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Visualizzazione risultati da 1 a 3 di 3

Discussione: Gabriel Knight 3

Cambio titolo
  1. #1
    Cutter
    Ospite

    Messaggio Gabriel Knight 3

    Sul finire del 1993, nello splendido Gabriel Knight-Sins of the fathers, gli appassionati di avventure grafiche facevano la conoscenza di un nuovo, affascinante (anti)eroe; originario di New Orleans, proprietario di un fatiscente negozietto di libri rari, aspirante scrittore, e, soprattutto, Shattenjäger, cioè, letteralmente, “cacciatore di ombre”, Gabriel, all’epoca, era alle prese con un intricato caso di efferati omicidi legati al mondo dei riti voodoo.
    Qualche anno dopo, nel discusso Gabriel Knight 2-The beast within, lo stesso personaggio si ripresentava al popolo degli avventurieri da scrivania per far luce su un altro oscuro mistero, ambientato nelle minacciose lande della Baviera.
    In questo Gabriel Knight 3- Il mistero di Rennes-Le-Château, che costituisce il conclusivo episodio della fortunata saga della Sierra, lo Shattenjäger di New Orleans e la sua graziosa assistente Grace sono invitati a Parigi da James Stewart, principe di Albany, per proteggere il primogenito del nobile, il piccolo Charlie, da misteriosi e inquietanti “visitatori notturni”.
    Parrebbe un incarico di tutto riposo per Gabriel, che, non a caso, si mostra piuttosto riluttante a fare da balia asciutta a un infante dal sangue blu, ma già durante la prima notte di guardia qualcosa va storto. Il bambino, infatti, viene rapito da due uomini che lo infilano in un baule e se la danno a gambe senza dare il tempo al nostro eroe di muovere un muscolo. Il tardivo, avventuroso inseguimento dei rapitori porta Gabriel, nel cuore della notte, alla stazione ferroviaria di Couiza, uno sperduto paesino della Linguadoca, nei pressi di Rennes-Le-Château; dei due uomini, ovviamente, nessuna traccia …
    L’albergo in cui ci svegliamo, nei panni di Gabriel, il mattino seguente -il gioco inizia proprio a questo punto- è animato da un variegato gruppo di turisti appena giunti a Rennes (che coincidenza…); fra essi c’è anche una nostra vecchia conoscenza, Mosley (un’altra coincidenza ?), e tutti paiono ansiosi di mettersi alla ricerca del ricchissimo tesoro che si dice essere sepolto nella zona.
    Rennes, infatti, è al centro di molte vicende storiche e leggende legate ai Templari e alle loro favolose richezze, ai massoni e a culti religiosi non propriamente ortodossi (su tutti, quello di Maria Maddalena, che trascorse gli ultimi anni di vita proprio in Linguadoca ed è da taluni considerata come … beh, non voglio rovinarvi la sorpresa …). Alla fine del XIX secolo, inoltre, l’umile abate della chiesa locale, un certo Saunière, scoprì, celate in una cavità dell’altare, alcune pergamene raffiguranti -pare- antichissime genealogie; recatosi immediatamente a Parigi, dove incontrò, fra gli altri, un futuro, amatissimo Papa (all’epoca semplice nunzio apostolico), Saunière tornò a Rennes tre settimane più tardi con un’immensa fortuna, con cui ristrutturò la chiesa (in modo alquanto bizzarro, peraltro); si costruì una splendida villa; eresse, ai margini di Rennes, una singolare torre di pietra, tanto imponente quanto inutile; e dotò il paese di un sistema fognario e di una rete stradale.
    La trama del gioco, frutto di un lavoro di ricerca non indifferente, oltre che dell’inesauribile genio creativo della scrittrice Jane Jensen, è, in effetti, straordinariamente avvincente. Perennemente sospesa fra realtà storica e finzione letteraria, è costruita su dialoghi intelligenti, curati e funzionali a un suo snodarsi graduale, coerente e ricco di colpi di teatro. I temi trattati sono “importanti” (storia, religione, esoterismo, politica), ma la Jensen riesce a venire a capo di ciascuno di essi senza mai cadere nel banale e stemperando i toni, talvolta decisamente forti, con l’arma dell’ironia (un’ironia spesso amara, mai fuori luogo).
    La giocabilità si attesta su livelli elevati giacchè, nonostante l’introduzione di una grafica interamente tridimensionale, Gabriel Knight 3 resta, in sostanza, un’avventura “punta e clicca” tradizionale; il movimento del mouse, infatti, ci permette di ruotare la visuale di 360 gradi e di zoomare su qualsiasi dettaglio dell’ambiente di gioco, mentre la pressione del tasto sinistro su un oggetto o un personaggio ci consente di interagire con lo stesso attraverso le icone ben note agli appassionati del genere (“guarda”, “esamina”, “raccogli”, “parla”, ecc.). In ogni caso, è anche possibile, e talvolta necessario, spostare direttamente il protagonista, operazione realizzabile sempre con l’ausilio del solo mouse (in alcune fasi del gioco fra l’altro, controlleremo non Gabriel ma Grace, come già avveniva nel precedente episodio della serie).
    L’inventario è chiaro e facile da utilizzare, così come la mappa, che serve per spostarsi nei luoghi del gioco diversi da Rennes; meno immediato, invece, risulta l’impiego di Sidney, il computer portatile di Grace (il manuale, comunque, contiene al riguardo una spiegazione esauriente).
    Gabriel Knight 3 è suddiviso in “blocchi temporali” e non ci permette di passare da un blocco al successivo prima di aver risolto determinati enigmi e/o compiuto un certo numero di “azioni” particolarmente significative ai fini dello sviluppo della trama.
    Gli enigmi sono numerosi e talvolta un po’ ostici (specie quelli che richiedono l’uso di Sidney) ma mai irrisolvibili perché sempre estremamente logici; il gioco, insomma, non è propriamente facile ma è piuttosto improbabile restare bloccati a lungo in qualche locazione. La longevità, in ogni caso, è indubbiamente elevata, anche per l’abbondanza dei dialoghi.
    L’aspetto grafico di Gabriel Knight 3 non lascia a bocca aperta dallo stupore; certo, gli ambienti sono realizzati più che discretamente (soprattutto gli interni, curati in ogni dettaglio), i personaggi si muovono in modo convincente e risultano sufficientemente espressivi, ma il motore di gioco appare talvolta piuttosto incerto anche su configurazioni potenti; si tratta, tuttavia, di una carenza che può considerarsi marginale, data la natura del titolo in esame, mentre è sorprendente il fatto che la maggior parte degli edifici e dei luoghi rappresentati in Gabriel Knight 3 sono riproduzioni fedelissime, al limite del maniacale, di edifici e luoghi realmente esistenti, seppure poco noti.
    Gli effetti sonori, infine, sono ottimi, così come le musiche, davvero suggestive, e il doppiaggio italiano, di livello quasi cinematografico.
    In definitiva, e alla luce delle considerazioni svolte, è innegabile che siamo di fronte a un titolo di qualità decisamente elevata, da consigliare pressochè incondizionatamente a tutti, appassionati di avventure grafiche e non.
    Una trama di livello letterario, dialoghi piacevoli, enigmi ben costruiti e un’atmosfera assolutamente impagabile sono gli ingredienti di una ricetta che delizierà sicuramente anche i palati più difficili. Lasciando, peraltro, un leggero retrogusto amarognolo; l’ultima sequenza filmata, infatti, che ovviamente non intendo anticiparvi, ha poco a che spartire col classico, banale “lieto fine”.
    E considerando che la Sierra non ne prevede alcun seguito, Gabriel Knight 3 può essere paragonato, se mi passate il raffronto un po’ macabro, all’ultima sigaretta del condannato a morte: sarà dannatamente buona, la più gustosa di tutta la sua vita … ma, sfortunatamente, prima o poi si consumerà e non ce ne saranno altre.

    Un’avventura grafica con la “c” maiuscola; la “c” di “capolavoro” …
    GRAFICA 7
    SONORO 9
    GIOCABILITA’ 9
    LONGEVITA’ 8
    GLOBALE 9

  2. #2
    Utente L'avatar di gorman
    Registrato il
    10-02
    Messaggi
    14.627
    Non male.
    Mi piace anche come l'hai scritta, al di là delle cose dette.

  3. #3
    Cutter
    Ospite
    Inviato da gorman
    Non male.
    Mi piace anche come l'hai scritta, al di là delle cose dette.
    Grazie!

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