglia cecena Aslan Mashkadov è stato ucciso. Muore così il secondo uomo più ricercato dalla Russia e uno tra i primi dieci nel mondo. Il terrorismo perde una delle sue colonne portanti, e questo non può che rendere felici tutti quanti. Aslan Mashkadov è stato insieme al Generale Dudaev uno dei promotori della rivolta cecena nel dicembre del 1994. Nel 2001 nominò capo militare della guerriglia Shamil Basaev, attualmente l'uomo più ricercato dalla Russia e uno dei primi cinque nel mondo. Aslan Mashkadov è stato l'ideatore degli attacchi e attentati più sanguinosi, tra i quali l'incidente al teatro Dubrovka di Mosca e la presa della scuola di Beslan. La guerriglia cecena subisce così uno dei colpi più gravi, in un periodo assolutamente negativo dove quasi quotidianamente dei suoi piccoli pezzetti venivano smantellati dai russi, che dopo la tragedia di Beslan hanno perfezionato l'apparato della sicurezza, proprio ieri era stato sventato un maxi-attacco ad un palazzo governativo nei pressi di Grozny.

    ANSA)-MOSCA, 8 MAR- Le forze di sicurezza russe hanno reso noto che grazie a una raffica di arresti hanno sventato una devastante azione terroristica in Cecenia. L'attacco era stato preparato dai guerriglieri indipendentisti ceceni per oggi, in coincidenza con una delle feste piu' celebrate in Russia, quella della Donna. Secondo il generale Ilya Shabalkin, portavoce del quartier generale russo nel Caucaso del nord, un commando doveva attaccare un palazzo governativo a Tolstoy-Yurk, non lontano dalla capitale Grozny.


  2. #2
    boh L'avatar di Jack89
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    Ecco una foto di Mashkadov:



  3. #3
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    Finalmente una buona notizia



  4. #4
    uno di passaggio L'avatar di Wiald
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    interessante il commento del Foglio Ferrara sulla figura di Maskhadov, attendibile nel complesso anche se omette il genocidio, con annesse fosse comuni e atrocità indicibili documentate da varie ong, compiuto dall'esercito russo di Putin in cecenia.

    come sottolinea l'articolo il problema è la soluzione politica(l'unica possibile visto che Mosca non è in grado di imporre quella militare) della vicenda, chiesta timidamente da UE e USA, che l'uccisione dell'unico interlocutore credibile allontana.


    Il generale tranquillo

    Grozny. Il generale “tranquillo”, così definì
    Aslan Maskhadov la compassata Bbc,
    quando il leader ceceno trattò da vincitore
    la ritirata dei russi alla fine della guerra
    del 1996. Il primo e unico presidente eletto
    dalla Cecenia in mano ai guerriglieri oramai
    contava poco, costretto in un angolo dai
    falchi, come Shamil Basayev. Moderato nell’animo,
    ma costretto dall’estremizzazione
    del conflitto ad assumere pose a lui inusuali,
    da fondamentalista, Maskhadov sognava
    ancora di tornare alla ribalta con
    una nuova trattativa di pace con i russi. Il
    Cremlino, però, gli aveva giurato da tempo
    vendetta e come unica alternativa avrebbe
    potuto accettare una resa senza condizioni.
    Per Maskhadov, ex ufficiale di carriera dell’Armata
    rossa, era troppo
    e così ha preferito morire
    in battaglia a 54 anni.
    Come molti dei suoi
    compatrioti, Maskhadov è
    nato in esilio nelle steppe
    del Kazakistan, dove la sua
    famiglia era stata cacciata
    a forza da Josif Stalin, per
    vendicarsi dell’appoggio
    dato dai ceceni ai nazisti.
    Quando aveva sei anni, i
    genitori ottennero il permesso
    di tornare a casa, dove l’unico sbocco
    per il figlio era la carriera militare. Maskhadov
    si arruolò nell’Armata rossa e prestò
    servizio nell’Ungheria occupata dalle
    truppe sovietiche. Con il grado di colonnello
    d’artiglieria, venne spedito in Lituania
    a sopprimere il nazionalismo anti sovietico
    nel 1991. Si pentì, chiese scusa ai lituani
    e aderì alla causa indipendentista di
    un altro ufficiale dell’Armata rossa, il generale
    dell’aviazione Dzhokhar Dudayev. A
    corto di ufficiali di carriera, Dudayev nominò
    su due piedi Maskhadov capo di Stato
    maggiore della Repubblica di Ichkeria,
    il nome ceceno della Repubblica ribelle
    del Caucaso.
    L’ex colonnello riuscì a compiere un mezzo
    miracolo: organizzare l’armata Brancaleone
    degli indipendentisti ceceni, trasformarla
    in un temibile esercito guerrigliero,
    che piegò i russi nella prima guerra fra il
    1994 e il ’96. Maskhadov fu l’architetto dell’accordo
    di pace con l’inviato del Cremlino,
    il generale Alexander Lebed, che portò al
    ritiro delle truppe di Mosca. La Cecenia,
    pur rimanendo federata alla Russia, godeva,
    di fatto, dell’indipendenza. L’eliminazione
    di Dudayev, grazie a un missile teleguidato,
    i successi ottenuti sul campo e la popolarità
    conquistata durante la guerra convinsero
    Maskhadov a presentarsi alle presidenziali
    cecene.
    Gli altri candidati erano
    quasi tutti più estremisti, mentre i toni
    moderati, anche nei confronti di Mosca,
    del “generale tranquillo” servirono a farlo
    eleggere nel 1997.
    Il suo rivale più temibile era fin da allora
    il leader più integralista, Shamil Basayev,
    e Aslan Maskhadov, da buon pragmatico,
    pensò bene di attirarlo dalla sua
    parte, offrendogli prima il comando dell’esercito
    e poi l’incarico di primo ministro.
    Inizialmente Basayev accettò, ma gli altri
    “lupi” ceceni, ovvero i comandanti della
    vittoria contro i russi, cominciarono a trasformarsi
    in signori della guerra, interessati
    com’erano soltanto a controllare i propri
    feudi.
    Ben presto la Cecenia scivolò nell’anarchia
    e contro lo stesso Maskhadov venne
    usata l’arma dei rapimenti degli stranieri,
    che serviva a indebolire la sua immagine e
    a dimostrare che non riusciva a garantire
    la sicurezza, a controllare il paese. Il presidente
    divenne l’obiettivo di diversi attentati,
    ai quali è sempre scampato per un
    soffio. Maskhadov, seppur profondamente
    incupito dalla piega che stavano prendendo
    gli avvenimenti, era rimasto l’uomo di
    poche parole di un tempo, dall’apparenza
    un po’ timida al cospetto di ospiti stranieri.
    Portava sempre il copricapo di
    Astrakan, tipico dei ceceni, e si radeva
    ogni mattina la barba. Dal punto di vista
    religioso non rispettava molto il precetto
    musulmano che proibisce la Vodka.
    Il colpo finale al fragile stato di Maskhadov
    lo assesta Basayev, che si era dimesso
    da tutte le cariche governative. Appoggiato
    dai fondamentalisti wahabiti, finanziati
    dall’Arabia Saudita, invade la vicina Repubblica
    del Daghestan, nel 1999, scatenando
    il secondo intervento russo.
    Di fronte al pericolo esterno, le fazioni
    cecene si ricompattano, ma l’avanzata a tabula
    rasa dei russi falcidia gli indipendentisti.
    Con la guerriglia sempre più in difficoltà
    riaffiorano le divisioni fra Basayev e
    Maskhadov, l’anima estremista e l’ala moderata.
    Il presidente ceceno prende le distanze
    dagli attentati dei suicidi assassini
    delle vedove nere e la presa di ostaggi al di
    fuori dei confini ceceni. Il suo ministro degli
    Esteri prepara un piano di pace, che
    prevede un protettorato delle Nazioni Unite,
    ma Mosca non tratta. Sempre più nell’angolo,
    il presidente eletto nel ’97 comincia
    a ondeggiare. Un giorno si fa fotografare
    in uniforme mimetica, barba islamica
    d’ordinanza e drappo verde dell’Islam attorno
    alla testa, con Basayev, mentre urla
    Allah o Akbar (Dio è grande), e un altro
    condanna gli atti di terrore ordinati dal
    suo eterno rivale.
    C’è chi giura sia rimasto veramente
    scioccato per il massacro di bambini a Beslan,
    ma oramai la figura di Maskhadov è
    sempre più indebolita. La guerriglia cecena
    ha subito un’inarrestabile deriva terroristica
    e al suo comando è rimasto un pugno
    di uomini, mentre il grosso viene attratto
    dall’estremismo di Basayev. Per i
    russi è una preda facile.


    Senza Maskhadov
    Mosca. Sul piano interno la morte di
    Aslan Maskhadov risolleva le sorti di Vladimir
    Putin. Il presidente russo, al minimo del
    consenso in seguito al maldestro avvio della
    riforma dello Stato sociale, può guadagnare
    punti, offrendo all’opinione pubblica la testa
    del leader ceceno. Una testa servita al
    termine di una campagna mediatica iniziata
    domenica con l’annuncio che il grande
    nemico era circondato a Tolstoj-Jurt e proseguita
    ieri con la rivelazione che gli indipendentisti
    avevano in programma un assalto
    al villaggio per seminare terrore a imitazione
    di quanto accaduto il 9 maggio,
    quando fu ucciso il presidente filorusso di
    Grozny Akhmad Kadyrov, e il 1° settembre
    dell’anno scorso, quando fu presa la scuola
    di Beslan. Secondo le rivelazioni dei servizi
    di sicurezza, il piano era opera congiunta
    del gruppo di Maskhadov e di quello del più
    radicale Shamil Basaev. Non è nemmeno
    importante stabilire quanto ci sia di vero in
    questa versione costruita pezzo per pezzo.
    Putin è riuscito a celebrare la festa della
    donna con le veterane del secondo conflitto
    mondiale e a elogiare le soldatesse impegnate
    sul fronte della lotta al terrorismo in
    Cecenia, dando prova qualche ora dopo di
    efficienza agli occhi dell’intera Federazione.
    Il problema è capire quanto questa vittoria
    non corra il rischio di trasformarsi in un
    frutto avvelenato. Non che ci si debbano attendere
    reazioni eccessive sulla scena internazionale.
    Maskhadov, dopo Beslan e la
    sua incerta reazione, aveva perso molta credibilità
    come leader moderato dell’indipendentismo.
    Il problema riguarda Putin: oggi si
    trova ad avere mano libera nel risolvere il
    groviglio della piccola Repubblica.
    Solo venerdì scorso Maskhadov aveva lanciato
    l’ultimo invito al dialogo, sostenendo
    che gli sarebbero bastati 30 minuti faccia a
    faccia con l’inquilino del Cremlino per dare
    una svolta. Come sempre, l’invito era stato
    ignorato. Oggi Putin, affrancato dal condizionamento
    della presenza di un interlocutore
    che molti continuavano a considerare
    l’unico possibile per una soluzione politica,
    è in grado di avviare una radicalizzazione
    dello scontro. Una radicalizzazione che il
    presidente russo non può essere sicuro di
    vincere. E che può aprire la strada a un inasprimento
    dell’offensiva terroristica e al suo
    dilagare oltre il Caucaso del nord.
    Ultima modifica di Wiald; 9-03-2005 alle 14:59:14

    la via per il superamento di sé è la liberazione dalle aspirazioni mediocri

  5. #5
    Phemt
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    ... mi dispiace che sia morto... maledetti russi... sono buoni solo a martoriare la popolazione cecena...

  6. #6
    uno di passaggio L'avatar di Wiald
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    Citazione Phemt
    ... mi dispiace che sia morto... maledetti russi... sono buoni solo a martoriare la popolazione cecena...
    la faccenda non è così semplice: Putin ha fatto di questo conflitto il fondamento della sua campagna elettorale e il trampolino della sua incredibile ascesa politica. quindi non può concedere alcunché agli indipendentisti, contro cui è schierata la stragrande maggioranza della popolazione russa, ma sa anche di non avere la forza di imporre una soluzione militare. che fare?
    quella cecena è una questione in cui la soluzione politica non è affatto facile da individuare, per adesso all'orizzonte vedo solo altri morti.

    la via per il superamento di sé è la liberazione dalle aspirazioni mediocri

  7. #7
    boh L'avatar di Jack89
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    Li si ammazza uno per uno....Ah Phemt non so come tu possa dispiacerti per la morte di un terrorista....


  8. #8
    Utente L'avatar di jakopo996
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    Sono contento per la sua uccisione, ora la Russia vivrà giorni un po' piu tranquilli...
    Citazione For$aken
    io sto aspettando che finisca l'asta su ebay per il diario di spongebob che non l'ho trovato in nessun negozio

  9. #9
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    Citazione Phemt
    ... mi dispiace che sia morto... maledetti russi... sono buoni solo a martoriare la popolazione cecena...
    Se uno studente universitario ha questa capacità di ragionare.. povera Italia



  10. #10
    Mucha mierda! L'avatar di Christof
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    Citazione Jack89
    Li si ammazza uno per uno....Ah Phemt non so come tu possa dispiacerti per la morte di un terrorista....
    Più terrorista lui che vuole l'indipendenza o la Russia che compie genocidi a tutto spiano? Allora anche i vari Mazzini, Garibaldi, Armellini, Gioberti, Balbo, Santorre di Santarosa, e tutti coloro che hanno fatto il Risorgimento sono terroristi, visto che facevano saltare in aria gli Austriaci... tutto è relativo, ricorda.

  11. #11
    CodeRed
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    Citazione Dauntless
    Finalmente una buona notizia
    Non direi, la rappresaglia sarà devastante.

  12. #12
    Mucha mierda! L'avatar di Christof
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    Citazione Dauntless
    Se uno studente universitario ha questa capacità di ragionare.. povera Italia
    Se un laureato ha questa capacità di sparare sentenze, povera Italia

    Ripeto la domanda: si può considerare terrorista uno che fa quello che ha fatto per rendersi indipendente, quando lo Stato che non vuole la tua indipendenza fa anche di peggio? Allora la Resistenza e il Risorgimento sono da considerarsi terrorismo, o sbaglio?

    Tranne quegli idioti di Beslan, non ricordo di genocidi compiuti dai ceceni...

  13. #13
    Πολύτρουπος L'avatar di Hobbit83
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    Citazione Jack89
    Il leader politico della guerriglia cecena Aslan Mashkadov è stato ucciso. Muore così il secondo uomo più ricercato dalla Russia e uno tra i primi dieci nel mondo. Il terrorismo perde una delle sue colonne portanti, e questo non può che rendere felici tutti quanti. Aslan Mashkadov è stato insieme al Generale Dudaev uno dei promotori della rivolta cecena nel dicembre del 1994. Nel 2001 nominò capo militare della guerriglia Shamil Basaev, attualmente l'uomo più ricercato dalla Russia e uno dei primi cinque nel mondo. Aslan Mashkadov è stato l'ideatore degli attacchi e attentati più sanguinosi, tra i quali l'incidente al teatro Dubrovka di Mosca e la presa della scuola di Beslan.
    Nessuno che si interessi alla vicenda Cecena in modo un pò meno partigiano di Putin e di te può felicitarsi a tutto tondo di questa notizia.

    Chi fa più stragi laggiù è Josif Putin, non i Ceceni.

    Fra
    3 sono i Re, il 3° era chiamato non ti scordar di me, perchè metteva foto giganti del suo viso: rimase incastrato nel suo proprio sorriso...

  14. #14
    Πολύτρουπος L'avatar di Hobbit83
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    Senza nessuna polemica, Jack, mi spieghi perchè dai la TAG [DIF] a questo thread? Non mi sembra si parli di difesa, si parla di un omicidio inutile usato come propaganda.

    O il criterio è che i tuoi thread vengono "taggati" così di default?

    Fra
    3 sono i Re, il 3° era chiamato non ti scordar di me, perchè metteva foto giganti del suo viso: rimase incastrato nel suo proprio sorriso...

  15. #15
    C'thulhu fhtagn!
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    Citazione Christof
    Se un laureato ha questa capacità di sparare sentenze, povera Italia

    Ripeto la domanda: si può considerare terrorista uno che fa quello che ha fatto per rendersi indipendente, quando lo Stato che non vuole la tua indipendenza fa anche di peggio? Allora la Resistenza e il Risorgimento sono da considerarsi terrorismo, o sbaglio?

    Tranne quegli idioti di Beslan, non ricordo di genocidi compiuti dai ceceni...
    No dico tu chi sei il Padreterno? Hai il dono dell'onniscienza?

    Per il resto, prima di sparar sentenze a tua volta, studiatela la storia della Cecenia, così eviti di metterti in imbarazzo da solo, magari
    Citazione Hobbit83
    Chi fa più stragi laggiù è Josif Putin, non i Ceceni.
    Amen.



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