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Discussione: Karol Wojtyla: il papa di fine e inizio secolo.

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  1. #1
    Utente L'avatar di pasquale7bellezze
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    Karol Wojtyla: il papa di fine e inizio secolo.

    Questo è un thread di commemorazione per Karol Wojtyla, uomo e Papa. Qui ci si limita di postare documenti, immagini, articoli, argomentazioni su di essi serie e costruttive. Come per gli altri thread, al minimo avviso di flood e flame scatteranno i provvedimenti. Apro inserendo la biografia:



    Karol Józef Wojtyla nasce a Wadowice, città a 50 km da Cracovia, il 18 maggio 1920. E' il secondo dei due figli di Karol Wojtyla e di Emilia Kaczorowska, che muore quando lui ha solo nove anni. Anche il fratello maggiore non ebbe miglior sorte, morendo molto giovane nel 1932. Nel '41, invece, decede pure il padre così che appena ventenne il giovane Karol si trova del tutto solo.

    Finiti brillantemente gli studi liceali, nel 1938 si trasferisce a Cracovia con il padre ed inizia a frequentare la Facoltà di Filosofia della città. Si iscrive anche allo "Studio 38", circolo teatrale che durante la seconda guerra mondiale va avanti clandestinamente. Nel 1940 lavora come operaio nelle cave presso Cracovia e in seguito nella locale fabbrica chimica. Evita così la deportazione ed i lavori forzati nel Terzo Reich tedesco.


    A partire dal 1942, sentendosi chiamato al sacerdozio, frequenta i corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia, diretto dall'Arcivescovo di Cracovia, il Cardinale Adam Stefan Sapieha. Nel contempo, fu uno dei promotori del "Teatro Rapsodico", anch'esso clandestino. Nell'agosto del 1944 l'arcivescovo Sapieha lo trasferisce, insieme ad altri seminaristi clandestini, nel Palazzo dell'arcivescovado. Vi rimarrà fino alla fine della guerra.

    Il primo novembre 1946 è ordinato sacerdote, dopo pochi giorni parte per proseguire gli studi a Roma, dove alloggia presso i Pallottini, in Via Pettinari. Nel 1948 discute la sua tesi sul tema della fede nelle opere di San Giovanni della Croce. Rientra da Roma in Polonia, dove, come viceparroco viene destinato alla parrocchia di Niegowiæ presso Gdów. Il Senato accademico dell'Università Jagiellonica, dopo avergli riconosciuto i titoli degli studi compiuti nel 1942-1946 a Cracovia e i successivi all'Angelicum di Roma, gli assegna il titolo di dottore con la qualifica di ottimo.
    In quel periodo, durante le sue vacanze, esercita il ministero pastorale tra gli emigranti polacchi in Francia, Belgio e Olanda.


    Nel 1953 presenta all'Università cattolica di Lublino una tesi sulla possibilità di fondare un'etica cristiana a partire dal sistema etico di Max Scheler. Più tardi, diviene professore di Teologia Morale ed Etica nel seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia di Lublino.

    Nel 1964, nominato arcivescovo metropolita di Cracovia, s'insedia ufficialmente nella Cattedrale del Wawel. Tra il 1962 e il 1964 partecipa alle quattro sessioni del Concilio Vaticano II. Il 28 giugno 1967 viene creato cardinale da Paolo VI. Nel 1972 esce "Alle basi del rinnovamento. Studio sull'attuazione del Concilio Vaticano II".


    Il 6 agosto 1978 muore Paolo VI, Karol Wojtyla partecipa alle esequie ed al conclave che, il 26 agosto 1978, elegge Giovanni Paolo I (Albino Luciani). In seguito alla improvvisa morte di quest'ultimo, il 14 ottobre 1978 inizia un nuovo Conclave e il 16 ottobre 1978 il cardinale Karol Wojtyla viene eletto Papa con il nome di Giovanni Paolo II. E' il 263° Successore di Pietro. Il primo Papa non italiano dal sedicesimo secolo: l'ultimo, infatti, era stato l'olandese Adriano VI, morto nel 1523.

    Il Pontificato di Giovanni Paolo II si caratterizza in particolar modo per i viaggi apostolici. Dall'inizio del suo Pontificato, Papa Giovanni Paolo II ha compiuto finora 141 visite pastorali in Italia e, come Vescovo di Roma, si è recato in 301 delle attuali 334 parrocchie romane . I viaggi apostolici nel mondo - espressione della costante sollecitudine pastorale del Successore di Pietro per tutte le Chiese - sono stati finora 95 .


    Di particolare importanza, sono i viaggi nei paesi dell'Est europeo, che sanciscono la fine dei regimi comunisti e quelli in zone di guerra quali Sarajevo (aprile 1997) e Beirut (maggio 1997), che rinnovano l'impegno della Chiesa cattolica per la pace. Storico anche il suo viaggio a Cuba (gennaio 1998) e l'incontro con il "Leader maximo" Fidel Castro. Il 13 maggio 1981 è invece segnato da un episodio gravissimo: Ali Agca, un giovane turco, nascosto tra la folla in piazza San Pietro gli spara due colpi di pistola, ferendolo gravemente all'addome. Il Papa viene ricoverato al Policlinico Gemelli, dove rimane in sala operatoria per sei ore. L'attentatore viene arrestato. Una volta ristabilitosi lo perdona, andando a trovare Agca in carcere, in una visita rimasta storica.

    Nel 1986 un altro evento storico che si deve a Wojtyla fa il giro del mondo. Visita infatti la sinagoga di Roma: un gesto che nessun altro Pontefice aveva mai fatto prima. Inoltre, nel 1993, stabilisce le prime relazioni diplomatiche ufficiali tra Israele e Santa Sede. Da ricordare anche l'importanza data al dialogo con le nuove generazioni e l'istituzione, nel 1986, della Giornata mondiale della gioventù, che da allora, viene celebrata ogni anno.


    Il 16 ottobre 2003 è stato il giorno dei 25 anni di pontificato;l'evento che ha attirato l'attenzione dei media di tutto il mondo ha visto inoltre il Presidente Ciampi esprimere, in un ideale abbraccio nazionale, gli auguri a Giovanni Paolo II con un messaggio televisivo alla nazione, a reti unificate.

    Nel 2005 è uscito il suo ultimo libro "Memoria e identità", nel quale Giovanni Paolo II affronta alcuni grandi temi della storia, in particolare le ideologie totalitarie del Novecento, come comunismo e nazismo, e risponde agli interrogativi più profondi della vita dei fedeli e dei cittadini del mondo.

    Ultima modifica di pasquale7bellezze; 2-04-2005 alle 00:11:01

  2. #2
    Utente L'avatar di pasquale7bellezze
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    Qui invece, posto il suo discorso all'ONU, in New York, avvenuto il 5 ottobre del 1995.

    1. Sono molto lieto di salutarvi, membri del personale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, e di riconoscere l'importante contributo che offrite a questa organizzazione mondiale nei suoi sforzi volti a promuovere l'armonia e la solidarietà fra i popoli. Il vostro servizio qui non è soltanto un tributo a voi stessi, ma anche il segno che i Paesi da cui provenite sono impegnati a operare per la giustizia e la pace nel mondo.

    2. Purtroppo, come tutti noi siamo dolorosamente consapevoli, il nostro mondo moderno sta ancora assistendo a terribili conflitti armati e a tensioni politiche ed economiche che producono affronti inenarrabili alla vita e alla libertà umane. Di fronte a tutto ciò non possiamo non ricordare, e raccomandare all'amorevole misericordia di Dio, tutti coloro che hanno dato la propria vita al servizio dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e ai suoi ideali, in particolare coloro che sono caduti durante le missioni di pace e umanitarie. Il loro sacrificio è parte integrante della storia delle Nazioni Unite. Di fronte alla tragedia e al male costanti, tuttavia, non perdiamo la speranza nel futuro, in quanto assistiamo ai sinceri sforzi delle nazioni che lottano per cooperare, perseguendo attivamente politiche di collaborazione e di responsabilità comune nel risolvere vecchi e nuovi problemi. In questo clima di cooperazione internazionale, il vostro contributo come membri del personale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite è indispensabile. Portate una ricchezza di convinzioni e di esperienze dai vostri Paesi e dai vostri popoli; mostrate fedeltà e lealtà verso le vostre tradizioni e le vostre culture, mentre allo stesso tempo siete in grado di guardare oltre esse; manifestate una sollecitudine particolare per tutta la famiglia umana. Desidero assicurarvi che nell'opera di promozione della giustizia, di edificazione della pace e di garanzia del rispetto della dignità e dei diritti dell'uomo in tutto il mondo voi avete il sostegno completo e totale della Chiesa cattolica.

    3. La Chiesa stessa non offre consigli tecnici né promuove alcun programma politico o economico specifico. Piuttosto, essa parla al cuore umano e amplifica la voce della coscienza umana. Cerca di educare e nobilitare le persone cosicché accettino la responsabilità per se stesse e per gli altri. Nel contesto della comunità delle nazioni, il messaggio della Chiesa è semplice e tuttavia importantissimo per la sopravvivenza dell'umanità e del mondo: la persona umana deve essere il centro autentico di tutte le attività sociali, politiche ed economiche. Questa verità, se effettivamente concretizzata, indicherà il cammino per sanare le divisioni fra i ricchi e i poveri, per superare l'ineguaglianza fra i forti e i deboli, per riconciliare l'uomo con se stesso e con Dio, poiché gli uomini e le donne sono stati creati a immagine e somiglianza di Dio (cfr. Gn 1,27). In tal modo le persone non devono mai venir considerate come meri oggetti, né devono essere sacrificate al profitto politico, economico o sociale. Non dobbiamo più permettere che vengano manipolate o rese schiave dalle ideologie o dalla tecnologia. La dignità e il valore che Dio ha donato loro in quanto esseri umani lo proibisce.

    4. Cari amici, questa verità tanto importante per l'attività politica nazionale e internazionale non lo è meno nel contesto della vostra attività quotidiana qui, presso la sede delle Nazioni Unite. Per voi ciò significa impegnarvi risolutamente con onestà e con integrità personale nel vostro lavoro e nei vostri rapporti professionali. Ciò significa rispettare le tradizioni religiose e culturali degli altri e anche tutelarle e promuoverle se necessario. Significa applicare a voi stessi quei modelli di comportamento e di cortesia che vi aspettate dagli altri. E non solo ciò: significa anche avere un interesse molto particolare per la vita familiare, vostra e degli altri. Gli sforzi insiti nella formazione di una famiglia, nella cura dei figli e nell'accertarsi che questi ultimi ricevano un'educazione appropriata sono di certo questioni personali, ma possono anche dimostrare l'amore e la sollecitudine con cui servite i vostri popoli, le vostre nazioni e il mondo.

    5. All'inizio del mio Pontificato, circa diciassette anni fa, scrissi che era particolarmente difficile dire quale segno l'Anno 2000 avrebbe lasciato sul volto della storia umana, sapere che cosa esso avrebbe portato a ogni popolo, nazione, Paese e continente (cfr. Lettera Enciclica Redemptor hominis n. 1). Predire queste cose non è più facile oggi, ma so che la vostra opera devota, qui presso le Nazioni Unite, è un segno promettente del fatto che il nuovo millennio vedrà una nuova fioritura di autentica umanità nella compassione, nell'apertura e nella solidarietà fra i popoli e le nazioni. Nella preghiera sono vicino a voi e alle vostre famiglie. Possa Dio Onnipotente benedirvi sempre e rafforzarvi con la sua grazia e la sua pace! Possiate continuare a servirlo nel servizio che offrite a tutta la famiglia umana!

    Ultima modifica di pasquale7bellezze; 2-04-2005 alle 00:13:48

  3. #3
    Utente L'avatar di Hallo
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    caverne
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    che dire... quello che verrà dopo si troverà un bel peso sulle spalle, non sarà facile... 8(
    chi balla è spesso considerato pazzo da chi non può sentire la musica.

  4. #4
    Utente L'avatar di Giggino
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    ottimo tread pasquale

  5. #5
    Bannato L'avatar di Falco Bianco
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    Citazione Giggino
    ottimo tread pasquale
    mi associo.. davvero molto interessante...

    spero solo ke questo 3d nn diventi luogo di flame... cmq sia proprio in questi ultimi tempi avevo intenzione di comprare le encicliche del Papa. una una volta c'é stata letta (in parte) e confrontata con quella di Papa Giovanni Paolo XXIII dal prof di storia e filosofia... l'avevo trovata davvero interessante... d'altronde leggendo dal primo post le conoscenze che il Papa possedeva in campo filosofico-etico sarò ancora più invogliato a leggerle.

  6. #6
    HellCiccio
    Ospite
    Ricordo ancora quando è venuto a Caltanissetta, allo stadio Pian del lago... avevo 14 anni ed ero lì con molti miei amici.
    Passò sulla sua jeep con la vetrata lungo la pista da corsa e ci guardò, me compreso, salutandoci sorridente...
    Di lui mi rimarrà sempre impresso nella memoria il modo di definirsi anch'esso "un giovane tra i giovani" e la bellezza del messaggio che lesse quel giorno.

    So che magari qui bisognava postare altro, ma è tutto quello che mi sento di dire su di lui...
    Spero che il suo successore ne sia all'altezza...

  7. #7
    Utente L'avatar di pasquale7bellezze
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    Citazione HellCiccio
    Ricordo ancora quando è venuto a Caltanissetta, allo stadio Pian del lago... avevo 14 anni ed ero lì con molti miei amici.
    Passò sulla sua jeep con la vetrata lungo la pista da corsa e ci guardò, me compreso, salutandoci sorridente...
    Di lui mi rimarrà sempre impresso nella memoria il modo di definirsi anch'esso "un giovane tra i giovani" e la bellezza del messaggio che lesse quel giorno.

    So che magari qui bisognava postare altro, ma è tutto quello che mi sento di dire su di lui...
    Spero che il suo successore ne sia all'altezza...
    No no, è proprio questo che devi postare! Documenti, pensieri, parole sue. Tutto ciò che gli appartiene, ovvero tutto ciò che ha dato.

  8. #8
    Citazione pasquale7bellezze
    Questo è un thread di commemorazione per Karol Wojtyla, uomo e Papa...
    beh, io non ho documenti commemorativi (in verità si, magari più tardi li metto), però voglio descrivervi come mia madre e la sua vicina di casa hanno "commemorato" la - prossima - morte del papa.

    la mia vicina di casa si è alzata alle sei di mattina ed è partita per Roma col suo "gruppo di preghiera", una trentina di signore anzianotte mischiate a delle giovincelle (papa-girls?). Li attende una giornata di raccoglimento in preghiera in attesa della notizia del trapasso del papa.

    mia madre invece si è alzata un'ora dopo e, sebbene fossi assolutamente convinto che sarebbe partita per Roma, mi ha invece spiazzato facendo quello che fa tutti i sabati e le domeniche mattina: è andata a cucinare alla locale mensa della Caritas, come ormai fa abitualmente da circa otto anni (oltre ad occasionali asistenze infrasettimanali ad anziani ed ammalati).
    al che, stupito, le ho chiesto: "ma non vai a Roma?"
    e lei mi ha risposto grosso modo così (ve ne traduco il senso perchè il discorso è nel mio dialetto): "ci andrei, ma anche se il papa sta morendo, quelle persone hanno comunque bisogno di mangiare". ed è uscita.

    Traete da soli le vostre conclusioni.

  9. #9
    Salute in peggioramento L'avatar di Io vengo dalla Luna
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    Sorriso

    Secondo me tua mamma ha fatto bene. Anche se il papa di sicuro morirà perchè non ce la fà piu' ( NON VOGLIO PORTARE SFORTUNA ) tua mamma può sempre tenersi informata con la TV o con la radio mentre prepara da mangiare a chi ne ha bisogno.

  10. #10
    quasisuper
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    ieri sera ho pianto molto...nn posso pensare che un uomo che ha fatto così tanto bene se ne vada...una cosa sola mi mette forza che lui ha vissuto una vita per Dio e che adesso è vicino ad incontrarlo.GRAZIE INFINITE PAPA!

  11. #11
    Utente L'avatar di Outlander999
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    io non sono un buon Cristiano, anzi con il passare degli anni sono diventato miscredente e blasfemo.

    Ma questa sua agonia mi tocca nel profondo.

    Prima che un Papa, è stato un grande Uomo.
    Era consapevole della propria enorme (in quanto Papa) influenza, ma il suo potere l'ha usato per indicarci la via da seguire, per portare l'umanità verso un reale miglioramento.

    Ha abbattuto i regimi senza imbracciare armi, ha abbracciato amichevolmente i potenti delle altre religioni, baciando le loro Scritture.

    Rispetto verso gli altri, e verso la dignità di ogni uomo, a livelli assoluti.

    Ci mancherà profondamente.

    Il FanSite della miglior Thrash-Metal Band Italiana!
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  12. #12
    Bannato L'avatar di Falco Bianco
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    Citazione Outlander999
    io non sono un buon Cristiano, anzi con il passare degli anni sono diventato miscredente e blasfemo.

    Ma questa sua agonia mi tocca nel profondo.

    Prima che un Papa, è stato un grande Uomo.
    Era consapevole della propria enorme (in quanto Papa) influenza, ma il suo potere l'ha usato per indicarci la via da seguire, per portare l'umanità verso un reale miglioramento.

    Ha abbattuto i regimi senza imbracciare armi, ha abbracciato amichevolmente i potenti delle altre religioni, baciando le loro Scritture.

    Rispetto verso gli altri, e verso la dignità di ogni uomo, a livelli assoluti.

    Ci mancherà profondamente.
    e specialmente di questi tempi... ci vorrebbero più uomini come lui...

  13. #13
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    Editoriale tratto da TotusTuus
    -----------------------------------------------


    Tranne il quotidiano di cattolici Avvenire, venerdì
    scorso tutti i giornali italiani hanno messo in
    prima pagina la pubblicazione di una nota vaticana
    circa la presenza dei gay nella società civile.

    Non mi sbaglio: Ratzinger ha presentato il documento,
    ma Giovanni Paolo II lo ha approvato: lo stesso
    Pontefice che intervenne reiteratamente per la pace
    in Irak e su altri fronti.


    L'insistenza della "nota" va, appunto, sul
    riconoscimento statale delle coppie di omosessuali.
    Il Papa rifiuta questa matrimonializzazione di
    convivenze omofiliche che qualifica come "gravemente
    immorali".
    Perché contrarie alla retta ragione, all'ordine
    biologico, antropologico, sociale e giuridico.
    Perché influirebbero negativamente sulla famiglia
    tradizionale formata come Dio comanda da un uomo, una
    donna e dai figli.
    Perché l'eventuale adozione di bimbi da parte di gay,
    oltre ad essere in contraddizione con la apposita
    Convenzione internazionale dell'Onu, significherebbe
    "di fatto esercitare violenza… nel senso che si
    approfitta della condizione di debolezza dei piccoli
    per introdurli in ambienti che non favoriscono il
    loro sviluppo umano".

    Di conseguenza i politici - almeno quelli cattolici -
    sono chiamati ad opporsi a progetti di legge in questo
    senso o a diminuirne i danni dove tali norme siano già
    vigenti.

    Nulla di veramente nuovo, se non le solite obiezioni
    della presunta cultura - fosse anche marcia - che
    dovrebbe prevalere sulla natura.
    In vena di fantasia smodata, mi chiedo perché mai la
    legge si dovrebbe arrestare nella proibizione alla
    coppia omosessuale e non aprirsi all'orda - omosessuale
    o eterosessuale che sia -: una squadra di calcio, una
    sezione di scuola, una troupe di teatranti: i figli
    possibili sarebbero un poco di tutti, ma almeno si
    otterrebbero senza soverchie scartoffie.
    E i vantaggi economici e di status sociale sarebbero
    agevolmente raggiunti.

    Si, poiché gira e rigira l'amore autentico non ha grande
    spazio in queste faccende di rivendicazione di diritti:
    si tratta piuttosto di poter subentrare al/la compagno/a
    nel contratto di affitto nel caso di morte - o di
    cambiamento di parere? - del partner; si tratta della
    reversibilità della pensione, del cumulo di assicurazioni
    eccetera.

    Chiedo scusa per lo scatto di immaginazione circa
    l'allargamento del nucleo pseudofamigliare.
    Ma negli omosessuali c'è forse una punta di intolleranza
    nel copiare le famiglie normali.
    E se si blocca la via dell'adozione, il tasso demografico
    potrà flettere ancora di più di quanto già cala nel nostro
    Paese: può anche non mancare qualche eccezione di
    fecondità, data la complessità dell'attuale processo di
    generazione.
    Figli di languida scaltrezza.
    Poveri i nostri papà e le nostre mamme così poco abili.

    Ciò che colpisce è il non voler riconoscere una qualche
    diversità dei gay rispetto agli altri, i meschini; se
    diversità deve essere, sia orgoglio.
    Come uno che fosse gobbo e volesse misurarsi con il
    lancio del giavellotto o il salto in alto.
    Come uno che fosse un genio e si ostinasse ad atteggiarsi
    a mediocre.
    Come se io volessi cantare la cavatina con la voce
    stentorea che mi ritrovo.

    Non sto irridendo.
    Per nulla.
    Anzi, soffro affrontando temi come questo.
    A parte la possibilità che certe tendenze anomale siano
    corrette con serie e liberanti terapie, rimane da
    riconoscere il fatto che i casi più gravi di omofilia
    meritano una stima uguale e forse maggiore dei Casanova
    più disinibiti e dei Dongiovanni più spregiudicati.
    Ed è tutto da dimostrare che un tradimento della moglie
    sia accettabile come un nonnulla, mentre i peccati
    degli omosessuali sarebbero sempre di una gravità
    inaudita.

    Il papa invita ad accogliere "con rispetto, comprensione
    e delicatezza" uomini e donne con tendenze sessuali
    anomale, evitando ogni "marchio di ingiusta
    discriminazione".

    Il motivo è fondamentale e, se fosse capito, aiuterebbe a
    evitare molte discussioni inutili e sgradevoli,
    l'inclinazione omosessuale è "oggettivamente disordinata";
    le pratiche omosessuali sono "peccato gravemente contrari
    alla castità".
    Insomma, "la tolleranza del male è qualcosa di molto
    diverso dalla approvazione del male": qui entra la
    valutazione della coscienza davanti a Dio.
    Una valutazione che non sia troppo accomodante: come per
    i giovani dell'oratorio, le figlie di Maria e i genitori
    di famiglie numerose.
    E senza cogliere, nei comandamenti, soltanto il sesto e
    il nono; perché sono dieci, ed è meno arduo osservarne
    dieci che ridursi a due.

    In fin dei conti, è proprio la Chiesa, oggi, a essere
    monomaniaca circa la sessualità per di più distorta, o
    una mentalità e una prassi da tardo impero romano?
    Un'impennata di orgoglio, di umiltà, di pulizia, di
    letizia e di pace non guasterebbe nella nostra epoca
    elegantemente volgare.
    Il papa difende i gay.

    + Mons. Alessandro Maggiolini
    Vescovo di Como
    -----------------------------------------------------


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  14. #14
    samtam90
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    Citazione Outlander999
    io non sono un buon Cristiano, anzi con il passare degli anni sono diventato miscredente e blasfemo.

    Ma questa sua agonia mi tocca nel profondo.

    Prima che un Papa, è stato un grande Uomo.
    Era consapevole della propria enorme (in quanto Papa) influenza, ma il suo potere l'ha usato per indicarci la via da seguire, per portare l'umanità verso un reale miglioramento.

    Ha abbattuto i regimi senza imbracciare armi, ha abbracciato amichevolmente i potenti delle altre religioni, baciando le loro Scritture.

    Rispetto verso gli altri, e verso la dignità di ogni uomo, a livelli assoluti.

    Ci mancherà profondamente.
    E' vero. Mancherà profondamente non solo ai cristiani, ma a molte altre persone anche di altre religioni (basta vedere le dirette di Al Arabiya e Al Jazeera o il messaggio della Cina)

  15. #15
    Bannato L'avatar di Falco Bianco
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    Citazione Dauntless
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    Tranne il quotidiano di cattolici Avvenire, venerdì
    scorso tutti i giornali italiani hanno messo in
    prima pagina la pubblicazione di una nota vaticana
    circa la presenza dei gay nella società civile.

    Non mi sbaglio: Ratzinger ha presentato il documento,
    ma Giovanni Paolo II lo ha approvato: lo stesso
    Pontefice che intervenne reiteratamente per la pace
    in Irak e su altri fronti.


    L'insistenza della "nota" va, appunto, sul
    riconoscimento statale delle coppie di omosessuali.
    Il Papa rifiuta questa matrimonializzazione di
    convivenze omofiliche che qualifica come "gravemente
    immorali".
    Perché contrarie alla retta ragione, all'ordine
    biologico, antropologico, sociale e giuridico.
    Perché influirebbero negativamente sulla famiglia
    tradizionale formata come Dio comanda da un uomo, una
    donna e dai figli.
    Perché l'eventuale adozione di bimbi da parte di gay,
    oltre ad essere in contraddizione con la apposita
    Convenzione internazionale dell'Onu, significherebbe
    "di fatto esercitare violenza… nel senso che si
    approfitta della condizione di debolezza dei piccoli
    per introdurli in ambienti che non favoriscono il
    loro sviluppo umano".

    Di conseguenza i politici - almeno quelli cattolici -
    sono chiamati ad opporsi a progetti di legge in questo
    senso o a diminuirne i danni dove tali norme siano già
    vigenti.

    Nulla di veramente nuovo, se non le solite obiezioni
    della presunta cultura - fosse anche marcia - che
    dovrebbe prevalere sulla natura.
    In vena di fantasia smodata, mi chiedo perché mai la
    legge si dovrebbe arrestare nella proibizione alla
    coppia omosessuale e non aprirsi all'orda - omosessuale
    o eterosessuale che sia -: una squadra di calcio, una
    sezione di scuola, una troupe di teatranti: i figli
    possibili sarebbero un poco di tutti, ma almeno si
    otterrebbero senza soverchie scartoffie.
    E i vantaggi economici e di status sociale sarebbero
    agevolmente raggiunti.

    Si, poiché gira e rigira l'amore autentico non ha grande
    spazio in queste faccende di rivendicazione di diritti:
    si tratta piuttosto di poter subentrare al/la compagno/a
    nel contratto di affitto nel caso di morte - o di
    cambiamento di parere? - del partner; si tratta della
    reversibilità della pensione, del cumulo di assicurazioni
    eccetera.

    Chiedo scusa per lo scatto di immaginazione circa
    l'allargamento del nucleo pseudofamigliare.
    Ma negli omosessuali c'è forse una punta di intolleranza
    nel copiare le famiglie normali.
    E se si blocca la via dell'adozione, il tasso demografico
    potrà flettere ancora di più di quanto già cala nel nostro
    Paese: può anche non mancare qualche eccezione di
    fecondità, data la complessità dell'attuale processo di
    generazione.
    Figli di languida scaltrezza.
    Poveri i nostri papà e le nostre mamme così poco abili.

    Ciò che colpisce è il non voler riconoscere una qualche
    diversità dei gay rispetto agli altri, i meschini; se
    diversità deve essere, sia orgoglio.
    Come uno che fosse gobbo e volesse misurarsi con il
    lancio del giavellotto o il salto in alto.
    Come uno che fosse un genio e si ostinasse ad atteggiarsi
    a mediocre.
    Come se io volessi cantare la cavatina con la voce
    stentorea che mi ritrovo.

    Non sto irridendo.
    Per nulla.
    Anzi, soffro affrontando temi come questo.
    A parte la possibilità che certe tendenze anomale siano
    corrette con serie e liberanti terapie, rimane da
    riconoscere il fatto che i casi più gravi di omofilia
    meritano una stima uguale e forse maggiore dei Casanova
    più disinibiti e dei Dongiovanni più spregiudicati.
    Ed è tutto da dimostrare che un tradimento della moglie
    sia accettabile come un nonnulla, mentre i peccati
    degli omosessuali sarebbero sempre di una gravità
    inaudita.

    Il papa invita ad accogliere "con rispetto, comprensione
    e delicatezza" uomini e donne con tendenze sessuali
    anomale, evitando ogni "marchio di ingiusta
    discriminazione".

    Il motivo è fondamentale e, se fosse capito, aiuterebbe a
    evitare molte discussioni inutili e sgradevoli,
    l'inclinazione omosessuale è "oggettivamente disordinata";
    le pratiche omosessuali sono "peccato gravemente contrari
    alla castità".
    Insomma, "la tolleranza del male è qualcosa di molto
    diverso dalla approvazione del male": qui entra la
    valutazione della coscienza davanti a Dio.
    Una valutazione che non sia troppo accomodante: come per
    i giovani dell'oratorio, le figlie di Maria e i genitori
    di famiglie numerose.
    E senza cogliere, nei comandamenti, soltanto il sesto e
    il nono; perché sono dieci, ed è meno arduo osservarne
    dieci che ridursi a due.

    In fin dei conti, è proprio la Chiesa, oggi, a essere
    monomaniaca circa la sessualità per di più distorta, o
    una mentalità e una prassi da tardo impero romano?
    Un'impennata di orgoglio, di umiltà, di pulizia, di
    letizia e di pace non guasterebbe nella nostra epoca
    elegantemente volgare.
    Il papa difende i gay.

    + Mons. Alessandro Maggiolini
    Vescovo di Como
    -----------------------------------------------------


    no comment
    ricordati però ke ciò ke il Papa ha sempre condannato nn é stato l'Amore verso un altro uomo dello stesso sesso... ma la perversione...(nn sto dicendo ke tutti gli omosessuali sono prervertiti) ma é l'aspetto sessuale ke il papa ha sempre condannato... poi figurati se il Papa vieta l'amore verso un'altra persona (perché le persone gay amano anke se purtroppo molti nn lo capiscono).... cmq sia come ho detto tante volte aldifuori del Papa della chiesa catolica nn mi fa simpatia nessuno.

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