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Lee Unkrich: “Coco parla della morte, ma è un messaggio di speranza”

 

Coco di Disney Pixar non è il solito film d’animazione, non fosse altro perché affronta un tema delicato e potente come la morte, con l’eleganza che ha da sempre contraddistinto la casa di John Lasseter. Noi abbiamo avuto il piacere di vedere il film in anteprima (la recensione arriverà il 15 dicembre), e di incontrare in conferenza stampa gli autori di questo film che sa già di cult, ossia il regista Lee Unkrich e la produttrice Darla K. Anderson.

Scopriamo così che il film è stato creato grazie a una ricerca approfondita sulla cultura messicana. Nel film vediamo infatti un cameo di Frida Kahlo, la tormentata artista sudamericana, e Unkrich spiega come abbiano lavorato a stretto contatto con la fondazione che si occupa di gestire a livello culturale la sua eredità. “Abbiamo tenuto un’anteprima del film a Città del Messico” spiega Unkrich, “anche se in realtà non volevamo fornire una visione univoca dell’aldilà, e abbiamo lasciato spazio alle credenze di tutti. Fondamentalmente, il film dà un messaggio di speranza. È la storia di un ragazzo che ama la sua famiglia, ma che allo stesso tempo crede fortemente in quello che vuole”. Apprendiamo poi da Anderson quali sono stati i pilastri dietro la scrittura del film: “Volevamo fosse un film sulla famiglia e sulla delicatezza di questi rapporti, ma anche che fosse pieno di musica, perché amiamo la musica messicana”.

Ci sono state comunque molte sfide per raccontare la storia del film: “Si tratta di una fantasia radicata nella realtà”, spiega Unkrich, “perché dopotutto non abbiamo ancora avuto modo di visitare l’aldilà!”. L’aldilà stesso, come ci dice il regista, è in continua costruzione nella visione Disney Pixar, “questo perché arrivano sempre nuove persone!”. Unkrich conclude con un monito: “La famiglia è importante, dobbiamo tenere nel cuore chi si è sacrificato ed è venuto prima di noi”. La conferenza stampa è poi proseguita con gli interventi di coloro che hanno dato forma alla versione italiana del film, i doppiatori, tra cui spicca una Mara Maionchi più mattatrice che mai, in compagnia di Valentina Lodovini, Matilda De Angelis e Michele Bravi. “Stranamente il mio personaggio è più vecchio di me!”, esordisce la Maionchi.

Matilda De Angelis, che ha sempre avuto il sogno nel cassetto di doppiare un personaggio Disney, ha invece dato la voce alla severa Tia Victoria: “Mi dicono sempre che non dimostro la mia età, quindi in effetti doppiare uno scheletro è stata una conseguenza naturale”. Michele Bravi, cantante, ha avuto il compito più difficile, ossia cantare nella scena che racchiude tutto il senso del film. “Ho pianto tutto il tempo”, ammette Michele. Valentina Lodovini invece racconta: “Ho sempre creduto che le farfalle sono gli spiriti dei defunti che vengono a farci visita, perciò il mio spirito guida è senza dubbio una farfalla”. Disney Pixar è sinonimo di emozioni, e inevitabilmente anche la conferenza stampa ha toccato le corde più delicate del nostro animo. Avremo modo di parlare più approfonditamente del film nella
recensione, in attesa che esca in tutti i cinema italiani il 28 dicembre,